Coniugare eleganza e funzionalità è sempre stata l’ossessione degli stilisti. Un po’ come l’ossessione di Angelo Renzetti che avrebbe voluto altrettanto sia da Matteo Tosetti che (soprattutto) da Mattia Bottani (Foto CHalcio).

Se il losonese ha saputo confermare quanto sia semplice coniugare le due qualità godendo della fiducia di una società (lontano da Lugano), per Bottani l’impresa è stata decisamente più complicata. Forse, anche se il paragone farà inorridire, parliamo di due giocatori che nel corso della loro carriera professionale non hanno saputo stringere i denti allo stesso modo.

Le conseguenze dell’affrontare in modi diversi situazioni di sfiducia molto simili hanno portato Tosetti ad essere un titolare insostituibile nel Thun dei miracoli e Bottani a perdersi nella profonda oscurità di un anno buono solo per farne legna da ardere. Il calcio di rigore che avrebbe potuto cambiare il corso della finale di Coppa e quella foto del ragazzo inginocchiato in lacrime davanti ai suoi tifosi, non sono state cancellate da alcun tipo di soddisfazione.

Certe scelte le si pagano tutte ed oggi ci ritroviamo a giudicare un calciatore che ha perso un anno per la volontà di seguire un percorso che per quanto condizionato anche da eventi imprevedibili, non ha saputo utilizzare per fare l’esperienza prevista. Sarò anche aumentato il conto in banca, ma queste sono storie che non ci interessano. Dal 28 Maggio ad oggi Mattia Bottani ha giocato una partita di campionato con il Lugano e 17 con il Wil. I 283 giorni sono volati portandosi nel dimenticatoio un ragazzo incapace di trovare la via del goal con la compagine sangallese da ben 1347 minuti. E forse, il peggio deve ancora venire.