Doppietta decisiva dell’allenatore bianconero nell’ultima partita di campionato vinta 3-1 contro il Brissago, il Rorè sale a 13 punti in classifica, +9 dalla zona retrocessione

Eccolo lì Aris Rogic, allenatore del Rorè, mi piace immaginarlo sotto una leggera pioggia (quella di sabato scorso) in piedi con le braccia conserte vicino alla sua panchina che sta guardando concentrato la sfida contro il Brissago. Poi un lampo, sono passati pochi minuti dal fischio di inizio e i bianconeri sono già sotto 1-0: “Omar dove sono i miei scarpini che vado in campo – dice mister Rogic rivolgendosi al suo vice – la squadra ha bisogno di me”. Detto, fatto. Rogic chiama il cambio ed entra a fianco dei suoi ragazzi. La sola presenza basta a rassicurarli. Il Rorè pareggia immediatamente con Albergaria. Nell’azione successiva l’apoteosi, risultato ribaltato con gol dello stesso Rogic. Sul 2-1 sono tutti più tranquilli, la squadra gioca bene, davanti c’è il mister che quando ha la palla tra i piedi è come se fosse in cassaforte, non gliela togli. Ma il risultato è ancora in bilico. Il primo tempo finisce 2-1. Si torna negli spogliatoi e Rogic parla ai suoi “Ragazzi stiamo andando bene, rimaniamo concentrati, oggi si vince”. Poche parole ma chiare, quasi una premonizione. Succede proprio così. A inizio ripresa il Rorè segna di nuovo e a timbrare è ancora una volta Aris Rogic: doppietta personale, 3-1 finale, terza vittoria nelle ultime quattro partite. Tre punti pesanti quelli conquistati contro il Brissago, che consolidano la classifica, i bianconeri si portano a +9 dalla zona retrocessione.

Tutto vero? Purtroppo no. Molto è frutto della mia fantasia. Molto, ma non tutto. Infatti due cose sono pura realtà: mister Aris Rogic è davvero sceso in campo contro il Brissago e altrettanto vero è che ha segnato una doppietta, decisiva. Dopo un 2018 sfortunato, a recuperare da un lungo infortunio, sabato scorso contro il Brissago è stata la prima partita stagionale (da titolare) per Rogic. Nella passata stagione, invece, sempre con la maglia del Rorè, Rogic ha disputato il girone di andata realizzando tre gol.

CH: Mister, parlaci di te, le categorie più alte in cui hai giocato e segnato?

Aris Rogic: Fortunatamente negli anni ho avuto la possibilità di giocare in tutte le categorie dalla Quinta alla Prima lega, segnando in tutte eccetto che in Prima (ho fatto solo mezza stagione a Biasca nel 2003/2004). La categoria più alta in cui ho segnato è stata la Seconda Interregionale, con il Lugano U21 sia nei preliminari di Coppa Svizzera sia in campionato. Le annate migliori sono però state quelle con il Giubiasco in Seconda Lega (15 gol nel 2006/2007) e con il Contone in Terza lega: 27 reti nel 2010/2011 che ci hanno permesso di salire in Seconda, ma alle spalle avevo davvero una signora squadra.

CH: quali sono le difficoltà di allenare e, allo stesso tempo, giocare?

Aris Rogic: Se si fanno le cose con piacere e passione è tutto più facile, non mi pesa quindi il doppio ruolo che ricopro. L’anno scorso sono riuscito a fare tutto da solo. Quest’anno invece alleno insieme a Omar Ruggirello, che oltre a essere il mio vice è prima di tutto un amico. Le poche volte che ho giocato, la squadra è completamente gestita da lui. In campo perdo i gradi di allenatore, e sono trattato come tutti gli altri, con i miei compagni che non perdono occasione per riprendermi».

CH: Giocatore e allenatore preferiti della tua lunga carriera?

Aris Rogic: Il giocatore più forte con cui ho giocato è Paolo Togni, che attualmente allena il Claro. Un fenomeno! Abbiamo giocato insieme tra il 2004 e il 2006 in Seconda Lega, aveva già la mia età attuale, ma faceva ancora quello che voleva contro qualsiasi avversario.

Invece, parlando dei miei allenatori, tutti mi hanno lasciato qualcosa. Ma faccio due nomi: il primo è Danilo Baranzini ai tempi del Giubiasco. Preparatissimo in campo, esigente, ma ci faceva giocare davvero un bel calcio. Mi ispiro al suo metodo negli allenamenti durante la preparazione. Poi Adriano Di Vittorio negli anni a Contone. Uno vero stratega e perfezionista che curava ogni dettaglio. Riusciva a trasmettermi la sua passione infinita. Mi ricorderò sempre un gol a Minusio dopo un suo schema su punizione. Uno spettacolo! Entrambi, ancora adesso, li sento volentieri.

CH: Questa sera contro i Verzaschesi sarai titolare?

Aris Rogic: sono un po’ vecchiotto, ho quasi 35 anni. Devo raccogliere i cocci dalla partita con il Brissago. Questa sera vedremo se ho recuperato e decideremo insieme al mio amico Omar. Forse mi auto candiderò, non si sa mai.

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