Si, dovrebbe essere una linea di comportamento, un obiettivo da inseguire, uno stile di allenare, un modo per aiutare i ragazzi nella loro crescita..ma quanti lo fanno?

Partiamo da un piccolo esempio, ma perchè i giocatori simulano?

Mi viene spontanea una domanda, in questo modo sono onesti?

Possibili risposte:

  • Cosa vuoi che sia, per una simulazione..
  • Non credo che per essermi buttato a terra io sia disonesto
  • L’ho fatto una volta sola
  • Fa parte dello sport
  • Sbagliano gli arbitri e per recuperare devo fare qualcosa anche io
  • E altre…

Ok, che ne dite degli allenatori o dirigenti delle giovanili che dicono di buttarsi ai propri allievi? O di stare per terra il più possibile? In questo modo i ragazzi imparano che si può fare qualcosa fuori dalle regole, che si può infrangerle. Cosi come nello sport anche nella vita, poi ci auguriamo che non rubano i portafogli sul bus o altro di peggio, quando diventano più grandi.

Classica risposta “Ma lo fanno tutti”, già è vero. Me lo dimenticavo. E allora perché lo fanno tutti si deve seguire la grande massa… Ma seguiamo la logica.

Gli educatori dei bambini e dei ragazzi sono le persone che insegnano loro la vita, vale a dire i genitori, gli allenatori, gli insegnanti, i nonni, all’asilo.

Se ognuna di queste persone chiede al bambino di fare anche una volta sola un gesto “disonesto” questo diventa acquisito. Da grandi qualche ragazzo capisce in tempo che “non si deve fare”, qualche altro non ci riesce e rimane coinvolto in una serie di situazioni sempre peggiori, che vanno dal rubare, al bullismo, alle droghe, ecc.., e questi ragazzi difficili li troviamo anche nelle società sportive, nelle quale forse non riescono ad integrarsi o a non rispettare le regole, oppure saranno ritenuti “casi sociali” o “casi difficili“.

Rimaniamo in ambito calcistico, prendiamo Roberto Baggio e Maradona. Due grandi personaggi, due grandi campioni con la palla tra i piedi.

Purtroppo uno dei due ha segnato ad un mondiale con una manina alzata, non è molto educato, spesso insulta avversari, si è drogato, e attualmente non sta bene di salute.

L’altro, grande carriera, grande sofferenza e dolori fisici, maestro con la palla e di vita. Ha creato un discorso da brividi in televisione a favore dei ragazzi, si è staccato dalla propria Federazione quando ha capito che non si lavorava a favore dei giovani ed è coinvolto in vari eventi a favore dei piccoli calciatori.

Ditemi, chi è l’onesto e chi è il meno onesto. Gli esempi potrebbero essere migliaia.

Un altro esempio, un campione fuori dal mondo, Roger Federer. Qualcuno lo ha sentito insultare o giudicare male altre persone, cercare di fregare l’avversario, di insultare l’arbitro? Sembra che quando passi lui, stendano un tappeto rosso, perché è rispettato da ogni sportivo di qualsiasi altro sport, in ogni partita che gioca l’80% del tifo è per lui.

Come mai?

Ora, restiamo in Ticino e mi rivolgo ad ogni personaggio coinvolto nel calcio, soprattutto con i giovani. Cerchiamo di far imparare loro l’onestà nello sport, e saranno onesti anche nella vita, quello che apprendono dai loro allenatori potrebbe essere, in alcuni casi, più potente di quello che dicono i genitori, e se i pareri combaciano diventa un ottimo lavoro, se il messaggio che si passa è positivo. Non sono sicuro se i messaggi mandati dai mister saranno tutti recepiti dai ragazzi, di sicuro meglio che siamo onesti che disonesti, basta iniziare dalle piccole cose.

Potrebbe sembrare poco importante, ma un messaggio mandato dagli allenatori ai ragazzi riguardo l’onestà, rinforzato ogni qualvolta che si entri nell’argomento, nel gesto tecnico, nel situazionale, sarà di grande aiuto e in questo modo possiamo imprimere loro dei valori estremamente importanti che inconsciamente si troveranno a fare in modo automatico da grandi.

E dobbiamo farlo anche se da altre fonti, genitori, nonni, insegnanti potrebbe arrivare un messaggio contrario. Saranno poi i ragazzi a decidere, cammin facendo nella vita.

Spesso si legge nei social, tramite vignette e/o messaggi, che i giovani di oggi non sono più come una volta. Personalmente credo che non riguarda tutti ma è vero, e diciamocela e guardiamoci allo specchio, perché i bambini non fanno altro che imparare ciò che fanno gli adulti, nel bene e nel male. Non imparano solo i gesti, ma anche le paure, gli atteggiamenti e gli esempi.

Sono spesso sui campi di calcio, e purtroppo, ultimo sentito ieri pomeriggio, stai giù che finisce il primo tempo (il giocatore invece si è alzato), devi cadere che fischia il rigore (non è caduto)…, meno male che in questo caso chi era in campo si è dimostrato estremamente onesto e spero davvero che si vada sempre più in questa direzione.

Facciamo un altro esempio, questa volta extra-calcistico. Passaggio pedonale, semaforo rosso, tutti fermi ma voi passate ugualmente, di fianco a voi c’è un ragazzo che vi osserva. Come si comporta secondo voi? Se ha avuto, nella sua vita, un tipo di insegnamento non vi segue, se non lo ha avuto vi segue, e se questa volta attraversa la strada con voi adulto non ci saranno problemi, se deciderà di attraversare la strada con il semaforo rosso da solo, dobbiamo solo sperare che non finisca sotto un’auto con l’autista che ha il sole in faccia, che legge il cellulare o che è addirittura ubriaco.

Buon lavoro a tutti.

Walter Savigliano Direttore di Chalcio.com