Per fare una buona (prima impressione) non esiste una seconda possibilità.

Chi scrive, nel caso del nostro, gliene darebbe altre cento. Eppure, giuro, se ci incontrassimo per la strada probabilmente nemmeno ci si riconoscerebbe. Nessuno spot. Nessuna marchetta. Andrea Trapanese – parte integrante di quel filone di giocatori chiamati a dover sempre mostrare qualcosa più degli altri – vestirà prossimamente la maglia del FC Morbio. Facile a scriversi, la parabola discendente di un ragazzo che solo qualche giorno fa ha compiuto il suo 21esimo compleanno, sembra essere lì scritta per non dare alcun tipo di alibi: Team Ticino U18, Lugano U21, Mendrisio, Castello, Morbio. Eppure, le considerazioni si sprecherebbero e a far prendere il sopravvento a quella cosa chiamata frustrazione basterebbe pochissimo: prendere la rosa di qualche squadra di Challenge League e chiedersi il perchè di certi si ed altri no. Eterno dilemma. Soluzione al quesito, inesistente. Se però immaginiamo di poter riuscire a percepire l’energia, Andrea Trapanese lo si intuirebbe più motivato che mai.

” Abbiamo iniziato gli allenamenti già da giovedì scorso e confermo di essere un giocatore del Morbio. Ho percepito da subito la fiducia dell’allenatore, mi sono trovato bene con il gruppo e l’impressione è quella che lo staff conti su di me per il reparto offensivo di una squadra che ha giocato un buon girone di andata”.

Si è chiusa quindi anche la parentesi Castello…

” Non ho trovato spazio all’andata e sinceramente sono arrivato ad un punto che mi ha fatto un po’ passare la voglia di dover sempre lottare per il posto e soprattutto continuare a dover giocare quelle poche chances costretto a dover sempre dimostrare. In quei momenti è davvero difficile riuscire ad accettare che quei pochi minuti o quella mezza partita debbano risolversi sempre con un giudizio insindacabile nei tuoi confronti. Lascio comunque un bel gruppo ed un’ottima società con la quale mi sono trovato bene a partire dall’allenatore per il quale non posso che esprimere un giudizio positivo. “

Come sei arrivato in orange ?

” Mi hanno fatto una proposta. Avevano necessità di un secondo attaccante per il loro 4-4-2 e questa è stata per me un’opportunità colta con grande motivazione dopo aver valutato in precedenza anche la possibilità di scendere in 3^ con Vacallo o Coldrerio pur di ritrovare il piacere di giocare. Righi mi ha messo da subito nelle condizioni di sentirmi a mio agio soprattutto facendomi capire di avere grande fiducia in me. Sono molto contento e spero di riuscire ad avere continuità giocando le partite che mi sarà meritato e ripagando con le reti la fiducia che mi è stata concessa. Per me riprendere quel ritmo partita che per un motivo o per l’altro negli ultimi anni non ho potuto avere è un obiettivo immediato”.

Se non ti chiedessi come mai a tuo parere il tuo percorso di crescita non sia stato pari alle (mie) attese, rimarrei con il solo con la mia impressione….

” Anch’io pensavo che avrebbe potuto andare diversamente, ma probabilmente è anche un po’ colpa mia. Sembra che per le generazioni dal 95′ a crescere stiano soffrendo nell’affermarsi. Soprattutto chi è uscito dal Team Ticino viene visto come un privilegiato e una volta arrivato in una prima squadra si pensa che fare bene debba essere una normalità. Finisce poi che gli errori pesano molto di più rispetto a quelli degli altri che non hanno avuto una formazione d’èlite come la nostra. Sembra quasi che l’ambientazione voglia dimostrare che il calcio vero sia un’altra cosa. E’ necessario – lo dico per esperienza – avere una forza mentale superiore. Ad esempio come quella di Axel De Biasi: lui a livello mentale è riuscito ad andare oltre”.

Per un calciatore di soli 21 anni, porsi obiettivi concreti e misurabili, raggiungibili ma sfidanti, è un impegno da prendere seriamente: l’obiettivo spinge oltre le Colonne d’Ercole dei propri limiti. Andrea Trapanese lo sa benissimo. La nuova sfida è già iniziata.

Fotografie archivio CHalcio.com