Lo si era visto in Svizzera per l’ultima volta nel 2009, in prestito al Grasshopper.

Poi, un girovagare senza arte né parte che l’aveva restituito alla Lokomotiv di Mosca e condotto in Grecia a difendere le maglie di Olympiakos Volos e Aris Salonicco.

Nel 2012 il ruggito delle Tigri, un richiamo inglese irresistibile per il nativo di Kozarac. L’Hull City lo adotta, tra un doppio prestito andata e ritorno nella capitale, al Leyton Orient.

Gli “amber and black” sono uno yo-yo team, rimbalzano tra Premier e Championship. Eldin non fa molto meglio, un po’ secondo portiere, un po’ terzo.

Trentanove presenze in tutto nella squadra dello East Yorkshire, quasi la metà nelle coppe nazionali. Fino a quando arriva la partita numero quaranta: dopo un paio di esibizioni convincenti in Premier, il tecnico portoghese Marco Silva lo lancia allo sbaraglio a Old Trafford, il Teatro dei Sogni.

E a casa Manchester United, il sogno del trentaduenne diventa realtà. Jakupovic tiene a bada undici Diavoli Rossi, dai nomi roboanti. Ci prova Ibra, tenta Pogba, azzarda Mata, ma non c’è nulla da fare. Davanti a loro c’è un muro, guantoni reattivi e colpo di reni bruciante.

Lo United si accontenta dello 0-0, l’Hull City inanella un punto di speranza verso un improbabile salvezza.

Per tutti gli amanti del Chalcio importa soltanto una cosa: è tornato Eldin!

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