Yann Sommer – © Twitter Borussia Mönchengladbach

Vincendo solo 4-0 contro l’assai modesta e semi-professionista Gibilterra, la Svizzera ha riscattato il mezzo passo falso compiuto in Irlanda, dove si era lasciata sfuggire una vittoria in maniera incredibile

Al termine di questo doppio confronto di qualificazione alla prossima edizione dei Campionati Europei, il Blick ha voluto «tastare il polso» all’estremo difensore rossocrociato Yann Sommer, 30 anni e indiscusso numero uno del Borussia Mönchengladbach, il quale è finito sul banco degli imputati nella nefasta serata di Dublino per non essere uscito dai suoi pali e non aver di conseguenza contrastato l’avversario che ha insaccato la rete del definitivo pareggio.

L’Irlanda e Gibilterra – «Nel corso della settimana ci sono stati un paio di eventi extra-calcistici che avremmo preferito evitare. Come squadra, abbiamo cercato di soprassedere. Sono situazioni che abbiamo vissuto spesso solamente negli ultimi anni. Tutti dobbiamo percorrere una via comune e guardare in avanti».

Il futuro – «I miei pensieri sono sempre molto positivi. All’interno del gruppo vedo che c’è una relazione importante tra i vari elementi».

Il ruolo di capitano – «La mia opinione a riguardo è chiara: Vladimir Petković ha decretato e definito una gerarchia dopo i Mondiali. Stephan Lichtsteiner è il capitano e Granit Xhaka il suo vice. Tutti ne sono a conoscenza. Perciò, non occorre nemmeno commentare. Per contro, è normale che, quando si ritrovano i 20-30 migliori calciatori di un Paese che nei loro club forniscono ottime prestazioni e magari indossano la fascia di capitano, si parli di tutto ciò. È assolutamente normale. Ultimamente, è però stato un aspetto che mi ha un po’ snervato. Il dibattito non esiste. Alla fine, è il mister a decidere».

Xherdan Shaqiri – «Non voglio parlare dei giocatori che non sono presenti. Stephan Lichtsteiner è un buon capitano e Granit Xhaka è un buon vice. Non è vero che l’assenza di Xherdan sia stata voluta per un dissidio con il tecnico. Sono cose di cui non dobbiamo parlare, in quanto sono solamente chiacchiere».

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