Domani sera alle 21:05 è in programma la quarta sfida del Gruppo G di UEFA Europa League

Alla “Doosan Arena” di Plzen andrà in scena la rivincita di due settimane fa, quando a imporsi a Lucerna fu il Lugano con il punteggio di 3-2. Un risultato che fermò a sei la striscia di vittorie consecutive del Viktoria tra Campionato, Coppa nazionale ed EL. Fu pure un risultato che bloccò la serie di battute d’arresto bianconere, diventate un macigno e che ora sono solo un lontano ricordo.

Sono trascorsi solo quattordici giorni da quell’incontro, e molte cose sono cambiate. Soprattutto in casa sottocenerina. I ragazzi guidati da mister Pierluigi Tami, infatti, hanno continuato a mettere in campo la prestazione offerta contro i cechi, andando a imporre il pareggio in casa del Sion con l’uomo in meno, vincendo (con sofferenza ai supplementari) a Schötz e superando il Lucerna lasciandolo all’ultimo posto della graduatoria di Super League. Dal canto suo, il Plzen ha disputato due incontri di 1. Liga, vincendoli entrambi (3-0 in casa contro il Brno e 3-1 in trasferta contro il Karvina), confermando la leadership a punteggio pieno dopo 12 giornate con 11 punti di margine sui diretti inseguitori, lo Slavia Praga e il Sigma Olomouc.

Per ciò che concerne il girone continentale, entrambe le formazioni hanno conquistato tre punti e sono distanti ben sei dagli imbattuti rumeni dell’FCSB (ex-Steaua Bucarest). I luganesi, però, vantano una miglior differenza reti (-1 contro -2) e, come regolamento vuole, si issano in seconda posizione. Una posizione che la banda bianconera vuole confermare per dare continuità a questo periodo positivo, che ha chiuso di fatto la crisi nera di settembre. La forza del gruppo sta nell’intelligenza dei giocatori, che hanno saputo risorgere dalle proprie ceneri confrontandosi tra loro all’interno dello spogliatoio.

Il giro di boa europeo ha detto che il Lugano, malgrado le prime due sconfitte in Israele (2-1 contro l’Hapoel Beer Sheva) e in casa contro l’FCSB (anche qui 2-1), se la può giocare con chiunque si trovi di fronte nell’altra metà del campo. È stato così sia nel caldissimo catino orientale, che nel deserto lucernese. Ora, anche se la partita di domani potrebbe rappresentare la classica “prova del nove” per la truppa ticinese, l’importante sarà dimostrare, ancora una volta, di non aver conquistato l’Europa League per puro caso ed essersela meritata fino in fondo. Bisognerà affrontare il Viktoria con rispetto sì, ma senza timore reverenziale, per fare in modo che tutto possa filare via liscio e vivere un’altra serata magica in salsa europea.

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