Mister Agostino con il suo staff

Ci sono storie che finiscono con piatti rotti e stracci che volano, ed altre che si chiudono con una stretta di mano e, perchè no, con un arrivederci. É proprio questo il caso dell’Ascona e di mister Agostino: il rapporto che lega l’allenatore e la società biancoblù non proseguirà, la scelta è stata condivisa e quindi ci si lascia senza rancore. Ne abbiamo parlato con lo stesso mister, approfittandone per tracciare con lui un bilancio della stagione del club.

Mister, come prima cosa, parliamo del campionato: c’è più soddisfazione per aver raggiunto il traguardo fissato – la salvezza – o resta qualche rimpianto per non aver ottenuto qualcosa in più?

“Diciamo subito che l’obiettivo, anche a causa di un brutto inizio di campionato, è sempre stato solo e soltanto quello di salvarci. Non si è mai parlato di altro, quindi siamo soddisfatti per aver raggiunto in anticipo quanto ci eravamo prefissati. Certo, con un campionato così equilibrato, sarebbe bastato davvero poco per stare più in alto e lottare con le prime. Purtroppo, abbiamo avuto un periodo di flessione (tra aprile e maggio, 4 sconfitte compresa la Coppa, ndr): per vari motivi non eravamo al meglio nel periodo decisivo della stagione. Dispiace anche per la Coppa, avremmo potuto accedere la tabellone principale, ma giocare a Taverne, sul sintetico, non è mai facile, e purtroppo la partita è arrivata nel nostro momento peggiore. Peccato, ma onore al Taverne.”

A proposito di poter fare qualcosa in più, che cosa è mancato, a tuo parere, per tenere il passo – non certo irresistibile – delle prime?

“Otre al periodo di flessione di cui abbiamo già parlato, il nostro rendimento in trasferta è stato deficitario: nel girone di ritorno, non abbiamo mai vinto fuori casa. E con questo rendimento, era impossibile lottare per la promozione. Al contrario, in casa i ragazzi sono stati eccezionali (con 25 punti, l’Ascona è al primo posto come rendimento casalingo, ndr), abbiamo battuto le prime due della classifica, e perso solo con Lugano U21 e Ibach: siamo sempre riusciti a dare qualcosa in più, e di questo do merito ai miei ragazzi.”

Cosa ti lascia questa esperienza ad Ascona?

“Tanto: voglio come prima cosa ringraziare il mio staff, che mi ha dato una grossa mano e ha sempre lavorato con professionalità. Questa esperienza, in un campionato in cui si gioca un calcio di buon livello, mi ha aiutato a crescere come allenatore: non posso che valutarla in maniera positiva. Il merito di questa stagione va soprattutto ai ragazzi, che mi hanno sempre seguito e mi hanno dato una disponibilità da veri professionisti.”

Passiamo al tuo futuro: hai già avuto qualche contatto in vista del prossimo campionato?

“In realtà no, al momento penso a chiudere bene il campionato con l’Ascona, poi mi prenderò un po’ di riposo. Ma nel calcio le cose vanno talmente veloci, che tutto può succedere in un attimo: se arriverà la chiamata giusta, sarò disponibile ad ascoltarla.”

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