La situazione che sta vivendo l’FF Lugano 1976 non è affatto semplice. La Sezione Cantonale della Migrazione (SEM) ha di fatto rispedito negli Stati Uniti la maggior parte della ragazze statunitensi che speravano in un futuro florido nel nostro Cantone

Con una serie di interessanti e approfonditi tweet postati sul proprio account personale, la società bianconera ha tenuto a precisare che la storia è lungi dall’essere risolta e che, giustamente, ogni giorno che trascorre senza ricevere un riscontro da chi di dovere è perso:

«L’aggiornamento che vi diamo consiste nel fatto che la nostra squadra si trova in una situazione particolare, che include l’Ufficio della Migrazione e la Federazione calcistica elvetica.

Una parte ci spiega che le giocatrici americane necessitano del permesso di lavoro, mentre l’altra considera la Lega amatoriale e quindi senza obbligo di un permesso di lavoro.

Questo ci mette in seria difficoltà, in quanto la maggior parte delle nostre ragazze proviene dagli Stati Uniti per studiare e giocare.

Forse per i prossimi mesi non riceveremo una risposta. Mentre queste organizzazioni tentennano nel prendere una decisione, la nostra squadra non ha altre opzioni se non quella di portare le ragazze Under 18 in prima squadra.

Per le nostre giovani dell’Academy è un’enorme opportunità per giocare al più alto livello. Tuttavia, speriamo che una decisione venga presa il più presto possibile. Ogni giorno in attesa sta interessando tanti membri della società.

Siamo nel 2019 e in Svizzera si sta ancora discutendo se lo sport femminile è da considerare professionistico. Mentre un dialogo è necessario, è una domanda che dovrebbe avere una ovvia risposta.

È giunto dunque il momento, per la Federazione calcistica elvetica e per la Svizzera in generale, di prendere una decisione. Perché attendere?».

Il messaggio si chiude con un eloquente e significativo Hashtag, #ForzaLugano. La volontà e la sincerità da parte del club c’è sempre stata. Ora, come richiesto, chi di dovere deve fare chiarezza. Al più presto. Perché un giorno senza una decisione significa, purtroppo, un passo ulteriore verso la sparizione definitiva della società femminile bianconera.