Non è per niente facile essere allineati con le logiche di menti differenti dalla propria. La lodevole campagna anti violenza delle Federazioni – quella che ad esempio ha consigliato alla FTC di creare un gruppo di lavoro – sembra però poco incisiva. Specie se gli arbitri sono i primi ad offendere la dignità dei ragazzi.

Un bruttissimo episodio, durante una partita di Allievi B ha nuovamente riportato alla luce vecchie questioni mai risolte. Sarebbe semplice liquidare la notizia senza entrare nello specifico. Trattandosi di minorenni (mal)trattati da adulti è meglio limitarsi al fatto: un attaccante prende a sberle un portiere.

Il direttore di gara vede e non interviene. Con arroganza impropria ritiene che già in svantaggio di tre reti, la squadra dell’attaccante sarebbe stata ulteriormente penalizzata da un’espulsione. Tutto questo può sembrare banale, ma il recidivo arbitro che circola sui campi del Ticino senza riuscire a far rispettare le regole di buona condotta sarà ben difficile che a sua volta venga rispettato.

Tanto più se in gioco ci sono i sentimenti di chi – pur offeso di fronte a tutti dalla sberla ricevuta – mantiene la calma e non reagisce.

Si attendono seri provvedimenti – almeno da parte della società – nei confronti del proprio tesserato. In caso contrario, continuiamo pure a fare i finti moralisti di scuole di calcio. E di vita.