di Paola Bernasconi

Savini non lascia Chiasso, vuole solo vederci chiaro. Radiografia di una piazza sull’orlo di una crisi di nervi, dove rischia di pagare la squadra Fonti molto vicini all’ex agente smentiscono il disimpegno e mettono i puntini sulle i. Intanto, i tifosi sono contro Bignotti per l’esonero di Scienza, e se la prendono anche col nuovo tecnico.

CHIASSO – Una piazza (calcistica) sull’orlo di una crisi di nervi, o meglio, in piena crisi. Accuse, contro accuse, tifosi contro il Direttore sportivo, smentite, mezze verità. E ad andarci di mezzo rischia di essere chi ha meno colpe di tutti, ovvero il nuovo tecnico, e con esso una squadra che ha solo bisogno di sostegno. Benvenuti a Chiasso, signori, sino a pochi mesi fa ambiente pallonaro ideale e oggi sul punto di scoppiare.

In più, oggi i media hanno riportato la notizia del disimpegno di Ulisse Savini, che qualche settimana fa si era presentato alla stampa, parlando di un futuro progetto.  L’allarmismo è aumentato, ma la realtà è ben diversa. Fonti molto vicine a Savini infatti ci hanno fatto sapere che non è assolutamente vero che l’ex agente voglia lasciare Chiasso, prima ancora di aver potuto lavorare. Savini è attualmente il presidente della società? La questione è un’altra, la carica è puro formalismo. Sin dall’inizio era stato detto che avrebbe acquistato con calma le quote dagli azionisti attuali, l’ex presidente Cogliandro e Persichino, e così intende fare. Nessuna marcia indietro, solo la necessità da parte di Savini di approfondire alcune questioni che non ha trovato chiare, capire alcuni aspetti della società la cui situazione, inutile negarlo, non è facile. A partire dai problemi economici sino ai molti cambiamenti avvenuti, fino alla licenza che al momento è in dubbio per un problema di luci. Comunque, Savini c’è, è in contatto con Cogliandro e Persichino, è pronto a investire, ma vuole farlo entrando dalla porta principale, con tutte le certezze acquisite, a costo di metterci qualche tempo in più. Il progetto è valido, e le intenzioni sono quelle di realizzarlo.

Nel frattempo, l’esonero dell’amato Giuseppe Scienza, tecnico portato da Cavalleri, confermato da Bignotti, e entrato nel cuore dei tifosi per la grinta e la dedizione mostrate, ha causato una mezza sollevazione popolare. Dopo due sconfitte filate, Bignotti ai nostri microfoni ha parlato del bisogno di una svolta, di una squadra che non aveva più entusiasmo, di un crollo inspiegabile. Qualche giorno dopo, sul sito ufficiale ha smentito le voci di una lite col tecnico.

Il clima, in ogni caso, a pochi giorni da una sfida fondamentale come quella col Wil, è rovente. In panchina ora siede Baldo Raineri, che da tempo cercava un’occasione di rilancio e ha colto senza pensarci due volte quella offertagli dal Chiasso. E dispiace sentire i tifosi prevenuti. Raineri è uomo di pancia, come lui stesso ha ammesso, che sovente non guarda in faccia a nessuno quando parla. Negli anni possono certamente essergli sfuggite espressioni forti, non è un segreto che ritenesse le porte del calcio ticinese chiuse per lui, a causa di giudizi nati dal suo carattere. Lo ha detto anche qualche tempo fa a TicinoLibero.

La rabbia dei tifosi è rivolta verso Nicola Bignotti. Qualcuno gli ha urlato “vergogna”, addirittura taluni gli hanno detto di andare a comandare in Italia, in un becero “Prima i nostri”. Questa sera, gli ultrà si recheranno da lui per avere spiegazioni, più probabilmente per un acceso confronto, visto che la sua versione, piaccia o no, la società l’ha fornita. Qualcuno minaccia di gettare in faccia al dirigente l’abbonamento, e addirittura di tifare contro. Sui social, si attaccano senza tregua Bignotti ed anche Raineri. Se di solito la società tace di fronte agli attacchi, ha risposto con l’addetto stampa Beretta, che invita all’unione per il bene della squadra.

Che, appunto, rischia di andarci di mezzo. Una compagine giovane, forse resa fragile dal momento difficile, con un tecnico nuovo. E una categoria da salvare, valore fondamentale. Beppe Scienza, al di là di come si è chiuso il rapporto, rimane uno degli allenatori più amati, e chapeau alle sue dichiarazioni dove chiede di sostenere comunque la squadra, senza fare polemiche. Nessuno vuole attentare al rapporto che tutta la piazza ha avuto con lui, fatto di semplicità, di complicità e di disponibilità assoluta. Paga probabilmente colpe eccessive, ma non è giusto che Raineri parta col pubblico contro, a prescindere.

Domenica, c’è bisogno di tutti, e non per urlare contro Bignotti, ma a favore del Chiasso. In tribuna, ci sarà probabilmente anche quell’Ulisse Savini che non ha nessuna intenzione di scappare, ma che vuol fare del Chiasso la società dove portare la sua idea di calcio. Checché ne dica chiunque: i tempi si allungano, però le intenzioni non cambiano.

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