Non c’è un attimo di tregua per il Lugano che, dopo la trasferta durata tre giorni in Repubblica Ceca, domani pomeriggio tornerà di nuovo in campo per la 14a giornata di Raiffeisen Super League

Alla “Stockhorn Arena” di Thun il gruppo guidato da mister Pierluigi Tami arriva forte dei risultati dell’ultimo periodo su suolo elvetico e del decimo posto in graduatoria lasciato al Lucerna una settimana or sono. In classifica, i bernesi – vincitori a Losanna sabato scorso con un tris dell’attaccante “nostrano” Simone Rapp – precedono i bianconeri di due sole lunghezze (14 punti contro 12). Hanno segnato di più (22 reti) dei ticinesi (12), ma hanno anche subito di più (25 contro 23). I biancorossi, che non potranno disporre dell’ex Matteo Tosetti (infortunato), arrivano alla sfida con un ruolino di marcia altalenante. Questo aspetto è da tenere particolarmente in considerazione da parte dei sottocenerini, i quali chiuderanno il loro personale tour de force proprio domani nell’Oberland.

La partita contro i confederati giunge a pochissimi giorni di distanza dalle esternazioni del patron Angelo Renzetti. Nell’immediato dopo-partita di Plzen, l’imprenditore aveva definito “vergognoso” l’approccio alla gara dei suoi. Rincarando la dose, aveva puntato il dito contro l’allenatore e lo staff tecnico, rei di non osservare a fondo i video degli avversari. Non volendo farsi mancare nulla, si era reso protagonista di un battibecco con gli ex bianconeri Dario Rota e René Morf, ospiti negli studi della RSI. Ieri è arrivata la replica di mister Tami, il quale, molto pacatamente come suo solito, si è espresso in difesa sua, dello staff tecnico e dei giocatori, facendo capire al Presidente di non intralciare il lavoro che viene svolto sul campo. Nella mattinata di venerdì, Renzetti è stato colto da un malore, che lo ha obbligato a trattenersi qualche ora in più in Cechia per degli accertamenti medici. Il suo rientro in Ticino è avvenuto in serata, quando il resto della comitiva era già sbarcato.

Che incontro ci aspetta, dunque, domani? Sapranno i giocatori metabolizzare le sparate al veleno del loro datore di lavoro? Ci sono due opzioni a riguardo: o i ragazzi si fanno scivolare via – come se nulla fosse successo – il tutto, oppure, visto che anche loro sono umani e non umanoidi, entreranno in campo con la paura di sbagliare al primo tocco di palla. Conoscendo un po’ l’attitudine e la forza del gruppo, unite a uno staff tecnico che infonde loro una tranquillità assoluta, propendiamo per la prima. Non sarà facile, e per nulla evidente, metabolizzare le uscite del Presidente, soprattutto per una rosa nella quale la gioventù abbonda. Sarà quindi compito dei “senatori” e dei più esperti fare da chioccia al resto del gruppo. Per evitare che le cose peggiorino, occorre guardare avanti pensando sempre positivo. D’altronde, la notte europea è stata di per sé positiva. Certo, il risultato e alcuni errori individuali non sono stati quelli che ci si attendeva. Però, il fatto di aver tenuto testa a una formazione che viaggia a punteggio pieno nel proprio campionato e che può permettersi di avere in rosa calciatori sopra la media per tecnica e fisicità è già un bel punto di partenza.

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