Nella lunga intervista rilasciata dal “basilese” Ivan Rakitic a Sky Sports ci sono interessanti commenti legati al suo periodo svizzero.

L’attuale centrocampista del Barcellona spiega infatti che quando giocava nel Basilea e nello Schalke 04 si considerava un buon calciatore, ma era conscio del fatto che gli mancasse ancora qualcosa.Il 29enne si conferma estremamente grato ai suoi genitori per avergli regalato un’infanzia sicura, essendo emigrati dalla Croazia a Basilea poco prima dello scoppio del conflitto balcanico.

Rakitic ricorda poi come da ragazzino il suo idolo fosse il nazionale croato Robert Prosinecki e ribadisce l’orgoglio provato nell’aver portato le maglie di Siviglia e Barcellona, due piazze in cui aveva giocato anche il suo beniamino. Quando era nella città renana crebbe assieme ad amici svizzeri e Prosinecki era per lui un modo per tenere vivo il legame con il paese d’origine dei suoi genitori. Tanto più che Ivan non poté visitare la Croazia e i suoi nonni fino ai sette anni d’età a causa del conflitto bellico.

Il ragazzo di Möhlin racconta anche una storiella che spiega quanto amasse giocare a calcio: “Dopo il terzo o quarto giorno di scuola ogni anno tornavo a casa e chiedevo a mia mamma per quanto tempo dovessi continuare quella vita perché in realtà io volevo solo tirare calci al pallone … Lei mi disse nove anni e io presi le sue parole alla lettera e dopo esattamente quel periodo di tempo firmai con il Basilea”.

Il resto è storia recente: la meraviglia e lo stupore di allenarsi tutti i giorni con Messi, la conquista difficoltosa di Raquel e quelle sfide tra Siviglia e Barcellona così intense perché vissute da ex e perché i familiari della moglie sono tutti acerrimi tifosi dei Rojiblancos.

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