Le scelte sono fatte. Tutti sanno tutto. Tutta la Nazione dietro alla Nazionale. Non è la prima volta e non sarà l’ultima. L’Irlanda quella del Nord è stata battuta a Belfast, ma la sfida non è finita. L’uno a zero di giovedi è il risultato  che ci permette di vivere il ritorno con uno spicchio di tranquillità. Si uno spicchio.

Perché gli spareggi, in genere, sono velenosi e non ti permettono di respirare con la tranquillità. Fatto sta che Petkovic  in queste ore di viglia ha lavorato sulla testa, sull’idea del gioco e qualche sgambatura: giusto per ricordare che la professione di chi veste la maglia rossocrociata è quella di dare un calcio al pallone.

Se tutti hanno recuperato, fisicamente e mentalmente, l’undici iniziale sarà quello di giovedi sera. Difficile prevedere cambi. Rompere gli equilibri. Si, siamo onesti con noi stessi: i nord-irlandesi visti nella partita di andata non possono impensierire i nostri rossocrociati.

Ha detto bene il CT che saremo in tredici contro undici. Visto che a Basilea ci saranno 36.000 – il doppio di Belfast – “indemoniati” tifosi che spingeranno i nostri alla festa. Concentrazione e rabbia. Queste sono le armi che la nostra Nazionale ha messo in campo a Belfast: deve confermarle. Tutte le domande sono rimandate ai giorni che seguiranno: chi sarà il futuro attaccante, se Behrami si o no oppure se Akanij sarà il titolare al posto dell’esperto Djourou. Tutto dopo, oggi alle 18.00 c’è solo da ritirare il biglietto del volo per Mosca. Poi si vedrà. La novità sarà la bella maglia che Puma ha consegnato alla Federazione: Reach the top. Il Cervino oggi si chiama Mosca.

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