Da qualche stagione il Chiasso ci ha abituati ad un campionato di assoluta lotta per….non retrocedere in Prima Promotion.

A volte qualche bella partita e bella vittoria, poi si spera ma tutto torna come prima. Sempre in bilico, non esistono allenatori che restano in società più di una stagione, qualcuno anche meno.

I nuovi mister che iniziano in estate la preparazione lo fanno con entusiasmo ma alla fine (se ci arrivano) vengono licenziati anche se salvi e, secondo le varie dichiarazioni lasciate da loro stessi, non l’hanno presa molto bene su come è andata a finire, vedi Baldo Raineri, chiamato per ben due volte a salvare il Chiasso riuscendoci ma poi licenziato, e Andrea Manzo.

Naturalmente i mister sono i primi a rimetterci quando le cose non vanno bene, ma questo per quanti mister è valso? Tutti. Allora ci domandiamo, c’è qualche motivo di fondo? O è una procedura normale cambiare i mister ogni anno?

Davvero peccato, loro erano due buoni allenatori, chiaramente diversi ma con i quali si sarebbe potuto creare un progetto duraturo, con un punto di partenza, un anno 0. O forse no.

Brutta frase, “anno 0”. Difficile vedere il seguito di un anno 0, a Chiasso, perlomeno negli ultimi tempi, sembra sempre l’anno 0. Normalmente, una volta definito un progetto, obiettivo e la sua durata, più persone, accuratamente scelte, lo portano avanti fino a raggiungere l’obiettivo, ma tutto questo non succede.

Come in ogni azienda che si rispetti, i dipendenti e i manager che ci lavorano da molto tempo creano esperienze, procedure affidabili e fanno da mentori ai nuovi arrivati, può persino succedere che si collabora con la stessa azienda da decenni. Questo crea affidabilità, crea fiducia nei tifosi, crea attrazione per la società e amore per la maglia.

A Chiasso invece cosa succede? Molte persone che vanno e che vengono ogni stagione, sempre diversi, come può la società creare fiducia verso i suoi sostenitori?

A questo punto ci chiediamo, che destino hanno i mister, i giocatori e molte altre persone che arrivano a Chiasso? Non lo sappiamo ma la domanda è lecita perchè stiamo cercando di capire cosa fa 1+1 e arriva perché tutto ciò crea preoccupazione per i propri tifosi e per gli appassionati di calcio ticinesi.

Ci piacerebbe essere smentiti con i fatti ed esserci sbagliati, ma un cosa è certa, lo stato attuale è che tutto ciò è il risultato delle scelte che sono state fatte finora e di questo si deve prenderne la responsabilità senza addebitare la colpa ad altri (mister e non solo), come spesso e facilmente succede in ambito sportivo.

Ci piace dire “se fai le stesse cose otterrai gli stessi risultati, se fa delle cose diverse raggiungerai obiettivi diversi”.

Il nostro augurio è che il Chiasso possa fare un campionato interessante, emozionante e che anche i suoi tifosi possano andare al Riva IV consapevoli che la propria società farà di tutto per divertirli e noi di Chalcio.com ci auguriamo di raccontare una storia diversa dalle altre sulla stagione a venire della squadra momò.

Dulcis in fundo, è chiaro che il principio di fondo di questo articolo non vale solo per il Chiasso, se vuole chi legge potrà farsene un’idea rispetto alla propria situazione sportiva.

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