SabbatiniL’uruguagio, contento della prova della sua squadra, è convinto che i bianconeri siano sulla strada giusta.

LUGANO – Se la stagione del Lugano non è stata lanciata al meglio per quanto riguarda il risultato, lo stesso non si può affermare per la prestazione. La squadra di Manzo ha infatti controllato per lunghi tratti la partita persa per 2-1 a Cornaredo contro il Lucerna, non riuscendo a concretizzare le occasioni avute. A fine partita abbiamo avvicinato il centrocampista Jonathan Sabbatini, comunque ottimista in vista dei prossimi incontri.

Prima partita della stagione e prima sconfitta, nonostante una buona prova. Cosa ne pensi?

“Ho visto un ottimo Lugano. Abbiamo avuto diverse grandi occasioni, ma come ci è spesso capitato la scorsa stagione non siamo stati capaci a concludere. Però non dobbiamo fare drammi: è la prima di campionato e la prestazione c’è stata, questo è positivo. Dobbiamo ripartire dalla nostra prova”.

Forse è un po’ presto, siccome siamo solo all’esordio. Ma da fuori la sensazione è che questo Lugano, paradossalmente, cerchi e riesca a gestire la partita, rispetto a quello di Zeman. È forse più semplice il sistema di gioco di Manzo?

“Penso sia ancora troppo presto per dirlo. Sicuramente però tra Zeman e Manzo ci sono molte differenze, il loro calcio è molto diverso. Zeman probabilmente pensava troppo alla fase offensiva, mentre con Manzo la squadra è più equilibrata: forse anche per questo si è visto un Lugano molto compatto. Da evitare sono sicuramente gli errori individuali, oggi li abbiamo pagati a caro prezzo. Tutti i reparti però hanno giocato ad un buon livello, dunque non posso che essere fiducioso per il futuro. Dopo questa  prestazione riusciremo a fare cos importanti, ne sono convinto”.

SabbatiniLa differenza più netta a livello di formazione si è vista a metacampo. Solitamente Zeman giocava con uno o due centrocampisti di contenimento, che badavano a distruggere più che a costruire. Manzo oggi invece ha schierato te, Piccinocchi e Mariani assieme. Qualità per la quantità, cosa cambia per voi? 

“Nulla di che. Manzo ci chiede di tenere tanto il pallone, mentre il gioco di Zeman si basava maggiormente sulla verticale. Voleva sempre andare avanti, ma le nostre caratteristiche non rispecchiavano la sua idea. Ripeto: l’importante è essere sulla buona strada. Siamo stati sconfitti, ma dopo una prestazione del genere non possiamo che essere positivi”.

Una attaccante di peso potrebbe risolvere parecchi dei vostri problemi…

“Sì. Negli anni scorsi qui a Lugano non c’è mai stato un bomber vero, Sadiku escluso. Ora a chi capita l’occasione di fare gol deve sfruttarla. Le possibilità ci sono state, siamo andati più volte vicinissimi al gol ed alla fine è quello che conta di più. Sono convinto che riusciremo a sbloccarci”.

 

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