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La scena a cui hanno assistito gli spettatori presenti allo Sportplatz Trinermatten di Zofingen è di quelle che ricordano i duelli dei pistoleri nel lontano «Far West»

L’occasione è il big-match del Gruppo 5 di Seconda Lega Interregionale tra i locali dello Zofingen e gli ospiti dell’NK Pajde. Quest’ultima è una formazione presieduta da Luka Rakitić e allenata da Dejan Rakitić, rispettivamente papà e fratello di Ivan, centrocampista del Barcellona ed ex regista del Basilea.

Dall’incresciosa storia (venuta alla luce grazie al racconto del Blick) si scopre che, sul risultato di 2-2, l’arbitro Lumni Ukaj assegna un calcio di punizione indiretto a favore dei padroni perché Eldin Becić, portiere del Pajde, aveva trattenuto la palla per troppo tempo tra i propri guanti. Già costretti a giostrare in doppia inferiorità numerica (rossi diretti mostrati ad Ajdin Mujagić al 4′ e a Jovan Petrović all’85’), gli ospiti hanno terminato la partita in otto contro undici. Quando gli argoviesi biancorossi hanno trasformato la punizione, valsa poi il 3-2 finale, un terzo giocatore (Aldin Hrvanović) è stato spedito anticipatamente sotto la doccia, scatenando le ire di una compagine che «non ci ha più visto».

L’escalation di eventi ha avuto il suo culmine quando uno spettatore ha tentato di aggredire il direttore di gara, venendo tuttavia bloccato dai calciatori del Pajde. Dopodiché, due elementi del club di Möhlin hanno accompagnato l’arbitro e uno dei suoi assistenti negli spogliatoi, garantendo loro la sicurezza personale.

Il punto di vista di Hans-Jörg Ryter, Presidente dell’SC Zofingen, ha affermato: «La dinamica della situazione era spaventosa. Perciò, abbiamo chiamato la polizia che per fortuna è giunta rapidamente sul posto. Alla fine, abbiamo aiutato il trio arbitrale, badando ai tre e dando loro da mangiare. Non abbiamo alcun problema con la società. Non vedo il motivo per che l’NK Pajde debba venir squalificato, non si può punire così un club».

Per contro, Dejan Rakitić ha asserito che i funzionari di casa si sono scusati per ciò che è accaduto: «Ci hanno anche detto che non avevamo alcuna chance di vincere la partita. Tuttavia, la direzione di gara è stata a senso unico. Non è per niente normale. Se un arbitro estrae il cartellino rosso e poi ammonisce due volte un giocatore per aver espresso un suo parere, non è normale. Non so cosa abbia avuto contro di noi. Forse a causa della nostra nazionalità… Con lo Zofingen non abbiamo alcun problema. Abbiamo lasciato lo spogliatoio pulito, non abbiamo colpito e schiaffeggiato nessuno».

Il racconto di chi ha assistito alla scena è però un altro: si sussurra infatti che i giocatori del Pajde abbiano cercato il confronto «forniti» di manganelli. Ancora Rakitić: «Subiremo sicuramente una pesante punizione. Ma ci difenderemo. Non molleremo senza lottare. L’intervento della polizia? Non corrisponde alla realtà. I ragazzi erano da molto tempo sotto la doccia, la situazione era tranquilla».

E ora, come si proseguirà? Il dossier è in mano all’Associazione Svizzera di Football, la quale ha ricevuto il referto arbitrale e prenderà le decisioni del caso. Ramon Zanchetto, capo della Lega Amatoriale, ha spiegato che «ogni calciatore sanzionato con un cartellino rosso sarà punito secondo il regolamento. Altre decisioni disciplinari contro giocatori o funzionari potranno venir prese in futuro. In qualsiasi caso, prendiamo la situazione molto seriamente!».

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