L’appuntamento è di quelli importanti, se non fondamentali, per ritrovare il bandolo della matassa perso dall’inizio del corrente mese e per garantirsi un futuro prossimo un po’ più roseo

Alle 19:00 di domani sera il Lugano si ritroverà a calcare il palcoscenico europeo e di fronte avrà un avversario di tutto rispetto, i rumeni della Steaua Bucarest, che dal dicembre 2014 si chiama FCSB a causa di una disputa tra il Ministero della Difesa Nazionale e lo staff del team di allora.

Nella prima giornata del Gruppo G, i bianconeri sono stati sconfitti di misura (2-1) in Israele dall’Hapoel Beer Sheva, mentre i rossoblù hanno superato con un netto 3-0 casalingo i cechi del Viktoria Plzen.

La “Swissporarena”, rinominata “Luzern Arena” per la competizione continentale, dovrà essere il teatro della rinascita ticinese, che dal ritorno in campo dopo la prima sosta dedicata alle selezioni nazionali ha conquistato la miseria di una vittoria in Coppa (1-0 a Köniz) e la bellezza di quattro sconfitte (il già citato kappaò in terra israeliana più altre tre battute d’arresto in campionato), che hanno fatto scivolare la formazione di mister Pierluigi Tami all’ultimo posto della graduatoria. Dal canto suo, l’FCSB sta confermando il suo ruolo di favorita, sia nel girone europeo che in campionato, dove in 12 giornate ha conquistato 25 punti (4 in meno della capolista Cluj), grazie a 7 vittorie, 4 pareggi e una sola partita persa. La squadra dell’Est arriva in Svizzera forte dell’1-0 rifilato alla Dinamo nel derby della scorsa domenica.

Per i sottocenerini, dunque, non c’è avversario peggiore in un momento in cui gli affari non stanno andando per nulla come sperato. Ad aggiungersi al periodo negativo, il gruppo dovrà confrontarsi con l’assenza di Mario Piccinocchi, che fortunatamente non ha subito niente di grave. Il suo apporto, però, in un modo o nell’altro, avrebbe potuto risultare molto importante nella manovra. Al suo posto, vista la sua grande esperienza a livello internazionale, dovrebbe giungere il momento dell’italo-argentino Cristian Ledesma, che proprio tre giorni or sono ha raggiunto quota 35 anni. Sarà con ogni probabilità lui a dover dirigere un reparto, quello di centrocampo, che ha messo in mostra troppe amnesie negli ultimi confronti disputati.

Tra le fila degli ospiti, in una rosa di 28 giocatori emergono solamente 6 stranieri, tra cui due brasiliani, due portoghesi e due serbi. Dall’inizio di questa stagione sportiva, il tecnico è il 37enne, ex nazionale rumeno, Nicolae Dica. Sarà dunque anche uno scontro tra generazioni di allenatori, in quanto quello bianconero ha 19 anni in più del suo collega. E lo sarà pure per quel che concerne il modulo utilizzato sul rettangolo di gioco. Il Lugano, nonostante le pressioni presidenziali, è rimasto quasi sempre affezionato al 3-5-2 (o 3-1-4-2) che tanto bene aveva fatto nel girone di ritorno della scorsa annata. L’FCSB, invece, opta per un 4-2-3-1 che esalta le caratteristiche dei suoi giocatori d’attacco e che mette in mostra le qualità della propria difesa (in 12 partite di campionato i rumeni hanno subito otto reti).

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