In attesa di scoprire le date dell’inizio della preparazione invernale, e conseguenti amichevoli, in esclusiva per la nostra redazione l’intervista al Capitano granata Tito Tarchini.

Anno nuovo, vita nuova. Il detto recita proprio così, ma a Bellinzona sanno benissimo che le parole chiavi di questo 2019 devono essere le medesime che hanno contraddistinto l’anno appena trascorso: continuità ed impegno. Quindi anno nuovo, “vita vecchia”. Proseguire la corsa che ha visto il club del biscione frantumare record su record (nel 2018) e raggiungere quegli obiettivi che competono ad una società importante e storica come l’ACB. Dapprima la scalata verso il ritorno al calcio che conta con la vittoria del campionato di Prima Lega, poi la conferma del proprio potenziale in un torneo di più alta caratura – e con avversari di gran lunga più quotati – come quello di Promotion League. Lo sa bene chi questi colori li indossa da più di quattro anni e li rappresenta come uomo simbolo, ossia come capitano. In esclusiva per Chalcio.com le parole del leader ticinese Tito Tarchini: Quella con l’ACB è ormai già la quinta stagione e sono molto soddisfatto di quello che siamo riusciti a fare nei precedenti quattro anni con le tre promozioni”.

Calciatore di caratura nazionale con alle spalle campionati anche in massima serie. Partito dall’interregionale sei arrivato in Super League con lo Zurigo. C’è rammarico per non aver avuto maggiori possibilità di importi in questa categoria?: La mia grande occasione l’ho avuta quando giocavo a Zurigo dove tra i giovani c’erano i vari Mehmedi, Rodriguez e Drmic, che poi hanno avuto una carriera importante. Purtroppo – continua – per una serie di circostanze non è andata come speravo, ma non ho nessun tipo di rammarico perché ho sempre dato il massimo. Ho comunque giocato qualche minuto l’anno in cui lo Zurigo vinse il campionato e questo me lo porterò sempre con me”.

Oggi sei il capitano di uno dei team più importanti del Ticino, cosa vuol dire per te giocare per il Bellinzona ed esserne il rappresentante più importante?Giocare nell’ACB è qualcosa di speciale e me ne sono reso conto fin da subito. Mi piace sempre ricordare la prima partita ufficiale del nuovo Bellinzona: un mercoledì sera di fine agosto nel 2014 sul sintetico di Paradiso e soprattutto la prima partita giocata al Comunale contro il Rancate con più di 2000 spettatori. Solo questo fa capire quanto il popolo granata sia legato alla squadra. I tifosi ci seguono in tutta la Svizzera, ci sostengono sempre e sono molto importanti per noi. Sono fiero e onorato di essere il capitano e – aggiunge con orgoglio – ancora di più se penso da dove siamo ripartiti, dopo il fallimento, e dove siamo adesso. Il fatto di essere uno dei pochissimi rimasti di quelli che c’erano già il primo anno mi rende molto orgoglioso, ma quello che ci rende forti è c’è un grande gruppo e tutti hanno la stessa importanza nella squadra”.

In carriera hai vestito maglie importanti come quelle di Zurigo, Chiasso, Lugano, Yverdon e Bellinzona. Quale esperienza ricordi con più gioia/orgoglio e quale ti ha dato di più a livello professionale?: Penso di aver dato sempre il 120% in campo per ogni squadra in cui ho giocato, ho vissuto tanti bei momenti nella mia carriera e ho tanti bei ricordi. L’esperienza a Zurigo, dove sono andato quando avevo solo 18 anni, è quella che a livello calcistico ma soprattutto a livello umano mi ha dato tanto perché ero molto giovane, ho imparato molto e sono cresciuto in fretta”. Da giovane hai vestito anche la maglia della nazionale elvetica, a cui vanno aggiunte più di 120 presenze in Challenge League. È un tuo obiettivo migliorare questo record e magari farlo con la maglia dell’ACB?Al Presidente Righetti l’ho detto fin dal primo giorno in cui ci siamo incontrati che il mio obiettivo sarebbe stato quello di tornare a giocare almeno un minuto in Challenge League. Farlo dopo quattro promozioni con la maglia granata e da capitano – aggiunge – sarebbe davvero speciale. Questo è un progetto ambizioso e affascinante e ci manca ormai solo l’ultimo passo”.

Cosa devono aspettarsi i tifosi granata da Tarchini e dal Bellinzona in questo 2019? Se c’è, qual è il tuo sogno per questo nuovo anno?: Quello che posso e possiamo garantire ai tifosi è il massimo impegno e la voglia di vincere ogni partita. Abbiamo fatto un buon girone di andata ma non dobbiamo fermarci e anzi dobbiamo fare ancora meglio. L’obiettivo è quello di tornare in Challenge League il più velocemente possibile. Colgo l’occasione – conclude – per ringraziare tutti i tifosi per il loro sostegno e li invito al Camunale per la prima partita del girone di ritorno”.

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