Gli allievi A1 del Rapid Lugano di mister Bolzani hanno ottenuto un ottimo risultato, meno di classifica ma massimo di punteggio “fair play”, davvero contento il mister che ci spiega come è stato possibile.

Chalcio: mister, per iniziare, come è andato il campionato ?

Sono soddisfatto dell’andamento della stagione per quattro motivi. Mi preme subito sottolineare l’ottimo spirito di gruppo, la disponibilità e l’impegno dei giocatori: l’ambiente che si è creato in squadra è stato senza dubbio positivo e di buon auspicio per il futuro. Con tre giocatori del 1999, alcuni del 2000 e la maggior parte del 2001, quindi al primo anno di Allievi A, abbiamo senza dubbio fatto un buon percorso, migliorando sotto diversi punti di vista; ci sono però mancate un po’ di furbizia, di lucidità, di freddezza e di concretezza in zona offensiva. Poi, i 34 punti in totale, sommando i punti dell’andata e del ritorno, dimostrano che la squadra ha risorse, qualità e incoraggianti prospettive e potenzialità tecniche e tattiche per il futuro. Un altro aspetto importante è stata l’autocritica costante: mia, del mio assistente Branko Prendivoj e dei ragazzi. Abbiamo sempre analizzato insieme vittorie, pareggi e sconfitte, cercando di vivere calcisticamente all’insegna del Nella vita o si vince o si impara: non si perde mai”. Questa frase del cantautore Roberto Vecchioni ci ha spesso aiutato e spronato. Infine, non sono mai mancati i sorrisi, le risate e le battute in squadra: l’ironia e l’autoironia, insomma, hanno spesso ridotto al minimo le inevitabili tensioni e discussioni che ci possono essere durante una stagione: non dimentichiamo l’età dei giocatori e il loro cammino scolastico o professionale che incidono e condizionano anche l’attività sportiva del tempo libero. In squadra vi sono studenti liceali, studenti di altre varie scuole e apprendisti: far convivere tutte queste esperienze e vicende personali è stato sicuramente arricchente e stimolante per tutti.

Hai avuto problemi di rosa verso la fine della stagione?

Diciamo che ho avuto dei problemi di rosa tutta la stagione…, ma in particolare nel girone di ritorno a causa di infortuni. Il numero di giocatori è sempre stato ampiamente sufficiente, ma nel girone di ritorno non ho praticamente potuto contare su eccellenti e spesso decisivi elementi come il centrale Nadir Cambrosio (trasferitosi nella pausa invernale all’Insema), il centrocampista Simone Manassi (infortunatosi al menisco) e gli attaccanti Martino Conforto Galli e Emanuele Greco, anch’essi costretti a fermarsi per diverse settimane per infortuni vari. In pratica la “spina dorsale” o l’ossatura centrale della squadra è mancata nel ritorno e anche per queste importanti defezioni non siamo riusciti ad arrivare a 20 punti che era l’obiettivo della seconda parte stagionale. Poi da maggio in poi è iniziato il periodo delle ultime verifiche scolastiche e degli esami e quindi molti ragazzi non hanno più potuto allenarsi con regolarità e costanza e partecipare alle partite.

Il punteggio “fair play” vi ha visto chiudere il campionato a 0 punti: complimenti !

Grazie! Siamo sempre riusciti ad entrare in sintonia con gli arbitri, privilegiando una costruttiva comunicazione. Poi, certo, è anche una questione di fortuna, qualche cartellino giallo per falli ci poteva anche stare, però credo che l’approccio positivo e sereno verso la competizione e verso gli avversari ha creato questa capacità di controllare e gestire le proprie emozioni e i propri legittimi momenti di nervosismo. Tante volte, tra me e me, mi sono anche detto: sono troppo bravi e gentili questi miei giocatori…! Mi rendo perfettamente conto: questo straordinario 0 punti nella casella “punti fair play” difficilmente si ripeterà in futuro !

A cosa è dovuta la pausa dall’11 maggio al 6 giugno ?

Per motivi di forza maggiore e per andare incontro alle richieste delle squadre avversarie siamo stati fermi quasi un mese: non è il massimo, si perde il ritmo, il feeling con la competizione e la concentrazione, soprattutto in un campionato con poche partite e con sole undici squadre. Le tre sconfitte finali sono anche il frutto di questa lunga pausa: i ragazzi hanno in pratica staccato la spina… al momento in cui la salvezza era matematicamente conquistata e il primo posto lontano. Tra l’altro complimenti al Sassariente campione: è stata la squadra più forte e più attrezzata!

Resti alla guida degli Allievi A anche nella prossima stagione ?

Sì, sarò ancora l’allenatore degli Allievi A: l’obiettivo è quello di provare a ritornare nel campionato A CCJL. Non sarà facile, ma ci proveremo. Cercheremo di rinforzare la squadra con giocatori mirati che possano dare un contributo prezioso. Non è però evidente trovare nuovi giocatori in quanto il bacino del Luganese offre ai ragazzi molte possibilità di scelta: l’offerta di squadre di Allievi A è molto alta rispetto al numero dei calciatori disponibili. Il Rapid, come società, come blasone, come storia –ricordiamo che siamo nell’anno del 70esimo di fondazione – e come tradizione, meriterebbe davvero di schierare una squadra in A CCJL ed una in B CCJL. Magari il FC Lugano, con il quale continua la proficua collaborazione, ci potrà dare una mano. In chiusura vorrei dire che fatico a capire la decisione della FTC di fare un campionato Allievi A con sole dieci squadre: io l’avrei portato a almeno 14 club: sarebbe molto più divertente, formativo e spettacolare.