Fra le tante iniziative delle varie Federazioni, va dato merito a quella di sensibilizzare le famiglie dei ragazzi sul delicato tema dell’alimentazione. Non è solo svizzero l’esempio specifico che sembra aver trovato sufficiente cassa di risonanza. C’è un tema altrettanto importante che invece non pare trovare molti consensi e riguarda l’alimentazione legata all’idoneità per poter dirigere partite di calcio.

Come i ragazzi superano dei test per ricevere l’idoneità medica per la pratica sportiva, anche gli arbitri dovrebbero superare dei test. Ci è capitato di recente di vedere all’opera diversi arbitri dirigere partite di Allievi A e B senza muoversi dal centro di metà campo a causa di una struttura fisica che non consente loro più di cento metri di corsetta in novanta minuti.

L’occasione ci è data dalla mail ricevuta da un gruppo di ragazzi che sottoponevano alla nostra discrezionalità il giudizio nei confronti dell’idoneità di arbitri palesemente obesi ed impossibilitati a seguire il ritmo di una partita di 18enni.

Domanda giusta e legittima. Risposta da girare a chi si occupa di valutare e concedere l’idoneità agli arbitri. Effettivamente l’osservazione non sembra priva di ragione. Ne vogliamo discutere?

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