Confrontati con un Milan ambizioso il Lugano subisce un poker di reti che, per il gioco mostrato nel corso dei novanta minuti, è un po’ troppo severo. Una sconfitta preventivata che fa parte comunque del percorso di crescita della truppa bianconera

Il gran caldo si è fatto sentire nel corso di tutta la prima frazione di gioco. Le due squadre, infatti, hanno faticato a mostrare (ovviamente) una manovra spumeggiante. I bianconeri sono entrati in campo con un po’ troppo rispetto nei confronti di un Milan ancora incompleto ma pur sempre una squadra dal valore assoluto. L’episodio-chiave dei primi quarantacinque minuti è avvenuto già dopo due giri d’orologio. E il merito è tutto della truppa di Vincenzo Montella. Con un’azione travolgente, fatta di passaggi ravvicinati e ad alta velocità Patrick Cutrone si fa trovare solo soletto davanti a David Da Costa. Il piatto mancino dell’attaccante rossonero non dà scampo al neo-estremo difensore bianconero. Nonostante la classe dei rossoneri sia nettamente superiore a quella dei ticinesi, gli uomini di Pierluigi Tami non disdegnano affatto a produrre gioco. Ne esce così un primo tempo equilibrato in cui il Milan (che ha iniziato la preparazione una settimana or sono) cerca gli automatismi tra i reparti e il Lugano che vuole fare bella figura. I sottocenerini ci mettono mezz’ora per trovare il bandolo della matassa. È soprattutto Davide Mariani a cercare si suonare la carica, prima con un destro debole e poi con un altro tiro che finisce tra le braccia di Marco Storari. Ma è al 45° che i bianconeri hanno la chance più ghiotta: Younes Bnou Marzouk si libera molto bene tra la difesa rossonera, si inventa un assist per l’accorrente Silvano Schäppi, il quale si fa ipnotizzare da Storari sciupando l’occasione del pareggio.

Per il secondo tempo gli ospiti cambiano completamente il loro undici, mentre i padroni di casa mantengono invariato quello di partenza (segnaliamo che Bálint Vécsei ha sostituito Mariani per infortunio verso la fine della prima frazione). Ne esce chiaramente una formazione rossonera più fresca e una bianconera che con il passare dei minuti fatica un po’. Ciò non significa però che il Lugano è andato in netta ambasce. Anzi, tutt’altro. Ha temuto benissimo il campo, a conferma dell’ottimo lavoro sin qui svolto. Il Milan sfrutta perciò tre amnesie difensive luganesi per produrre il poker che metterà la parola fine al match. Giovanni Crociata, José Sosa e Gustavo Gomez i marcatori della seconda parte di gioco.

Tutto sommato, i bianconeri non hanno per nulla sfigurato di fronte a una formazione ambiziosa e talentuosa come quella rossonera. Per i ragazzi di Tami non ci sarà tempo per riposare, in quanto torneranno in campo già domani mattina per una seduta di scarico.

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