L’ultima Svizzera di Rolf Fringer


DAL 1996 AL 2001: 4 TECNICI IN 5 ANNI!

Esonerato il portoghese Artur Jorge, la Federazione elvetica è chiamata a sostituire con urgenza il tecnico lusitano: le qualificazioni per il Mondiale di Francia ’98 incombono e la scelta ricade su Rolf Fringer, 39 anni, svizzero di nascita, ma di passaporto austriaco, proveniente dai tedeschi dello Stoccarda con cui aveva appena chiuso la Bundesliga a metà classifica e che era già noto al pubblico svizzero per aver guidato Shaffausen ed Aarau dal 1990 al 1995, a inizio carriera.

I rossocrociati sono attesi da un gruppo sulla carta non impossibile, ma che si rivelò per i nostri davvero ostico: Azerbaigian, Norvegia, Ungheria e Finlandia; 5 squadre in tutto, delle quali solo la prima accederà alla fase finale, mentre la seconda verrà spedita agli spareggi. Diciamo subito che la Svizzera si classificherà penultima, così rendiamo bene l’idea di una situazione assolutamente critica e complicata. Il buongiorno si vede dal mattino e infatti l’esordio di fine agosto nell’ex Repubblica sovietica conferma nel suo esatto contrario questo detto popolare: i rossocrociati perdono 1-0 contro gli azeri, che mai avevano in precedenza vinto una sola gara di qualificazione per Mondiali o Europei! La successiva trasferta di ottobre in Finlandia offre ai nostri una leggera boccata d’ossigeno: vittoria per 3-2, ottenuta con le reti di Massimo Lombardo e Ciriaco Sforza nel primo tempo e di Murat Yakin nella ripresa, ma è solo un fuoco di paglia, purtroppo e la successiva gara casalinga persa 1-0 contro la Norvegia lo conferma, con i rossocrociati incapaci di reagire al vantaggio avversario, arrivato solo dopo 32’ minuti di gioco, davanti al pubblico di Berna. A inizio 1997 la Nazionale svizzera è chiamata a 2 incontri amichevoli che dovrebbero dare modo al nuovo tecnico Fringer di riorganizzare la squadra prima del ritorno alle qualificazioni mondiali e i nostri si recano così ad Hong Kong per incontrare la Russia in campo neutro, contro cui perdono per 2-1, per poi affrontare la Lettonia a Lucerna all’inizio del mese di aprile. Mese di aprile che si rivela positivo, in realtà, con la vittoria per 1-0 sulla formazione baltica, con rete allo scadere di Adrian Kunz, entrato in campo da soli 10’, bissata poi contro l’Ungheria nella ripresa delle gare di qualificazioni Mondiali, a Zurigo, con rete di Türkyilmaz sempre nel secondo tempo. Prima di restituire la visita ai magiari, i rossocrociati sono attesi da un’amichevole in Slovacchia, al termine della quale sono sconfitti a Bratislava col minimo degli scarti e la cosa non rende troppo ottimisti pubblico e critica, che poi assistono al pareggio ottenuto a Budapest, grazie ad una rete di Chapuisat a tempo scaduto. Mancano 3 gare al termine delle qualificazioni (di cui 2 da disputare in casa), con altrettante vittorie la Svizzera potrebbe ancora sperare nella qualificazione, o almeno puntare agli spareggi. Ogni speranza viene, però, annullata dalla gara del 6 settembre 1997 a Losanna: davanti a 15.000 spettatori, i nostri escono incredibilmente battuti per 2-1, dopo essere andati sotto per 2-0 ed aver trovato la solita rete a tempo scaduto, del solito subentrante Adrian Kunz. Persa ogni velleità di qualificazione, alla Nazionale rimangono 2 partite prima di congedarsi dalle qualificazioni Mondiali e dal tecnico Fringer: entrambe finiscono col punteggio di 5-0, la prima è una sconfitta ad Oslo, davanti alla Norvegia che si qualificherà per Francia ’98 come prima classificata nel girone, la seconda è una vittoria casalinga, tanto netta quanto inutile, ottenuta contro l’Azerbaigian, davanti a pochi intimi a Zurigo.

L’ultima Svizzera di Rolf Fringer

Conclusa la collaborazione col tecnico austriaco, la Federazione elvetica chiama Gilbert Gress alla guida della Nazionale. Il tecnico francese è già conosciuto dalle nostre parti, per aver allenato a più riprese Neuchatel Xamax (squadra con cui vinse una decina di anni prima per 2 volte il campionato e 3 volte la Supercoppa svizzera) e Servette nella stagione 1990/91, oltre ad aver lavorato in Francia, nella sua città natale Strasburgo, portando la squadra locale ad uno storico trionfo nel campionato francese 1978/79 e a Bruges in Belgio. Tecnico di valore ed esperienza, quindi, dal quale pubblico e addetti ai lavori si attendono molto e in effetti, il debutto nella prima gara giocata dalla Nazionale nel 1998, quella di marzo contro l’Inghilterra a Berna, pare abbastanza positivo: rossocrociati in vantaggio al 35’ con colpo di testa angolato di Ramon Vega e pareggio degli inglesi subìto a causa di un maldestro rinvio di Corminboeuf, portiere del Neuchatel Xamax, al suo rientro in Nazionale dopo ben 8 anni di assenza.

Il rodaggio della formazione di Gress prosegue contro avversari britannici e stavolta la Svizzera è chiamata ad una trasferta in Irlanda del Nord, di fronte ad una squadra in cerca di risultati e di una propria identità dopo i fasti dei primi anni ’90, che stentano ad essere ritrovati.

La prima Svizzera di Gilbert Gress

Nonostante il momento non felice dei padroni di casa, i rossocrociati perdono a Belfast col minimo degli scarti, dopo aver incassato l’unica rete della gara al 10’, segno di poca reattività da parte della squadra per tutto il resto della gara. Le amichevoli proseguono e si concludono con un doppio confronto con la Jugoslavia: da giugno a settembre le 2 Nazionali si scambiano la visita, chiudendo curiosamente entrambe le sfide col medesimo punteggio di 1-1. Dapprima i balcanici sono ospiti a Basilea ed al solito gol incassato a pochi minuti dal fischio d’inizio (dormita incredibile della retroguardia elvetica) i nostri rispondono col solito gol realizzato a pochi minuti da quello finale, mentre a Nis a settembre (al ritorno degli slavi dal Mondiale di Francia) il ‘botta e risposta’ avviene nel giro di pochi minuti, al 51’ segna Dejan Stankovic e al 58’ pareggia David Sesa.

Il tempo delle amichevoli per la squadra di Gress è scaduto, ora si deve far sul serio e le qualificazioni ad Euro 2000 vedono la Svizzera impegnata in un gruppo difficile: Italia, Danimarca, Galles e Bielorussia i contendenti e al termine del girone, come per il Mondiale 1998, la prima andrà direttamente alla fase finale, mentre la seconda giocherà gli spareggi per accedervi. Anche qua anticipiamo il piazzamento finale dei nostri, che vengono eliminati solo per la differenza-reti negli scontri diretti con la Danimarca, seconda piazzata a pari punti con la Svizzera: segno, questo, del buon lavoro complessivo svolto dal tecnico francese alla guida della nostra Nazionale. La gara di esordio nel girone è in Italia a Udine e si risolve con doppietta di Del Piero e solo 4 giorni dopo i nostri sono chiamati ad affrontare la Danimarca a Zurigo e stavolta, non succedeva da tanto, sono gli avversari ad ottenere la rete del pareggio in pieno recupero. Una grossa beffa e un solo punto contro le 2 formazioni più forti del girone: inizio poco brillante, ma la squadra di Gress ha tempo e voglia di crescere: da novembre 1998 a marzo 1999 sono previste solo amichevoli e i rossocrociati ne giocano 4 di fila. La prima in Ungheria è da dimenticare, coi nostri ancora una volta alle prese con la solita amnesia di inizio gara, quando si trovano sotto di 2 reti in soli 7’ e non riescono più a reagire; la seconda e la terza si svolgono a febbraio 1999 nell’ambito di una manifestazione internazionale in Oman, laddove i rossocrociati si impongono sulla Slovenia per 2-0 e sui padroni di casa per 2-1, mattatore del torneo Alexandre Comisetti, capocannoniere con 3 reti.  Ultima gara di preparazione è quella contro l’Austria a San Gallo, che vede i nostri soccombere per 2-4; unica nota positiva risiede nel fatto che, pur vedendosi ancora una volta a dover rincorrere l’avversario passato in vantaggio dopo pochi minuti di gioco, i rossocrociati trovano tempo e modo di pareggiare e di mettere in qualche modo in difficoltà l’Austria, in una partita alla fine rivelatasi combattuta e rocambolesca. Il tutto in attesa di riprendere le qualificazioni ad Euro 2000, che non tardano ad arrivare e la Svizzera affronta il 27 marzo 1999, per la prima volta nella sua storia, la Nazionale bielorussa, imponendosi per 1-0 a Minsk. Ottimo viatico per affrontare il Galles dopo soli 3 giorni a Zurigo, avversario da battere a tutti i costi: Chapuisat è in vena e i britannici vengono sconfitti grazie alla sua doppietta con un 2-0 secco e perentorio; la squadra riprende fiducia prima di affrontare la gara-chiave contro l’Italia, attesa a Losanna a giugno e si prepara con un’amichevole in Grecia terminata 1-1. Sono più di 13.000 gli spettatori alla Pontaise, che spingono i padroni di casa all’arrembaggio contro gli azzurri, che si dimostrano però, squadra solida e ben orchestrata da Dino Zoff in panchina (l’Italia perderà quell’Europeo solo in finale al Golden Gol contro la Francia, campione del mondo in carica) e il risultato non si sblocca per tutta la gara. Non resta che andare a Copenaghen e fare risultato per contendere fino alla fine il secondo posto ai danesi e i nostri in realtà giocano una gara positiva (con un’inedita divisa azzurra), trovando il pareggio con Küby alla rete precedente dei danesi, ma a 9’ minuti dal termine Tomasson mette fine alle speranze rossocrociate e segna il gol del 2-1. Praticamente inutili le 2 gare restanti per concludere il girone di qualificazione, che comunque gli uomini di Gress affrontano con la concentrazione necessaria, superando col medesimo risultato di 2-0 la Bielorussia in casa e il Galles in trasferta. Questa rimane anche l’ultima gara del tecnico francese alla guida della nostra Nazionale, il quale considera concluso il suo mandato con il termine delle qualificazioni per Euro 2000.

Per sostituire Gress, la Federazione cerca all’interno del proprio organico l’uomo ideale, trovandolo in Hans-Peter Zaugg, preparatore atletico della Nazionale maggiore fin dal 1992. Zaugg, con sole 4 partite al comando dei rossocrociati, le prime 4 amichevoli giocate nel 2000, alla fine si rivela un vero e proprio traghettatore, che consegna la squadra al tecnico argentino Enzo Trossero ad agosto del 2000, con un bilancio alla pari (1 vittoria, 1 sconfitta e 2 pareggi), per poi trovare il culmine della propria carriera prima vincendo il titolo Nazionale col Grasshoppers la stagione successiva e poi come selezionatore del Liechtenstein dal 2007 al 2012.

Enzo Trossero è già noto ed apprezzato dagli appassionati elvetici, essendo stato giocatore del Sion nella stagione 1987/88 e poi allenatore sempre dei vallesi dal 1990 al 1992 (portandoli a vincere la Coppa svizzera al primo anno ed il Campionato nel secondo) e del Lugano nel 1999, conducendo la squadra alla salvezza nel 1998/99, per poi essere sostituito nel corso della stagione successiva. Il nuovo tecnico ha a disposizione solo un’amichevole, pareggiata a San Gallo 2-2 contro la Grecia, per preparare la Nazionale alle qualificazioni per i Mondiali 2002 in Corea e Giappone e il girone che attende i nostri comprende anche Russia, Slovenia, Far Oer, Jugoslavia e Lussemburgo, con l’ormai consueta regola del primo classificato promosso alla fase finale ed il secondo spedito a giocare gli spareggi. Neanche stavolta la Svizzera riesce a qualificarsi, giungendo davanti alle sole Far Oer e Lussemburgo nella classifica finale e la partita finale persa a Basilea contro lo Slovenia per 0-1 sancisce anche il termine del mandato di Trossero alla guida di una Nazionale che da troppo tempo non riesce più a trovare il gioco e la dimensione che l’avevano contraddistinta soltanto un lustro prima!