Intercettato prima dell’imbarco sull’aereo che ha riportato il Lugano in Ticino, mister Pierluigi Tami risponde a tono alle dichiarazioni al veleno di ieri sera del numero uno del club Angelo Renzetti

Come riportato con un audio-video dal sito della RSI, il 56enne ha preso una posizione chiara e netta alle esternazioni del suo datore di lavoro.

“Non è mia consuetudine, però vedo che le dichiarazioni del Presidente fa sono a mezzo stampa e ciò mi impone di prendere posizione, a difesa non mia, ma soprattutto dello staff e della squadra. Detto questo, il calcio è semplice. Ci sono persone però lo complicano tremendamente. Io vorrei mettere un po’ di ordine, e l’ordine sta nel fatto che i giocatori giocano, gli allenatori allenano e i Presidenti presiedono. Se il giocatore vuole fare l’allenatore non va bene. Se l’allenatore vuole are il Presidente non va bene. Se il Presidente vuole fare l’allenatore non va bene. Ognuno deve fare il suo. Se il Presidente vuole avere un altro allenatore con cui possa interferire nelle scelte tattiche, io non solo l’allenatore dal profilo giusto. Io non accetto tali incongruenze. Quindi, penso che ognuno deve fare bene il suo lavoro. Il Presidente ha ragione: è lui che paga, è lui che dirige, è lui che comanda e può prendere le decisioni che vuole. Ma nel suo campo. Se viene nel mio campo, io non posso accettare queste interferenze, perché, a difesa dello staff che ritengo lavora con professionalità e dei giocatori che si stanno impegnando tanto, queste cose non fanno bene”.

“Il calcio è uno sport di emozioni, ci sono emozioni positive e negative. Siamo tutti felici quando si vince o si segna un gol, ci si abbraccia guadagnando in energia. Fare un tackle da dietro e rimanere in dieci sono, per contro, emozioni negative che penalizzano la squadra. Ritengo che bisogna aiutare veramente la squadra, non solo a parole, ma con i fatti. In questo senso mi spiace per un ragazzo come Bottani, che è stato tirato in mezzo. Lui non c’entra nulla, stava facendo la sua partita. Stiamo parlando di cose assurde, perché Bottani con Zeman ha disputato una stagione intera nello stesso ruolo e nessuno si è mai permesso di criticare. Se c’è da difendere, perché siamo in Europa League e perché ci sono degli avversari, lo facciamo tutti assieme: lo fa Mandzukic nella Juventus, lo ha fatto Eto’o nell’anno del ‘Triplete’ dell’Inter. Anche Mattia lo ha fatto ieri, e lo stava facendo molto bene”.

“Il primo tempo è stato davvero buono, non si può sminuire questo fatto. Tutto ciò che facciamo è orientato al bene della squadra e non del singolo. Se vogliamo mettere i singoli davanti alla squadra, lo ripeto, non ho il profilo giusto per questa squadra. Se, invece, vogliamo tutti il bene della squadra e remare tutti nella stessa direzione, facciamolo, perché a me sembra che con queste cose che sono successe facciamo sempre due passi in avanti e tre indietro. E così, non solo facciamo del male, ma distruggiamo quanto di buono si è costruito con fatica. Questa è la mia presa di posizione, non ci saranno repliche ulteriori. Io, d’ora in avanti, parlerò solo di calcio. Però, ripeto, l’aspetto tecnico della squadra è di mia competenza e ne discuto con lo staff”.

Ha mai pensato Tami alle dimissioni? “I pensieri li fai tutti. Io penso però alla squadra, che mi sta dando delle risposte. Anche ieri sera: chi ha visto il primo tempo, ed è gente che capisce di calcio, mi ha confermato che abbiamo disputato una prima frazione di spessore, dove siamo stati castigati dall’efficacia del Viktoria Plzen. Ce la siamo giocata, però. Io penso alla squadra e faccio di tutto per migliorare la situazione. Non possiamo continuare a fare un passo in avanti e due indietro. Così, non solo diventa difficile, ma impossibile. Poi, ripeto, il Presidente ha ragione quando dice che è lui che decide, e lo può fare. Però, decida nel suo campo”.

Il tecnico torna poi sulla partita di ieri sera: “A me il primo tempo è piaciuto molto di più del secondo, dove invece abbiamo pasticciato. Eravamo comunque in una situazione più complicata. Abbiamo subito un gol a pochi secondi dalla fine della prima parte, dove il risultato più giusto era 2-2. Invece, siamo usciti con un 3-1: nello spogliatoio c’era amarezza e sconforto. Però, tutto deve essere sotto controllo, bisogna essere equilibrati. Io non giudico quelli che giudicano il nostro primo tempo diversamente. Io lo giudico in maniera positiva. Ognuno, poi, lo giudica come vuole. Le statistiche dicono che c’è stata sostanziale parità. Loro hanno avuto il merito di concretizzare la mole di gioco prodotta. Io non voglio mancare di rispetto al Presidente, assolutamente no. Dobbiamo però capire chi fa cosa. L’aspetto tecnico è di nostra competenza. Se si vuole discutere, io sono pronto a farlo, ma non in questo modo. Io devo difendere la squadra”.

“Io metto le cose in chiaro. Se si accetta il mio modo di lavorare, si può andare avanti. Se si vuole avere di più, è sua legittima possibilità di farlo. E sceglie qualcuno con cui può avere questo tipo di rapporto. Pubblicamente, non mi piace questa situazione e questo modo di agire. E ciò a difesa del lavoro mio, dello staff e dei giocatori, i quali stanno dando il massimo. Io vedo una squadra viva. Non avrei fatto ciò se la squadra fosse allo sbando”.

Ieri sera, Renzetti aveva dichiarato di aver già parlato con il mister, che smentisce categoricamente: “Il Presidente non mi ha parlato. Io ho l’abitudine di analizzare le cose nelle sedi opportune e nei momenti giusti. I cambi effettuati nel secondo tempo sono stati dettati dal gol preso all’ultimo secondo. Dovevamo tentare qualcosa in più”.

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