Granit Xhaka – © Twitter Arsenal FC

La partenza del 33enne difensore centrale Laurent Koscielny in direzione Bordeaux ha aperto le strade a Granit Xhaka, nuovo capitano stagionale dell’Arsenal

Dopo la prima giornata di campionato, il 26enne centrocampista della nazionale rossocrociata ha confidato le sue sensazioni in un’intervista rilasciata a Etienne Wuillemin, giornalista di CH Media, apparsa sul portale online watson.ch.

L’esordio in campionato – «Sono molto contento della vittoria in casa del Newcastle. Non era affatto scontata. Però, siamo stati dominanti. Questa buona partenza ci dà fiducia e anche speranza in vista delle prossime settimane».

La nuova stagione – «Ho sempre tantissima voglia di calcio! In vacanza ho potuto recuperare le forze. In più, la squadra si è allenata molto bene, ci siamo potuti preparati nelle migliori condizioni. Ho pensato spesso: “Finalmente adesso si ricomincia!”».

La fascia di capitano – «È un sogno per il quale ho sempre lavorato duramente. È una ricompensa per le prestazioni fornite per il club, ma anche una responsabilità per me come persona».

Il “gruppo di capitani” – «Al momento, siamo tre giocatori con questo onore, io, Mesut Özil e Nacho Monreal. Guidiamo il gruppo tutti assieme. Diciamo che io sono il “capitano numero 1”. La fascia cambia attore soltanto a causa di infortuni, squalifiche o assenze».

La scorsa stagione – «Prima dell’inizio mi ero posto dei chiari obiettivi da raggiungere. Per me era ad esempio importante migliorare la qualità nel passaggio e prendere qualche rischio in più. Inoltre, volevo prendermi più responsabilità sulle situazioni da palla inattiva. Si può affermare che la nostra stagione, con il raggiungimento della finale di Europa League e il quinto posto in campionato, sia stata positiva. D’altro canto, se lotti per un posto in Champions League e alla fine lo perdi a causa di alcune sconfitte assurde, non si può dire di essere contenti».

La sconfitta in finale di Europa League – «Ripensandoci, mi fa ancora male, non è semplice digerirla. Per me, questa finale è stata il punto forte della mia carriera. Di conseguenza, anche dopo parecchie settimane fa male non aver conquistato il titolo».

Gli obiettivi – «Già la scorsa stagione siamo stati sempre vicini alla vetta. Contro le squadre più deboli abbiamo però perso troppi punti, alla fine rivelatisi fondamentali. Non c’è dubbio che dobbiamo migliorare in questo tipo di incontri. Se ci riusciremo e gli altri lasceranno per strada qualche punto, allora entreremo in corsa per un posto in Champions League. Perciò, il quarto rango è il minimo, poi è sempre possibile compiere un salto verso l’alto».

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