Domenica pomeriggio, Anthony Mossi e la sua nazionale, la Repubblica Democratica del Congo, si sono qualificati per la prossima edizione della Coppa d’Africa

L’edizione numero 32 della manifestazione del Continente Nero avrà luogo in Egitto tra il 21 giugno e il 19 luglio prossimi. Uno dei protagonisti sarà sicuramente il portiere titolare del Chiasso, Anthony Mossi. Per celebrare questo suo importante momento, ci siamo rivolti a Nicola Muto (nella foto), uno dei preparatori dei portieri rossoblù, che ci ha spiegato come si vive la quotidianità con un estremo difensore che viaggia spesso con la sua selezione nazionale.

Come ci si sente ad allenare un portiere che viene regolarmente convocato nella propria selezione nazionale? Gli viene riservato un “trattamento speciale”, oppure viene considerato al pari degli altri?

Attualmente a Chiasso abbiamo 4 ottimi portieri e dobbiamo essere sinceri: ognuno di loro ha un trattamento differente dall’altro. I carichi fisici, i dettagli tecnico-tattici e le differenze di impegno creano sempre un programma personalizzato ad hoc. Tanto più Tony, che domani (quest’oggi, ndr) tornerà dopo un lungo viaggio, sicuramente farà un lavoro aerobico estensivo che gli permetterà di essere muscolarmente pronto per gli allenamenti futuri. In questa fase della stagione si predilige più un lavoro sulla qualità rispetto alla quantità“.

La Repubblica Democratica del Congo si è qualificata alla Coppa d’Africa, superando all’ultimo turno la Liberia. Nel girone di qualificazione, Anthony Mossi è stato titolarizzato tre volte su sei. Cosa significa per un allenatore dei portieri vedere il proprio protetto indossare la maglia della sua nazionale?

Vedere un giocatore che va in nazionale è un traguardo importante, a volte può portare a distrazioni, ma Mossi è stato sempre bravo a rimanere concentrato per il Chiasso. Sull’aspetto mentale siamo sempre molto attenti“.

A soli 24 anni, Anthony Mossi è l’indiscusso numero uno del Chiasso. Come valuta la sua progressione qualitativa e quantitativa dal 1° luglio 2017 (momento in cui è arrivato al Riva IV) sino ad oggi?

Una nota di merito va alla società, brava a vedere un prospetto interessante e, ci tengo a sottolineare, bravo anche Lorenzo Colombo (altro allenatore dei portieri qui a Chiasso con me) a credere e a lavorare tanto su di lui. Tony è migliorato molto, ha una tecnica tutta sua e la sua potenza muscolare gli permette di fare parate spettacolari. In questa annata stiamo cercando di introdurre alcuni aspetti tattici e definirne altri rispetto al gioco con la squadra… è un lavoro difficile, ma che con l’andare del tempo sta portando a molti risultati“.

A Chiasso la politica dei giovani è uno dei punti base sul quale la società fa affidamento. A tal proposito, ritiene che sia più facile allenare giornalmente un estremo difensore di 24 anni come Mossi oppure un portiere esperto?

Ad oggi abbiamo Mossi (classe 1994), Bellante (1995), Guarnone (1999) e Candeloro (2000). Tutti e 4 i nostri portieri hanno prospettive interessantissime. Venerdì abbiamo giocato con il Milan e si sono visti i risultati: sono stati impegnati tutti e tre e tutti e tre hanno fornito ottime prestazioni. Questo cosa significa? Lavorare con i giovani ha un primo aspetto importante: la pazienza, accettare gli errori e modulare le pretese su ciò che si è allenato. Il processo potrebbe essere più lungo di quello che si pensa, purtroppo (o per fortuna per chi ce l’ha) l’esordio di alcuni giovanissimi in porta crea su altri aspettative spesso disattese. Parliamo di casi… il più delle volte l’età giusta è quella di Tony, ossia 23-24 anni. Lavorare con portieri di una certa età è sicuramente più facile perché la programmazione della stagione ha già molti punti di riferimento, ovvio che poi ci vuole il rispetto dei ruoli da parte del giocatore e la disponibilità dell’allenatore“.

Crede che in un futuro non troppo lontano, Mossi potrà calcare palcoscenici diversi da quelli attuali, ad esempio assaporando con una certa regolarità l’atmosfera della Super League?

Credo proprio di sì, Tony è un atleta serio, disponibile e sempre pronto ad accettare consigli. Le sue prestazioni e le sue potenzialità lo posizionano sicuramente ad un livello più alto dell’attuale… Attenzione, però. Ad oggi la strada per la salvezza è ancora lunga e tutto quello che abbiamo detto dovrà essere confermato dai fatti. Non riuscire nell’obiettivo di squadra potrebbe sminuire anche le prospettive dei giocatori“.

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