L’unico quarto di finale chiusosi ai calci di rigore premia oltremodo gli zurighesi, che avanzano in semifinale senza meritare

La previsione di mister Tami era più corretta che mai: contro il Grasshopper non sarà una bella partita. Più che una previsione pareva essere una profezia che, come il cacio sui maccheroni, è giunta puntuale nella gelida serata luganese. È così che la prima frazione scivola via senza particolari sussulti e si chiude con un canonico risultato di parità. Lo zero a zero rispecchia ciò che si è visto in campo. Il Lugano, malgrado non stia disputando un incontro eccelso, prova a manovrare, ma contro i biancoblu di Yakin fare gioco è pressoché impossibile, in quanto le Cavallette rimangono rintanate negli ultimi 30 metri difensivi per poi ripartire in modo repentino (un po’ come era accaduto in settembre, quando i confederati si erano imposti 3-0). Le statistiche dei primi quarantacinque minuti dicono zero tiri a tre, di cui zero (!) per parte in porta: una vera desolazione per lo scarsissimo pubblico presente.

I 1’590 accorsi allo stadio vedono dei padroni di casa rigenerati dalla pausa e costantemente all’attacco nel corso della ripresa. Un po’ d’imperizia, unita alla consueta imprecisione, non consentono ai bianconeri di chiudere la pratica entro i novanta minuti regolamentari. Gli ospiti, come tradizione vuole dal cambio di panchina di inizio stagione, sono più guardinghi che mai e non si fanno vedere la benché minima volta dalle parti di un Da Costa inoperoso. Non che Lindner abbia dovuto compiere interventi miracolosi, tutt’altro. Almeno, è stato impegnato sotto l’aspetto dell’attenzione. I supplementari sono la logica conseguenza di una partita per niente spettacolare, in cui il protagonista principale è l’arbitro Bieri, che punisce i ticinesi al minimo intervento, lasciando correre alcuni episodi discutibili a loro favore. Direzione di gara a parte, i due extra-time non scalfiscono il punteggio. Si va dunque alla lotteria dei calci di rigore. Sabbatini, Mariani e Ledesma sbagliano dopo l’errore iniziale di Basic. Il GC supera così il turno.

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