Il primo turno della Coppa Nazionale è, tradizionalmente, difficile per qualsiasi formazione professionista. Non ha fatto eccezione la prova del Lugano questo tardo pomeriggio allo “Stade des Grands-Prés” di Bassecourt. Con una formazione modificata per 5/11 gli uomini di Tami mostrano alcune lacune nel primo tempo, per poi scatenarsi nella ripresa. Alla fine il risultato finale è di un agevole 6-0 a favore dei ticinesi, per merito delle doppiette messe a segno da Junior e Marzouk, dal primo punto da professionista di Manicone e dal gol di Sabbatini

Per la prima uscita di Coppa, i bianconeri tengono inizialmente a riposo giocatori del calibro di Golemic, Crnigoj, Piccinocchi, Mariani e Gerndt inserendo al loro posto Kovacic, Schäppi, Vécsei, Milosavljevic e Junior. Pronti via ed ecco i gialloneri padroni di casa che, per nulla intimoriti dagli avversari professionisti, si fanno vedere dalle parti di Da Costa dopo nemmeno un minuto con un tiro dal limite a dire il vero velleitario che termina la sua corsa tra le braccia dell’estremo difensore. Il campetto di periferia giurassiano, qualitativamente non esattamente uguale ai terreni delle formazioni di Swiss Football League, non permette di fraseggiare e così il gioco dei bianconeri ne risente. Anche se sono i ticinesi a controllare il possesso del pallone, essi fanno inizialmente fatica a proporre delle manovre avvolgenti, cercando comunque sempre di coinvolgere il maggior numero di calciatori nell’azione. Al 18′ la prima occasione del match con Marzouk, che gira alto di destro un bel cross di Mihajlovic. Si nota chiaramente che ad alcuni luganesi – impegnati in questo particolare periodo in un vero e proprio tour de force – manca la competitività e il feeling con i compagni. Alla metà della prima frazione c’è una fiammata del Bassecourt con il proprio attaccante Soltani che gira di testa un assist di esterno destro di Amaouche con Da Costa che si limita a osservare il pallone che finisce di poco alto sopra la traversa. Una discesa centrale di Mihajlovic trova poi una fortunosa deviazione di un avversario che per poco non si trasforma in autorete. Ma è un’azione offensiva sporadica. L’alchimia tra riserve e titolari non è delle migliori e il gioco ne risente, eccome. Sulla fascia destra (quella di Schäppi) la squadra diretta da Sirufo trova parecchi spazi per poter affondare. Le voci di mercato concernenti Sabbatini (come da lui stesso confermato) rendono la prestazione del capitano mediocre, Junior riesce a sfruttare appieno l’occasione datagli. Kovacic e Milosavljevic sono ancora un po’ impacciati, mentre Schäppi – nonostante la tanta corsa e la buona volontà – soffre il fatto di essere solamente un rimpiazzo in campionato. Con questi ingredienti sul piatto ne esce un primo tempo bruttino, nel corso del quale i ticinesi finiscono molte volte in fuorigioco, peccando di concentrazione, fattore fondamentale soprattutto nei primi turni della Coppa Nazionale. Dopo sessanta secondi di recupero, il direttore di gara Schärli manda i bianconeri a bersi un (non) meritato tè. Al momento, l’affare, senza soffrire, lo fa la formazione del Canton Giura.

I due tecnici non effettuano alcun cambio dopo la pausa. Passano solamente dodici secondi dall’inizio della ripresa ed ecco il vantaggio, un po’ casuale, degli ospiti. Rouiller lancia lunghissimo per Junior, che approfitta di un’uscita maldestra del portiere di casa Bourquin – che si scontra pure con il compagno Ochs – mandando a terminare la sfera lemme lemme nella porta sguarnita. Gol arrivato, come detto, più per caso che grazie a una manovra impostata. Ma tant’è. Una rete e una rete. E sbloccare una partita risultata molto più complicata di quanto previsto è fondamentale. Come spesso accade nel calcio, un gol fa assolutamente bene alla squadra che lo produce. E così è. Al 53′, infatti, Mihajlovic s’inventa una sgroppata sulla destra, lancia sulla destra dell’area di rigore Sabbatini, che da par suo crossa per il liberissimo Marzouk che a porta vuota mette a segno la seconda marcatura di giornata e la sua seconda personale con la nuova maglia. Dopo undici minuti, Tami decide di sostituire un impalpabile Vécsei e inserire il regista titolare, ossia Piccinocchi. Una bella azione collettiva del Bassecourt porta al tiro Barkin, il cui sinistro va a toccare l’esterno della rete. L’attaccante franco-marocchino del Lugano infila poi il tris, superando il portiere in uscita su assist in profondità di Junior. I giurassiani sembrano aver incassato il colpo in maniera definitiva. I sottocenerini, pur non mostrando il loro miglior calcio, sono più propositivi rispetto alla prima frazione e si fanno vedere più volte dalle parti di Bourquin. Oramai il Bassecourt non ha più nulla da dire, gioca spensierato e – complice un’indecisione di Kovacic – impegna Da Costa con un tiro potente ma centrale da posizione defilata. La differenza di categoria e di tenuta atletica inizia a farsi sentire quando mancano circa venticinque minuti al termine della partita. Ciononostante, i gialloneri non rinunciano a giocare il pallone, cercando di accontentare i numerosi tifosi locali giunti a supportarli. Al 73′ il solito lancio lungo a cui ci ha abituati Piccinocchi trova Junior che si ritrova davanti a Bourquin e lo batte con un facile piatto destro. Dopodiché è quasi solo ed esclusivamente Lugano. I ragazzi ticinesi – tra i quali hanno fatto il loro ingresso anche Manicone e Crnigoj -, a differenza di quanto accaduto nella prima parte dell’incontro, si propongono con più costanza nella trequarti offensiva con inserimenti rapidi e ficcanti. Quasi solo Lugano, perché all’84’ Amaouche si trova nell’area ticinese, dribbla i difensori e tira verso Da Costa, che risponde presente. All’86’ arriva la manita: Sabbatini lancia Milosavljevic che, lasciato libero da tutto e tutti, fa qualche passo dentro i sedici metri avversari e passa semplicemente al centro per l’accorrente Manicone, che segna la sua prima rete da professionista con il secondo pallone toccato. Il primo set, e di conseguenza anche la partita, si chiude all’89’ quando Milosavljevic lancia in profondità per Sabbatini. Il capitano fa sedere il portiere avversario e di sinistro infila nella porta vuota.

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