Casualmente, ho avuto l’opportunità di seguire diverse partite di Premier League durante il periodo natalizio. Un amore a lungo generoso di aspettative quello con il calcio inglese. Una folgorazione iniziata da ragazzino quando oltre al calcio svizzero ho alimentato le mie illusioni comprando “Shoot” e le figurine Panini della serie Euro Football. Fine anni ’80 e da un amore all’altro un sogno per quel numero 7 stampato sulla maglia rossa di Kevin Keegan prima e di Kenny Dalglish poi.

Il ritorno di fiamma – dicevo, quasi per caso – e la coincidenza di veder giocare l’Hull City, squadra sul fondo della classifica che pratica un calcio senza speculazione e squadra vera che per nessun motivo accetta di sentirsi inferiore alle altre. Come già scritto la scorsa settimana dal prezioso collega Pierluigi Giganti, Eldin Jakupovic – ex nazionale U21 – è tornato a farsi bello a suon di prestazioni, ultima delle quali nei 90 e passa minuti che hanno permesso alle tigri di conciare per le feste un Liverpool già segnalato in evidente crisi di idee proprio a cavallo con il nuovo anno solare.

In lotta disperata per mantenere il posto nella categoria l’Hull City è oggi al bivio della propria stagione e Jakupovic ne ha tenute in vita le speranze candidandosi ad un finale di stagione con più di una promessa. Tenuta inviolata la propria rete sia contro lo United (0-0) che contro il Liverpool (2-0), Eldin Jakupovic ha soffiato il posto allo scozzese David Marshall ed ha beneficiato dell’esonero di Mike Phelan, scaricato dal club dopo la sconfitta contro il West Bronwich. Il conseguente arrivo del portoghese Marco Silva che la stampa britannica ha subito ribattezzato il “nuovo Mourinho”, ha spianato la strada a Jakupovic  che ha sottolineato tra l’altro l’impatto mentale dato alla squadra dal nuovo allenatore.

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