Un allenatore che arriva sulla panchina del Basilea non ha bisogno di consigli, si suppone abbia le sue idee e quelle deve portare avanti, senza sentire il frastuono che lo accompagna. Wicky le sue idee sul calcio ce l’ha e, sia pur tra i giovani, le ha fatte vedere sul campo. Ora arriva il difficile: abbiamo espresso qualche perplessità non sull’uomo e nemmeno sul calcio che predica, ma sulla capacità di applicarlo su palcoscenici più alti e esigenti.

Sa bene cosa si aspetta la gente: che il Basilea, rispetto a quella di Fischer, faccia meglio in Europa, e ritrovi un gioco divertente con tutte le conferme: Campionato/Coppa Svizzera. Detta così sembra semplice, ma in realtà già ai primi di settembre Wicky finirà in un girone infernale di Champions. Sarà il suo primo esame terribile, per un tecnico giovane e bravo, ma inesperto a livello europeo.

Poi c’è il discorso di fondo, sul quale chiediamo a Wicky un impegno solenne : non abbiamo ancora capito bene che progetto coltivi la nuova dirigenza.Ma che intenzioni ha la società? Quanti e quali titolari pensa di cedere? Non credo che a Basilea stanno impazzendo per il ritorno di Kuzmanovic e l‘arrivo della punta olandese, Von Wolfswinkel, per non sfigurare in Europa ci vuole altro. Streller ha commentato l’arrivo del numero nove olandese dicendo che il giocatore è il massimo, dal punto di vista economico che il Basilea può ambire…E gli investimenti che il Sig Burgener ha sventagliato qualche mese fa? Ma non è finita qui. La voce, insistente del ritorno di Salvi. Con il portiere titolare attratto da alcune sirene inglesi.

Wicky non è un santone ma nemmeno un pivello: può dire di no, dovrà dire di no, quando serve. Sarà difficile, perché a fianco a sé (o davanti…) ci sono Streller e Frei due che contano, ma il Basilea ha bisogno di un tecnico forte, non di un allenatore travicello.

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