C’è un filo rossocrociato che lega la “Nati” (quello dello spareggio in Turchia) a un altro (quello che muove verso Belfast). Poi c’è la Storia con la maiuscola, perché stavolta, le nove vittorie consecutive nelle eliminatorie per poi capitolare a Lisbona, non si può cancellare il passato.
C’è un silenzio nel quale calarsi per vivere e riflettere alla vigilia d’una sfida che pesa. E tra un pensiero e l’altro, c’è la partita di Belfast. L’appuntamento per la Russia di giugno 2018.
Le qualificazioni sono state di uniformità, anche transitando da una stagione (2016) all’altra (2017) con la Svizzera  arrivata seconda nel suo girone  infilando una striscia di risultati imponenti.
La Nazionale rossocrociata è tra le prime dieci rappresentative della classifica FIFA e se ne sta distante, come un pianeta a parte, dagli umani  che pure tali non sono , per censo, organico habitat naturale: però tra Sommer, Rodriguez, Xhaka e Shaquiri, Dzemaili, Schar e aspettando Gravanovic c’è vita su Marte…no nella Svizzera.
L’Irlanda del Nord non può far paura. Ventitreisima nella classifica FIFA. I suoi giocatori giocano nella maggior parte nella  divisione cadetta inglese. Una delle punte è Lafferty vecchia conoscenza dei tifosi del Sion, dove lo ricordano più come bravo ragazzo, che bravo giocatore. Lo schema sarà quello del 4-3-3. Sarà importante essere attenti nei primi 15/20 minuti. La spinta degli irlandesi sarà accompagnata dal pubblico del Windsor Park.
La svizzera di questa sera va inseguendo quella dei mesi passati: lo farà con i titolarissimi, quelli che offrono maggiori garanzie, per riprendersi le vittorie passate.

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