Qualche minuto dopo la fine della presentazione della sfida con mister Pierluigi Tami, ecco quella personale di Alexander Gerndt, che inizia affermando di essere giunto in “un team professionista ed è bello essere parte di tutto questo”

L’intervista, svoltasi completamente in lingua inglese, continua con lo svedese che “appena sentito della chance non ho esitato a venire. È una squadra che gioca bene e per me era una buona opzione”.

Cosa può dare Gerndt alla squadra? “Qua ci sono buonissimi giocatori. Tutti sono dei veri professionisti che si allenano duramente per un obiettivo. Ogni giorno ci si allena insieme e si fanno le cose insieme. Dal canto mio porterò l’esperienza accumulata negli anni”.

“Sono pronto fisicamente. Contro lo Shakhtar Donetsk un anno fa mi sono infortunato e sono stato sfortunato a essermi fatto male proprio all’inizio della stagione”.

“Per la titolarizzazione di domani dovete chiedere al mister. È chiaro, io voglio giocare ed è quello che faccio meglio. Ma sono qua da soli due giorni. Forse non potrò giocare 90 minuti, ma con il tempo migliorerò. Non è una pressione essere considerato un giocatore che deve segnare a tutti i costi. Non è un problema”.

Le differenze tra il suo Paese Natale e la Svizzera: “In Svezia ci sono enormi differenze tra le prime e le ultime. In Svizzera invece ci sono Basilea, Young Boys e… Lugano che sono decisamente meglio delle prime del mio Paese”.

Sul possibile nuovo centrale bianconero, anche lui scandinavo, Jonas Olsson: “Ci ho giocato insieme in nazionale, ma non lo conosco bene. Però so che è molto bravo e se arriverà tornerà utile”.

“Per il modo in cui ha giocato la seconda parte della scorsa stagione il Lugano ha dimostrato di meritare l’Europa League”.

Giovanni Manna, team manager del club, comunica che “non è stato difficile portarlo qui. Lui ha sposato il nostro progetto e noi dovevamo solo attendere il momento giusto. Non è detto che arriverà un’altra punta, ma uno non esclude l’altro. Lugano ha fatto le scelte per il futuro, acquistando Marzouk è Manicone. Alex è funzionale al progetto bianconero. Quest’anno, poi, abbiamo solo un giocatore in prestito (mentre l’anno scorso erano ben 10)”.

Chiusura ancora con il lungagnone nordico, il cui obiettivo è “semplicemente divertirmi e giocare a calcio. Se penso a ciò che sarebbe o avrebe potuto essere della mia carriera, ora non sarei qui. Non sono uno che guarda al passato, ma solo al presente”.

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