La punizione di lunedì non scaturisce alcun effetto positivo. I bianconeri subiscono la seconda sconfitta consecutiva (la prima in casa nell’era-Tramezzani) e di colpo si ritrovano fragili e incapaci di reagire alle difficoltà. Lo Young Boys, dal canto suo, gioca una partita di qualità e quantità, non ruba nulla e alla fine se ne torna a casa con la posta piena, confermando di essere la seconda forza del campionato

C’erano tutti gli ingredienti per fare bene questo pomeriggio in quel di Cornaredo: se al clima primaverile aggiungiamo il numero di spettatori (4’121, tanti dei quali hanno approfittato della promozione del biglietto gratuito per ogni abbonato), ecco che ci si poteva attendere qualcosa di meglio di ciò che si è visto sul rettangolo verde. E invece, sin da subito il Lugano si scioglie come la neve al sole. Per tutto il primo tempo, in cui l’YB controlla il gioco ma non si rende praticamente mai pericoloso, la paura di sbagliare attanaglia la mente dei bianconeri. Disposti per la prima volta con una difesa a tre e con due esterni a supporto, ai ragazzi di Tramezzani non riesce il benché minimo spunto offensivo, tanto è che alla pausa la statistica ufficiale parla zeri tiri scagliati verso lo specchia della porta difesa da Mvogo. Non che i bernesi abbiano fatto di meglio, ma la quadratura della squadra diretta da Hütter vale più di mille altre parole. I quarantacinque minuti iniziali (a dir la verità abbastanza sonnolenti) si chiudono senza sussulti di rilievo. E un pensiero inizia a frullare nella mente dei tifosi di casa: andando avanti così, difendendo in questa maniera, un punto si riesce a portarlo in porto.

Nello sport basta poco per cambiare l’inerzia di un incontro. Così, alla sua prima vera azione (corre il minuto 53), il Lugano ha l’opportunità di far male agli avversari. Alioski riceve palla sulla fascia sinistra, passa la sfera a Mariani che d’istinto crossa per Sadiku. L’attaccante albanese si coordina molto bene ma è un po’ decentrato e per questo motivo a Mvogo basta fare quei due passi verso l’esterno per chiudere lo specchio della sua porta. Questa azione si rivelerà un fuoco di paglia, perché i bianconeri continuano a soffrire il centrocampo fisico dello Young Boys, che fa ciò che vuole, mettendo in imbarazzo un reparto privo dall’inizio (chissà perché) di Sabbatini e Piccinocchi. Rey non può lottare sempre e ogni volta per tutti, in particolar modo se lo si mette nel ruolo a lui meno congeniale, quello cioè di regista. Ruolo che dovrebbe essere preso in mano da Mariani, ma il numero venti di questi tempi ha pochi argomenti. Crnigoj a sinistra è un’altra mossa azzardata: costringere lo sloveno a far su e giù per la fascia pare una vera bocciatura per uno che terzino è, ossia Martignoni.

Tra il 72′ e il 74′ si concretizza la vittoria giallonera. La prima rete è un mix di errori (orrori?) tra Padalino e Salvi: l’esperto laterale ticinese si fa saltare troppo facilmente dal giovane Joss che mette in mezzo per la testa di Sulejmani (di certo non un gigante), il quale non ha alcun problema a trafiggere un incerto Salvi. Trascorrono centoventi secondi ed ecco che l’YB la chiude. Hoarau, uno che ha il killer-instinct nel sangue, si ritrova solo soletto al centro dell’area di rigore, ha il tempo per stoppare il pallone passatogli da Mbabu e, con l’aiuto del palo, insacca il raddoppio, mettendo in cassaforte i tre punti. Quando mancano dieci minuti alla fine della partita, però, un errore in disimpegno di Nuhu lancia inaspettatamente Alioski verso Mvogo. Il biondo macedone, abulico e troppo spesso a terra, cerca lo scavetto, ma quando non è giornata per gli altri non lo è nemmeno per lui: la palla termina clamorosamente alta sopra la traversa. Sarebbe stato il punto che avrebbe riaperto la contesa. Forse, per il Lugano “ammirato” quest’oggi era davvero troppo. L’YB si conferma dunque al secondo posto di un campionato che lassù ha poco da dire. Per i bianconeri un kappaò che arriva dopo una settimana travagliata, cominciata con un’iniziativa che non tutti hanno gradito e una Festa del Papà non festeggiata a dovere. La nota positiva di oggi è che Thun e San Gallo si sono spartiti la posta in palio, permettendo ai sottocenerini di rimanere al sesto rango con 28 punti.

IL TABELLINO

FC LUGANO-BSC YOUNG BOYS 0-2 (0-0)

STADIO CORNAREDO – 4’121 spettatori.

RETI – 72′ Miralem Sulejmani (assist: Sven Joss) 0-1, 74′ Guillaume Hoarau (assist: Kevin Mbabu) 0-2.

FC LUGANO (3-1-4-2) – Mirko Salvi; Eray Cümart, Fulvio Sulmoni, Vladimir Golemic; Antoine Rey (79′ Pepín); Marco Padalino, Carlinhos Junior (75′ Ofir Mizrachi), Davide Mariani (75′ Jonathan Sabbatini), Domen Crnigoj; Ezgjan Alioski, Armando Sadiku. Allenatore: Paolo Tramezzani.

BSC YOUNG BOYS (4-4-2) – Yvon Mvogo; Kevin Mbabu, Kasim Nuhu, Alain Rochat, Sven Joss (82′ Jan Lecjaks); Thorsten Schick (67′ Yoric Ravet), Leonardo Bertone, Sékou Sanogo, Miralem Sulejmani; Roger Assalé (67′ Michael Frey), Guillaume Hoarau. Allenatore: Adi Hütter.

ARBITRO – Urs Schnyder; ASSISTENTI – Vital Jobin e Didier Dubrit; QUARTO UOMO – Luca Gut.

AMMONITI – 3′ Vladimir Golemic, 18′ Kevin Mbabu, 25′ Ezgjan Alioski, 38′ Marco Padalino, 59′ Thorsten Schick, 69′ Antoine Rey, 79′ Kasim Nuhu.

RECUPERI – 0′ pt; 5′ st.

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