Guillermo Abascal – © Ascoli Calcio 1898 FC SpA

Guillermo Abascal, ex tecnico di Chiasso e Lugano, è stato ufficialmente presentato quale nuovo allenatore della Primavera dell’Ascoli

Al giovane andaluso, 30 anni, è stato affidato il compito di guidare i giovani elementi marchigiani che intendono fare il grande salto verso la Serie B. Ecco le parole dell’ex condottiero rossoblù e bianconero pronunciate nella conferenza stampa di presentazione del settore giovanile del club:

«Ringrazio Gianluca [Ciccoianni, azionista dell’Ascoli, ndr] e tutta la Società. Ho avuto subito la sensazione che potevamo guidare la stessa macchina sulla stessa strada. Ringrazio tutti i tecnici qui presenti per la collaborazione, fin dal primo giorno abbiamo fatto un lavoro molto importante. Dopo il pranzo con Tosti e Ciccoianni in centro città mi sono subito reso conto cosa significhi lavorare in una piazza come quella di Ascoli. Vogliamo dare un segnale alla città e vogliamo dare un’identità all’Ascoli Calcio che sia di riferimento in tutta Italia. Per un allenatore spagnolo non è semplice arrivare in Italia, mi è sempre piaciuto il calcio del vostro Paese e come si lavorava fin dalla base. Sono giovane, ho 30 anni ma faccio l’allenatore da quando ho 19 anni, da quando ho smesso di giocare. Ho lavorato anche in Svizzera con molti tecnici italiani. Sono soddisfatto di come siamo stati accolti io e i miei collaboratori, dalla città e dalla Società. Vogliamo portare i nostri giocatori dalla base alla Serie B, lavorerò 24 ore su 24 per portare più giocatori possibili in prima squadra e nell’élite del calcio professionistico. Tutte le squadre giocheranno con lo stesso modulo? Per me sarebbe un errore, vuol dire che non riusciamo a comprendere le qualità dei nostri giocatori. Per me il calciatore e le sue caratteristiche vengono prima del modulo. Non vogliamo assolutamente limitare il talento dei nostri ragazzi. Sono importanti l’identità e i principi di gioco, con squadre aggressive che mantengano il controllo della partita. Ho imparato l’italiano in Svizzera, lavorando in Ticino ho potuto imparare subito la vostra lingua. Non ho fatto fatica ad imparare l’italiano perchè ho sempre sognato di venire a lavorare in Italia e ho sempre pensato in italiano. Ho visitato anche la vostra città, le piazze, veramente un posto bellissimo, ho visto pitturare i ponti per la Quintana e ho partecipato anche alla Notte Bianca. Ci siamo trovati sempre bene, Ascoli mi ricorda molto il centro storico di Cadice».

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