Domani pomeriggio alle 16 è in programma a Cornaredo la sfida tra le ultime due della classe

Il Lugano, ultimo con 9 punti, affronterà infatti il Lucerna, che lo precede di sole due lunghezze. Una vittoria bianconera, dunque, permetterebbe agli uomini di mister Pierluigi Tami di scavalcare i rivali di giornata, lasciandoli mestamente all’ultimo rango della graduatoria.

Come è stato il caso per i bianconeri (che hanno dovuto sudare 120 minuti per avere ragione di un coriaceo Schötz), anche i biancoblu hanno incontrato parecchie difficoltà nel superare il turno di Coppa Svizzera in casa della formazione vodese di Prima Lega dell’Echallens. Il 3-2 decisivo è stato siglato solamente all’87’ a conferma dell’attuale stato di forma dei protetti di Markus Babbel, tutt’altro che ai massimi livelli. Starà ai ticinesi, come dichiarato dal loro allenatore nella conferenza stampa pre-partita di ieri, evitare di far risorgere una squadra che, al momento, sta vivendo un periodo abbastanza buio.

Dal canto loro, i sottocenerini – che nel loro ottavo di finale hanno giostrato con ben 8 elementi che richiedevano più spazio – dovranno mostrare quel carattere che ha permesso loro di superare brillantemente il Viktoria Plzen in Europa League e di agguantare con pieno merito il pareggio in casa del Sion settimana scorsa. Non bisognerà, altresì, permettere agli avversari di disputare anche solamente uno scorcio di partita con l’uomo in più, come avvenuto nelle ultime due uscite. I due rossi rimediati da Steve Rouiller e Younes Bnou Marzouk sono completamente differenti tra di loro. Hanno avuto però un minimo comune denominatore: hanno costretto i compagni a soffrire più del dovuto quando le cose si erano messe per il verso giusto. E questo il Lugano che vuole risalire la china non può assolutamente permetterselo. Perché, riprendendo una frase del tecnico bianconero, “così ci facciamo male da soli”.

Il precedente stagionale parla a favore del Lucerna. Al debutto nella nuova annata, gli svizzero-centrali si imposero per 1-0 sui luganesi con una rete messa a segno di testa da Tomi Juric, il pericolo numero uno domani, a nove minuti dal termine dell’incontro. Rispetto a quella sfida molto è cambiato, con il Lugano che pare aver ritrovato quella fiducia, necessaria per essere competitivi, smarrita nel corso del mese di settembre. E ciò vale anche se nelle ultime sei partite i bianconeri hanno raccolto un solo, ma preziosissimo, punto. Facendo un confronto con i prossimi contendenti, anche i confederati hanno racimolato un pareggio e quattro battute d’arresto nelle ultime cinque gare.

Sarà un duello di bassa classifica, almeno questo dicono i numeri. Ma sul campo tutto cambia. Le statistiche sono fatte per essere rovesciate una volta dato il fischio d’inizio di un match. Per questo motivo ci si attende una battaglia per capire chi avrà più fame di rimanere, o di riportarsi, in carreggiata. I ticinesi, che muteranno tanto nell’undici di partenza, avranno anche bisogno del sostegno del pubblico di Cornaredo, che stavolta non dovrà trovare scusanti per non trascorrere un bel pomeriggio all’aperto e sostenere i propri beniamini.

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