Il bomber argentino: «Pensiamo a vincere tutte queste 13 partite. Serve più cattiveria sottoporta e solidità difensiva. Sarà un campionato combattuto fino alla fine. Sfruttiamo il fattore campo».

A TUTTO “GAS” – Il Natale in famiglia a Buenos Aires per ricaricare le batterie, il trekking in Patagonia per riattivarle. Ora Gaston Magnetti è tornato in terra elvetica, carico come non mai. A poco più di una settimana dai suoi 35 anni, a poco più di due mesi dall’inizio della seconda parte di campionato. Un altro campionato, perché dopo quasi quattro mesi di stop non può che essere così. E così, a partire da mercoledì prossimo, “Gas” e tutto il Bellinzona si rimettono al lavoro con un solo obiettivo in testa: vincere tutte le 13 gare rimaste. Traguardo difficile, difficilissimo, ma non impossibile per la squadra, l’unica, che è stata in grado di battere la capolista Yverdon che, dopo un girone di andata stratosferico, ha mostrato i primi segni di debolezza, dentro e fuori dal campo. «È stato un gol importante quello contro i vodesi – ricorda Magnetti -, prima della trasferta al “Comunale” non aveva mai perso e ora ha addirittura cambiato allenatore (via Anthony Braizat ed ecco Jean-Michel Aeby dall’Etoile Carouge che ha sostituito il tecnico ginevrino con Claudio Morelli, ndr). Sicuramente fa rumore quando una squadra opta per un cambio in panchina dopo una sola sconfitta e secondo me potrebbe essere un vantaggio per noi. Dobbiamo sperare in un calo importante da parte dell’Yverdon, perché se riprenderà il suo ritmo sarà difficile andare a prenderlo. Ma pensiamo prima a noi stessi, perché se non vinciamo tutte le partite non ci arriveremo mai. Quando ne mancheranno poche, vedremo come saremo messi».

SI RIPARTE CON JEMMI – Dal 15 gennaio, allenamenti ogni sera dalle 18.30 sul nuovo campo sintetico di Bellinzona per riprendere una condizione ottimale in vista di uno stressante girone di ritorno e anche della prima amichevole del 2020: il 25, i granata giocheranno a Paradiso contro il Paradiso. Seguiranno altri test contro il Lugano, la Under 21 dello Young Boys, il Gambarogno-Contone e il Mendrisio. Sfide in cui sarà importante avere subito la testa giusta, per prepararsi mentalmente alla ripresa del campionato e alla prima partita casalinga del 2020: domenica 1 marzo all’ombra dei castelli (ore 14.30), arriva il Black Stars. Tutti agli ordini di Valerio Jemmi, confermato un mese fa sulla panchina del Biscione. «Mi sono trovato subito molto bene con lui, – continua il bomber argentino – si vede che è un allenatore preparato anche se ha meno esperienza di altri tecnici. Jemmi ha grosse qualità e le ha già dimostrate nelle tre partite precedenti, penso che la società l’abbia confermato per questo. Inoltre, è un uomo di Bellinzona, quindi non può che fare del bene alla piazza».

UN 2020 SENZA TREGUA – Lo strappo al polpaccio, che ha tenuto Magnetti lontano dal campo per due mesi, è alle spalle. E per fortuna, visto che nel nuovo anno non si può più sbagliare, sia dal punto di vista di squadra sia individuale. «Con più concretezza e cattiveria – spiega “Gas” – avremmo portato a casa diverse partite che sulla carta erano più che abbordabili. Avremmo avuto quei 6 o 7 punti in più che ci avrebbero permesso di essere in piena lotta per il titolo. Se riuscissimo a diventare più costanti, possiamo veramente essere protagonisti in questo seconda parte di campionato. Non bisogna lavorare soltanto sulla cattiveria sotto porta, ma anche sulla concentrazione difensiva. È inutile vincere con la prima in classifica se poi non vinci con l’ultima. Sono sicuro che ci sarà grande lotta per il primo posto, quindi non possiamo perdere altri punti come nell’andata. Abbiamo tante partite in casa: sfruttiamole per giocarcela fino alla fine».