Oltre alla complicata situazione di classifica, il Chiasso deve anche confrontarsi con il malumore dello sponsor tecnico, la Miracle Kill

A riferire la notizia è stata Serena Bergomi nell’edizione di TG Sport, andato in onda ieri sera su TeleTicino.

Per fare un quadro preciso della situazione dobbiamo riavvolgere il nastro: il 1° dicembre 2017, l’allora Presidente rossoblù Antonio Cogliandro sottoscrive un accordo con Jet Win, compagnia che gestisce Miracle Kill Miracle Sport, per la fornitura del materiale tecnico della prima squadra.

All’interno del contratto venne stabilita la fornitura anche per quel che concerne il settore giovanile, il quale fa però riferimento al Raggruppamento della zona. Il Comitato, non avendo avallato la scelta, si è così trovato con una cifra imponente a cui far fronte.

La storia non finisce però qui: la merce giunta a destinazione risultava infatti difettosa e, una volta rispedita al mittente, ci si accordava verbalmente per avere uno sconto sulla prossima consegna.

A metà marzo, il Chiasso, non soddisfatto delle prestazioni fornite dall’azienda, decide di rescindere unilateralmente l’accordo, inserendo una penale pari a 40’000 €. La risposta di Jet Win non si fa attendere. La ditta replica, affermando che la squadra continua a utilizzare il materiale fornitole e che, qualora ci fossero state delle incongruenze, esso sarebbe dovuto essere rispedito entro otto giorni dal ricevimento, un fatto che è avvenuto oltre tale periodo.

L’azienda in questione ha dunque deciso di diffidare il Chiasso e imporgli il pagamento di una penale. I motivi principali sono: l’ingente multa comminata al direttore generale Nicola Bignotti e allo speaker dello stadio, la mancata comunicazione (con relativi danni d’immagine) del prestigioso test amichevole con il Milan e la chiusura dello Store ufficiale rossoblù durante gli incontri casalinghi. La cifra complessiva si aggirerebbe sui 150’000 €.

Dulcis in fundo, la richiesta del pagamento di 30’000 € per la fornitura (inizialmente a titolo gratuito) del nuovo tabellone LED del Riva IV. Le domande che ci si pone, chiude il dettagliato servizio, sono principalmente due: chi pagherà tutto ciò? E quanto influirà sull’ottenimento della licenza di gioco per la prossima stagione?