Patrick Rahmen – © FreshFocus/aargauerzeitung.ch

In un’intervista rilasciata al quotidiano locale Aargauer Zeitung, il tecnico dell’Aarau Patrick Rahmen si è raccontato a 360° sulla situazione vissuta, sul presente e su ciò che lo attende in futuro

«Ho un bel lavoro in una società sana con dei tifosi sensazionali. Il tema riguardante il Basilea è stato smaltito in fretta. D’altronde, la panchina renana era, ed è attualmente, affidata a Marcel Koller, che ha un regolare contratto. Occorreva guardare avanti. Ad Aarau c’è molto da fare, non avevo tempo per i sentimentalismi».

«Non mi sono fatto troppi pensieri. Ammetto che ci sono stati dei colloqui tra il sottoscritto e il Basilea. Alla fine non se n’è fatto nulla. Per tutti gli altri argomenti bisogna chiedere ai vertici rossoblù. Le mie vacanze non sono state normali. Per la famiglia e per me come allenatore questa situazione non è stata per nulla positiva».

«Mi ritengo assai fortunato con ciò che ho ad Aarau. Lavoro per una società piena di tradizione, ho un rapporto d’amicizia con il direttore sportivo Sandro Burki. Il mio compito è quello di migliorare la squadra e ogni singolo calciatore. Naturalmente, come in tutte le aziende, anch’io mi pongo gli obiettivi personali. Tra questi vi è il salto di categoria dalla Challenge alla Super League. Sarebbe davvero bello poterci riuscire con l’Aarau».

«Nei primi giorni dopo il barrage ho fatto fatica ad accettare ciò che è accaduto sul campo. A volte quello che accade nel mondo del calcio non è spiegabile a parole: contro lo Xamax abbiamo semplicemente commesso troppi errori. L’aspetto positivo della passata stagione e che tanta gente ci hanno ringraziato per l’euforia che abbiamo riportato in città».

«Rispetto allo scorso campionato, dobbiamo fronteggiare le partenze di Djordje Nikolić, Nicolas Bürgy, Linus Obexer, Goran Karanović, Gianluca Frontino e Varol Tasar, elementi di assoluta sostanza. Siamo dunque alla ricerca di un giocatore offensivo dalle spiccate qualità realizzative. Abbiamo comunque una buona squadra con calciatori che si conoscono. Questo sarà l’aspetto in più».

«Dopo la stagione scorsa l’asticella si è notevolmente alzata. Capisco le argomentazioni, ma voglio far tornare tutti con i piedi per terra, dicendo che quantitativamente e qualitativamente non siamo ancora quelli dell’ultima annata. Economicamente parlando, il Grasshopper e il Losanna vivono in un’altra dimensione. Il 2018-2019 ha però mostrato che la Challenge League è un campionato intenso e molto combattuto».

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