Siamo sempre stati molto curiosi di saperne di più su questa metodologia Filrougeswiss, per cui abbiamo chiesto loro di fare una bella chiaccherata e siamo contenti che al nostro ritrovo erano presenti gran parte degli allenatori del Team Ticino, tutti che applicano ogni giorno sul campo questa metodologia che sta avendo grande successo non solo in Ticino ma anche a livello europeo.

Erano presenti Mauro Giussani, responsabile metodologico Team Ticino, Francesco Pargalia, allenatore U15 TT Academy, il suo assistente Matteo Montorfano, Enrico Di Manno, allenatore della U15 TT e Francesco Lettieri assistente di Alessandro Minelli nella U16.

Prendetevi qualche minuto di tempo e leggete questa intervista a tutto campo che tocca molti argomenti che stanno a cuore a molti allenatori ticinesi. I partecipanti sono stati molto attivi, metteremo le iniziali del mister che risponde alla domanda:

CH: domanda d’obbligo, chiunque deve sapere di cosa parleremo, dunque cosa è Fil Rouge?

FR – MG: Fil Rouge è metodologia calcistica prevalentemente di formazione, non è un’arma per la vittoria ma un metodo che ha la caratteristica di essere una metodologia ticinese, adottata e sviluppata da allenatori ticinesi per il calcio ticinese. E’ un metodo che non deve essere per forza sposato da tutti, ma con questo abbiamo l’opportunità di avere qualcosa in casa nostra che si reputa idonea alla formazione e ai suoi tempi. Non è una metodologia che impone, ma fornisce l’opportunità di incuriosire e poterne usare una parte, completamente o nessuna parte, è in ogni caso il metodo di lavoro che viene usato dal Team Ticino, adattato ad ogni livello di squadra.

CH: Da cosa nasce il Fil Rouge, da quale idea?

FR – MG: circa 6 anni fa, parlando con altri istruttori, abbiamo scoperto che tanti allenatori, a livello di coaching, sprecavano molto tempo per far funzionare gli esercizi, focalizzandosi sul risultato dell’esercizio stesso, senza dar valore al contenuto. Per cui nacque l’idea di creare pochi esercizi, ai tempi una decina, ma con contenuti ben chiari, adattabili a qualsiasi squadra, con riduzione dei tempi morti, associabili uno all’altro facilitando il lavoro degli allenatori in modo semplice a livello tecnico/tattico e fisico, anche quando ci si ritrova solamente con 1/4 di campo.

CH: oltre al fatto di creare esercizi per l’allenamento, avete anche creato o studiato un modo di comunicare con i ragazzi? Ai moduli di Tenero ho sentito Di Manno comunicare molto bene con i giovani calciatori.

FR – EDM: usiamo la stessa terminologia, il coaching è il medesimo degli altri mister e con questa si può trovare una strategia personalizzata per trasmettere il messaggio ai ragazzi – FP – essendo un metodo condiviso la richiesta nel coaching è la stessa, in quanto se è ripetuto, semplice e chiaro permette al ragazzo di entrare nella propria zona di confort – MG – una delle caratteristiche a livello di coaching è l’interazione con il giocatore, senza comandare ma osservando, far capire, fare imparare a scegliere, a valutare, ad accettare l’errore e questo lo si può fare solo in questo modo, interattivamente. Questa è una caratteristica importante di Fil Rouge. In più, il metodo Fil Rouge pensa che gli allenatori non possono insegnare calcio, ma fornire i mezzi per migliorare il calcio del ragazzo, se l’allenatore insegna il proprio calcio il ragazzo non  potrà andare oltre il livello di quell’allenatore. Dunque anzichè trasferire il proprio calcio l’abilità di un formatore è estrarre il calcio diverso che è dentro in ognuno di noi.

CH: che suggerimento potreste dare ad un allenatore che vede un vostro esercizio, ad esempio un video, lo applica sul campo ma non funziona?

FR – MG: come dicevamo prima, è per questo che è nato Fil Rouge, perchè non è un copia e incolla, ogni allenatore può applicare un esercizio Fil Rouge alla propria maniera, ma si deve capire il concetto che ci sta all’interno. Un esercizio Dama può essere sviluppato in più modi, l’importante è partire dal concetto e trasmettere quello che vogliamo a livello tecnico o tattico o fisico, non importa se ci sono 9, 15 o 4 quadrati. Altro fattore importante è far capire lo scopo ai ragazzi, se non ci riescono l’allenatore deve trovare un modo affinchè i giocatori possano arrivare da soli alla soluzione del problema. Per questo nostri esercizi base sono molto semplici, dando molta importanza al contenuto.

CH: dunque il Fil Rouge è adatto a qualsiasi livello?

FR – MG: abbiamo effettuato molti clinic in Ticino e all’estero con svariati livelli di giocatori e tutti i ragazzi hanno risposto molto bene, anche chi non lo aveva mai visto e praticato. Questo metodo tiene conto anche della capacità dell’allenatore di saper trasmettere determinate situazioni, e dà all’allenatore un’immensa possibilità di variazioni.

CH: un allenatore si trova con una squadra nuova, vuole applicare il vostro metodo ma non sa da dove partire. Che consiglio potreste dargli?

FR – MG: può iniziare dalla capacità più importante che c’è nella formazione: osservare. In primis è l’allenatore che deve capire cosa trasmettere, individuare quelle che sono le necessità primarie e dal quel punto sviluppare una programmazione, partendo dai concetti base, per poi svilupparli tramite l’osservazione.

CH: per fare in modo che tutto ciò porti a dei risultati, ci potrebbe essere una linea guida da seguire?

FR – FP: come detto prima, confrontandosi con i ragazzi in modo interattivo, osservando e verificando, ci si trova ad inserire delle varianti dell’esercizio, il continuo confronto con loro, assimilare e provare a metterli in difficoltà cosi che possano dare loro stessi le soluzioni. Possiamo dire – osservare ⇒ interagire ⇒ soluzioni. EDM – durante lo svolgimento dell’esercizio si osserva, se il concetto è raggiunto si creano varianti o altrimenti si regredisce, non è possibile una progressione se il contenuto non è stato capito. FP – se non concetto non è compreso, è importante capire il problema osservando ed eventualmente regredire.

CH: Fil Rouge è molto seguito in Ticino, in Svizzera, in Europa e sta andando anche oltre. Secondo voi cosa porta gli allenatori o le società a seguirvi?

FR – MG: purtroppo e per ora, solo gli esercizi e la loro semplicità. Pochi si domandano cosa sta dietro a tutto questo, quali concetti, il come e il perchè. Pochi sono a conoscenza del fatto che un esercizio è meglio farlo al terzo allenamento piuttosto che al primo, perchè c’è una sequenza in un modo per i ragazzi di 12 anni e un’altra per quelli di 16 anni, perchè c’è un microciclo di riferimento da seguire, per ogni categoria, che tiene conto anche della parte fisica diversa per età, con relazioni diverse tra un esercizio e l’altro. Tutto il dietro le quinte del Fil Rouge è ancora da scoprire, e verrà meglio descritto nel prossimo corso a Tenero in febbraio. All’estero, alla maggior parte degli addetti ai lavori piacciono gli esercizi, mentre ad esempio un blog messicano è andato in profondità, ci ha intervistato per voler scoprire il più possibile nei dettagli, cosi come la federazione rumena e ungherese. Al momento quello che stiamo cercando di far capire è che l’esercizio non conta niente ma l’importante sono i contenuti.

CH: se una società o un allenatore chiede la vostra presenza nei propri allenamenti, siete disponibili a recarvi presso di loro ed eventualmente poter tornare succesivamente per verificare quanto fatto?

FR – MG: nel limite della fattibilità certamente si. Siamo stati a Breganzona per una serata con gli allenatori, comunque chiunque può venire a Tenero ad vedere, imparare, lavorare con noi. Siamo disponibili ad aiutare, per il Ticino Filrouge è completamente gratuito.

CH: quale è l’obiettivo finale di Fil Rouge nei confronti del giovane calciatore?

FR – FP: la mission principale di Fil Rouge è dare un bagaglio di conoscenza calcistica, che comprende tatttica, tecnica, mentale, condizione fisica, da 11 ai 18 anni, più completo possibile, per quelle che sono le capacità del ragazzo. Può essere che, ad esempio, un ragazzo esce dalla U18 con un livello 100, mentre può essere che un altro non ci arriva, ma ha comunque migliorato il suo calcio grazie all’evoluzione delle sue capacità che ha migliorato con il Fil Rouge. EDM – aumentare la capacità reale del giocatore, essendo consapevoli che ogni ragazzo è diverso e potrà migliorare in modo diverso. FL – rendere anche consapevoli i giocatori di ciò che fanno, fare imparare loro il perchè di ciò che eseguono in campo, e come detto prima, anche questo fa parte del bagaglio di conoscenza calcistica che vuole dare il Fil Rouge. EDM – tramite le richieste dei mister i giocatori vengono portati a trovare da soli la soluzione, per quella che è la loro esperienza calcistica.

CH: dunque, quale è l’obiettivo generale di Fil Rouge?

FR – MG: l’obiettivo principale di Filrougeswiss è poter contribuire ad esperienze formative diverse da quelle conosciute senza aspirare al Nobel delle metodologie. Un altro nostro obiettivo è quello di essere sempre in evoluzione, ad esempio la ASF vuole uno specifico attaccanti e uno specifico difensori ma noi stiamo testando uno specifico centrocampisti. Fil Rouge vuole essere innovatore, quello che troviamo adesso nella metodologia fra 6 mesi sarà diverso, perchè in base a quanto sperimentiamo e alle esperienze degli allenatori, gli esercizi potrebbero essere cambiati per raggiungere l’obiettivo dei concetti in modo diverso e migliore e siamo certi che troveremo sempre qualcosa per migliorare il nostro lavoro per i giovani calciatori. Ed il bello è che con più è conosciuto, più i nostri concetti si spargono nel mondo e più raccogliamo spunti per migliorarci.

CH: è corretto dire che Fil Rouge è il precursore della metodologia ASF?

FR – MG: no, non è cosi. Io ho partecipato, circa 14 anni fa, alla costruzione della prime metodologie, ai tempi di Michel Richard, che sono state elaborate, sperimentate, e con la ASF abbiamo un ottimo rapporto e un’ottima collaborazione. Nel 2013 parte di Fil Rouge (che non si chiamava cosi) è stata comunque adottata dalla ASF, ad esempio anche loro usano una progressione verticale e orizzontale come Fil Rouge.

CH: supponiamo che l’allenatore sia perfettamente in linea con i concetti ed con il metodo di lavoro di Fil Rouge, dopo quanto tempo si possono vedere i miglioramenti sui ragazzi?

FR – MG: potrei dire 5 minuti come potrei dire mai. Dipende dal tutto dal ragazzo e da come applica quanto sperimentato. FP – come dicevamo prima, ogni ragazzo piano piano accumula un certo bagaglio tecnico e dipende dalla sua evoluzione cosa metterà in pratica. MG – nella formazione ci sono periodi di alti e bassi continui, per cui trovare una stabilità nel giudizio non è per niente facile, possiamo dire che sappiamo che il ragazzo ha acquisito quello che tu stai trasmettendo nel momento in cui lui lo applica in maniera spontanea. Per cui si può passare allo step successivo. Possiamo anche dire che il mister deve essere coerente con quello che hai deciso di usare, cosi da poter trasmettere i suoi concetti molto bene, in questo modo la squadra può riceverlo bene ed ognuno arriverà al proprio 100%. FL – se il contenuto del concetto è chiaro, la sua applicazione è chiara e i ragazzi proveranno quasi da subito a mettere in atto quanto proposto. Esempio, se il mister lavora su una finta, i ragazzi imparano e apprendono il gesto tecnico, in partita ci sarà quello che lo proverà e quello che non lo farà. Inoltre, uno dei prossimi argomenti di Fil Rouge sarà la scelta, perchè il giocatore può saper utlizzzare un gesto ma non sapere quando, in che modo, a che velocità e dove utilizzarlo. Saper scegliere rende un movimento o un gesto efficace o non efficace. L’allenatore deve poter dare la possibilità di capire quando è meglio fare quel gesto ed è il ragazzo che proverà e alla fine saprà da solo quando farlo. EDM – ad esempio, negli specifici offensivi, chiediamo al portatore di palla di provocare una situazione e agli altri di dare una soluzione, tramite un’animazione e i suoi movimenti, sempre secondo il loro bagaglio tecnico.

CH: un messaggio di Fil Rouge per le società e gli allenatori ticinesi.

FR – MG: il nostro messaggio per le società è di saper distinguere tra quale è il ruolo di formatore e quello dell’allenatore. Cosa vogliamo noi addetti ai lavori, allenare una squadra o formare una squadra? O formare un giocatore? Se parliamo di settore giovanile, si parla esclusivamente di un formatore, se parliamo in ambito adulto, qualsiasi sia la squadra, si parla di allenatore. La distinzione è che l’allenatore pone delle pretese secondo le proprie idee, il formatore mette a disposizione le proprie competenze e tutti mezzi a sua disposizione per formare un futuro giocatore da allenare. Vale a dire che con i ragazzi i mister sono a loro disposizione mentre negli adulti i giocatori sono a disposizione del mister. Secondo noi è importante diventare molto formatori. In Ticino ci sono vari tipi di società, chi lavora molto a livello sociale e chi meno, sarebbe interessante poter collaborare insieme e poter dare la possibilità al giocatore con più talento di potersi esprimere con ragazzi dello stesso livello, ad esempio oggi abbiamo le varie Footeco, che si pone come punto di riferimento per le società in varie zone del Ticino.

CH: in base alla tua risposta, per le vostre U16 e U18 si tratta ancora di essere formatori?

FR – MG: nel secondo anno della U18, ci sono certamente delle pretese situazionali, in funzione del risultato o di altro e ha certamente un aggancio verso il mondo adulto, ricordiamo che comunque nel primo anno della U18 i ragazzi hanno 16 anni. Ci sono certamente delle eccezioni, chi a 17 anni gioca in prima squadra, forse anche in campionati importanti, non si tratta del Team Ticino, non sarebbero qui.

CH: a questo punto mi viene una domanda, cosa è il Team Ticino per il Ticino calcistico?

FR – MG: il Team Ticino vuole essere la squadra dei ticinesi, come lo è la metodologia, vicino alle società, disponibile per le società e vuole dare importanza a chi lavora nel calcio sociale, vuole collaborare con loro, anche a livello di allenatori e come si evince da questa intervista, i ragazzi vengono preparati per quello che sarà il loro futuro, con un bagaglio tecnico molto interessante e dipenderà da loro come metterlo in campo, e in base a questo che tipo di giocatori vorranno diventare. Quando saranno nelle squadre di adulti, avranno un piano carriera e qualcuno giocherà nel Lugano, come Abedini, qualcuno esordisce con il Grasshopers come Arrigoni, qualcuno lo farà più avanti e qualcuno non lo farà.

Ringraziamo Mauro Giussani, Francesco Pargalia, Enrico di Manno, Matteo Montorfano e Francesco Lettieri, che si sono messi gentilmente a disposizione per questa intervista, che si è tramutata in una piacevole chiaccherata. Crediamo che con il Fil Rouge si possa dare una mano molto importante a chi la vuole, allenatori e società.

Potete vedere la pagina Facebook di Fil Rouge all’interno di Chalcio.com a questa pagina.

Sito web Fil Rouge: https://filrougeswiss.com/

Pagina FB Filrouge: https://www.facebook.com/filrougeswiss/

Intervista esclusiva di Walter Savigliano per Chalcio.com

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