A tre giorni di distanza, Grasshopper e Lugano si ritrovano a campi invertiti. A spuntarla, nell’ambito della 17a giornata di Raiffeisen Super League, gli ospiti, autori di una prova coraggiosa, di sostanza e di cuore. Match-winner il centrale ticinese Sulmoni

Per lo spettacolo ripassare in altre circostanze. Come già accaduto nel corso del primo turno di campionato e appena tre giorni or sono in Coppa, la partita tra Grasshopper e Lugano si rivela avara di occasioni. L’unica, vera, possibilità per sbloccare il risultato cade all’undicesimo minuto, quando Da Costa respinge con una prodezza un tiro ravvicinato di Avdijaj. Sulla ribattuta, l’ex Basic, a porta sguarnita, calcia alle stelle. La squadra di Yakin punta, come d’abitudine, sul contropiede e sugli errori degli avversari. D’altro canto, gli uomini di Tami cercano, anche qui come di consueto, a manovrare per provare a scardinare la rocciosa retroguardia di casa. Ne esce dunque un match intenso sì, ma pieno di sbadigli, nel corso del quale il fiscale – nei confronti degli ospiti – direttore di gara Fähndrich punisce all’inverosimile gli interventi dei luganesi, che con Mariani e Junior si beccano pure il cartellino giallo. Quello più fastidioso e pesante viene comminato al numero 8 che, diffidato, salterà l’incontro di domenica prossima con il Losanna. Lo stesso fantasista tenta la fortuna nell’azione più bella della prima frazione: una triangolazione tutta di prima sull’asse Mihajlovic-Junior-Mariani termina con un tiro altissimo di quest’ultimo.

Analizzato bene il primo tempo, il Lugano torna in campo convinto delle proprie possibilità. Trascorrono sei minuti e sulla testa di Sulmoni capita una grossa chance per mutare il punteggio. Lindner, però, non è d’accordo e dice di no al centrale ticinese. Il portiere austriaco delle Cavallette risponde picche anche a Mihajlovic che, dopo un uno-due con Mariani, si trova un po’ decentrato in area di rigore, facendo partire comunque un destro insidioso che viene ribattuto con la mano di richiamo. Una squadra più viva che mai, quella di Tami. Il quale, prima dell’ora di gioco, opta per un doppio cambio in attacco, con l’entrata di Gerndt e Bottani per Culina e Junior, sperando di cambiare l’equilibrio dell’incontro. Esattamente a metà ripresa i bianconeri vengono ricompensati dal buon gioco espresso. Un corner di Mariani viene spizzato dal neo-entrato svedese che prolunga di testa per il liberissimo Sulmoni. Il difensore si coordina alla perfezione e con un destro chirurgico supera Lindner, con Vilotic che cerca invano di respingere il tiro del n° 28. Finalmente, viene da dire: la pressione sottocenerina vale il meritato vantaggio. Che potrebbe tramutarsi in raddoppio se non fosse per un altro intervento super dell’estremo difensore di casa su Mariani in contropiede. Non fa nulla, perché la vittoria, nonostante il minimo scarto, va appannaggio degli ospiti, che portano a casa tre punti strameritati.

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