Il Lugano mette fine alla serie negativa di sei sconfitte filate. L’1-1 contro il Thun premia i bernesi oltre i propri meriti. Abascal debutta con un pareggio

Pronti, via e i bianconeri spazzano ogni dubbio sulle proprie capacità. La potente incornata di Junior su punizione di Mariani manda subito in visibilio Cornaredo per un vantaggio che i padroni di casa porteranno in porto al quarantacinquesimo minuto. Oltre a ciò, v’è da segnalare una clamorosa traversa colpita da Janko: qualche centimetro più in basso e il pallone sarebbe entrato. Quello che piace però alla gente accorsa è l’atteggiamento dei ragazzi. Vogliosi di dimostrare il valore che non possono aver perso in un batter d’occhio, hanno dominato la contesa senza lasciare alcunché al Thun, che non ha mai tirato in porta nel corso della prima frazione. La sicurezza è un altro aspetto che risalta nella gradevole serata luganese. Ogni passaggio non è campato in aria e ogni azione ha una sua base.

La differenza tra la prima, ottima, parte e la seconda sta nel fatto della condizione fisica e atletica. E poi ci sta l’uscita di Junior, che ha complicato la partita. Gli ospiti, come loro consuetudine nelle ultime uscite, non creano molto, ma attendono l’errore dell’avversario. È accaduto contro il Lucerna ed è successo anche oggi. Siamo all’82’ e quando tutto fa presagire a un debutto da sogno per mister Abascal ecco la frittata. Il solito errore difensivo permette agli avversari di turno di conquistare qualche punto in quel di Cornaredo. L’episodio fa abbastanza male, in quanto sul tiro dal limite Kiassumbua si distende molto bene, la difesa non reagisce come il neo-entrato Nino Da Silva che, grazie anche a una leggera deviazione, sigla l’immeritato pari. Di positivo c’è la fine della serie di battute d’arresto filate. Questo piccolo punticino muove la classifica (seppur di poco) e, pur non infondendo sicurezza dal punto di vista numerico, lo fa per ciò che concerne l’atteggiamento, decisamente migliorato rispetto alle ultime deleterie partite.

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