Denis Zakaria – © Borussia Mönchengladbach

Ogni settimana, l’Associazione Svizzera di Football (ASF) nomina, attraverso il suo sito web ufficiale football.ch, il calciatore elvetico che più si è messo in luce nel corso del turno del weekend appena andato agli archivi

Il particolare riconoscimento è toccato questa volta a Denis Zakaria, 22enne centrocampista del Borussia Mönchengladbach, titolare e autore della rete d’apertura nel match che ha permesso alla sua squadra di approfittare del passo falso del Bayern Monaco e di balzare in vetta alla graduatoria di 1. Bundesliga, proprio in concomitanza con la sosta dedicata alle selezioni nazionali.

Formatosi al Servette, ha in seguito vestito la maglia dello Young Boys prima di sposare la causa dei Fohlen, di cui è elemento integrante dall’estate del 2017. Il portale online della Federazione calcistica rossocrociata lo ha dunque intervistato, ponendogli come vuole la prassi cinque questioni. Eccole, con relative risposte, nel dettaglio.

Il momento attuale – «È molto positivo, ma occorrerà rimanere concentrati e fare di tutto per continuare in questa direzione, sia sul piano collettivo che individuale. Siamo appena a ottobre, il campionato è ancora lungo e nulla è ancora deciso, evidentemente. Per ora, lo vediamo come un bonus, ma non “alzeremo la cresta” per ciò. La classifica è serrata, tutto può ancora accadere».

La fiducia – «Effettivamente è così. Con Yann Sommer, Nico Elvedi e Breel Embolo, arrivo in nazionale con il pieno di fiducia nei miei mezzi. Ci sono delle onde positive da condividere con i nostri compagni di squadra e speriamo di avere successo. Ma la partita con l’Irlanda non sarà semplice. Tutti dobbiamo essere focalizzati sullo stesso obiettivo per conseguire un buon risultato».

Il ruolo di leader – «Non è proprio così, ma si sento un elemento che conta, questo sì. Mi sento bene. Poi, è chiaro che non sono lo stesso dei miei inizi, non sono più “il piccolo giovane”. Se ci sono delle cose da dire, lo faccio. Ma tengo a sottolineare che il nostro ambiente di squadra è eccellente. Con lo staff e con i giocatori ci si sente come una famiglia».

La crescita – «È lineare. Dopo il campionato svizzero, ho dovuto adattarmi alla Bundesliga e il mio gioco ne ha beneficiato. In parallelo, ho giocato molti incontri con la nazionale, dove ho accumulato esperienza. È sempre un orgoglio e un onore quando vengo chiamato per vestire la maglia della Svizzera. Abbiamo una squadra molto importante. Si può dire che essa mi aiuta a crescere nel mio club e che il mio club mi aiuta a essere competitivo in nazionale. È un misto. Di più, quando ho iniziato, ho potuto beneficiare dell’esperienza dei veterani come Gelson Fernandes o Johan Djourou. Ciò è stato veramente incredibile».

Gli obiettivi per la stagione 2019-2020 – «Prima di tutto, rimanere in salute ed evitare gli infortuni. Inoltre, avere successo nel mio club di appartenenza, come è il caso attuale, e con la selezione nazionale. Il nostro obiettivo è veramente partecipare ai Campionati Europei. Per un calciatore, questo genere di competizioni è qualcosa di pazzesco. Faremo di tutto per qualificarci».