Dopo il mondiale inglese, la posizione di Alfredo Foni è sempre più in bilico, con critiche da ogni parte per la sua gestione più recente. La stagione 1966/67 riparte con un’amichevole in Belgio, a Bruges, dove esordisce il 24enne Blättler, insieme al difensore del Sion, Perroud. Segna subito Claessens, poi i nostri si difendono bene, ma non riescono a trovare il pareggio. Non un buon inizio, per una stagione che vede partire la campagna per la qualificazione all’Europeo del 1968. Inseriti nel girone con Italia, Romania e Cipro, per Foni le speranze sono poche, ma ci sarebbero pure, se si vincesse all’esordio a Bucarest. Invece, arriva una sconfitta che matura nel primo tempo: in mezzora, tra l’8’ e il 38’, Prosperi raccoglie il pallone in fondo alla rete per quattro volte, colpito in tre di queste dall’esordiente interno della Dinamo, Fratila. Inutile, nella ripresa la prestazione di Bernasconi, che manda Künzli e Odermatt a rete, la gara finisce 4-2 e le cose si mettono male quando i rumeni, nella seconda partita, perdono con l’Italia.

Viene approvato il piano Thommen che prevede, in seno alla Federazione, il Dipartimento tecnico: unico candidato Rappan, con Foni quindi sempre più in bilico. L’italiano comunque prende parte alla tournée Oltreoceano, che si svolge all’inizio dell’anno solare 1967. Dopo un transito a New York, i Rossocrociati raggiungono la capitale messicana solo due giorni prima della partita contro la nazionale tricolore, con il risultato che non c’è possibilità di ambientarsi all’altura. Alcuni giocatori si sentono male in campo, perdono sangue dal naso e hanno mal di stomaco, il Messico ha vita facile e vince 3-0.

A Guadalajara, la Svizzera vince, ma il Messico è quello B, per cui la partita non finirà nelle statistiche ufficiali. Passa invece alla storia il cambio in panchina, con Foni che non lascia, ma ufficialmente ha problemi di salute: contro la Cecoslovacchia c’è Erwin Ballabio. Arriva, nonostante un altro gol di Andermatt, la decima partita senza vittoria, in un ciclo con soli due pareggi. Scontato che, contro la Romania, l’arrivo di Ballabio diventi definitivo. Al Letzigrund è un trionfo, un 7-1 insperato con le doppiette di Künzli e Blättler. Al momento, i rumeni guidano con 6 punti, ma hanno giocato 5 partite mentre l’Italia è a punteggio pieno dopo due partite. La vittoria degli azzurri a Bucarest mette fuori gioco definitivamente la Romania, nonostante tutto, solo la Svizzera può togliere agli Azzurri la vittoria nel girone.

Intanto, però, c’è da disputare un’amichevole a Mosca, contro l’URSS. Blättler segna due volte nei primi 4’, ma il secondo gol è inspiegabilmente annullato. Pareggia il “georgiano” Khurtsilava, poi Pfirter inganna il suo compagno di club nel Basilea, Kunz, così i sovietici passano in vantaggio, ma è un altro difensore svizzero, Perroud, a segnare, stavolta nella porta giusta, il gol del 2-2. Con Cipro, a Lugano (ma senza ticinesi), arriva una vittoria facile, 5-0 che dà qualche speranza in vista della partita di Berna con l’Italia. Più di 50.000 spettatori, la metà italiani, c’è aria di derby. I nostri riescono a mettere in difficoltà i cugini, segna al 34’ Quentin, servito da Perroud. Pareggia Riva, ma Künzli riporta in vantaggio i suoi; è un rigore nel finale, con Riva che si lascia un po’ cadere per poi trasformarlo, a dare il 2-2 definitivo. Un mese dopo, a Cagliari c’è di nuovo l’Italia. La classifica dice Italia 9 con 5 partite, Svizzera 5 in 4 partite, c’è ancora la possibilità di arrivare a pari punti con l’Italia e, chissà, una goleada a Cipro potrebbe regalare il passaggio. Ma gli italiani già sono più forti, in più la delegazione elvetica si prepara a Basilea fino all’ultimo, accusando così lo sbalzo termico all’arrivo a Cagliari. L’Italia domina e vince 4-0, siamo di nuovo fuori da un torneo ufficiale.

Con la telenovela Foni che termina ufficialmente (era ancora sotto contratto), si va in Israele per un’amichevole in previsione della partita di Nicosia. Arrivano di nuovo due sconfitte, è di nuovo crisi. In particolare, a Nicosia, su terra battuta arriva un incredibile 2-1 per i padroni di casa: se la matematica ci aveva già condannato, non si riesce nemmeno a concludere il girone dignitosamente. Termina la stagione 67/68 con l’amichevole di Basilea contro la Germania Ovest. Il Lugano è la squadra del momento (alla fine arriverà terzo dopo gli spareggi, in un incredibile arrivo alla pari con lo Zurigo, che vince il titolo e il Grasshopper, secondo), ma non ci sono luganesi in squadra, rientra invece Kuhn in una gara che termina 0-0. La nuova stagione vede l’inizio delle qualificazioni al Mondiale messicano, in un girone con Grecia, Portogallo e, nuovamente, Romania. Dopo una vittoriosa amichevole con l’Austria il 22 settembre 1968, 1-0 con gol di Quentin e prima convocazione, senza entrare in campo, per Daniel Jeandupeux, a Basilea arriva la Grecia.

Oltre al blocco dello Zurigo, ci sono solo giocatori di Basilea e Losanna nell’undici messo in campo da Ballabio. La partita è la fotocopia di quella con l’Austria, un 1-0 con gol di Quentin. I primi due punti nel girone sono in cascina, ora però c’è nuovamente una trasferta insidiosa come quella di Bucarest, contro una Romania vogliosa di riscatto dopo un pesante 3-0 subito a Lisbona. A differenza del 4-2 di due anni prima, stavolta la Romania costruisce la vittoria nella ripresa, 2-0 con le reti di Dumitrache e Domide, i nostri non riescono mai a impensierire il portiere avversario. Il girone è molto equilibrato, la Grecia batte 4-2 il Portogallo e così, dopo due partite a testa, tutte le squadre sono a pari punti, con una vittoria e una sconfitta. C’è una gara importante in terra lusitana, ma un mese prima la nazionale vola a Valencia, per incontrare la Spagna. Debutta Jeandupeux, la squadra di Ballabio si batte bene e perde solo 1-0.

Un mese dopo, all’Alvalade, è il losannese Vuilleumier a realizzare una doppietta, per quelli che sono gli unici gol della sua carriera in rossocrociato. L’esordiente Signorelli annulla la “Pantera Nera” Eusebio, Prosperi è ben protetto dalla difesa, al termine della partita, con l’1-1 tra Grecia e Romania, siamo in testa al girone. Ma la festa dura solo un mese: a maggio, a Losanna, dopo soli 4’ Quentin si trova solo davanti al gigantesco Raducanu, e si fa, come si dice in questi casi, ipnotizzare. La Romania ottiene il massimo risultato con il minimo sforzo, il gol glielo offre cortesemente Michaud, un colpo di ginocchio nel tentativo di anticipare Lucescu, che finisce dietro le spalle di Prosperi. Raducanu tiene la porta inviolata e ora la qualificazione diventa proibitiva.

Nuova stagione e nuovi insuccessi, purtroppo: sulla terra battuta di Istanbul, siamo a settembre del 1969, arriva una sconfitta per 3-0, mentre un mese dopo in Grecia, la sconfitta per 4-1 mette una pietra tombale sulla possibilità di andare in Messico. Per fortuna, Prosperi è in grande giornata, altrimenti il passivo sarebbe stato storico. La Romania batte il Portogallo e sono i gialli dell’Europa dell’Est ad andare in Messico. Inutile l’1-1 col Portogallo, che serve ai nostri per evitare l’ultimo posto in un girone, comunque molto equilibrato. L’eliminazione porta all’ennesimo cambio in panchina, con Ballabio che si dimette e al suo posto arriva come traghettatore René Hüssy. Hüssy guida la squadra nella sconfitta contro la bestia nera Spagna, mai battuta dal primo scontro nel 1925, 1-0 con gol di Rojo, e nella vittoria con la Francia di Basilea, 2-1 con Blättler mattatore. A ottobre del 1970 entra in carica ufficialmente come allenatore l’ex tecnico del Lugano, Louis Maurer, che esordisce con un buon 1-1 contro l’Italia, con Mazzola che pareggia a 5’ dalla fine, ma nella partita successiva trova la sconfitta 1-0 in casa con l’Ungheria, che non battiamo da 31 anni. È ora di cercare la qualificazione al turno successivo della nuova edizione dell’Euro, ma il compito è proibitivo, essendo un girone con gli inglesi e con un solo posto disponibile.

Il debutto è ancora con la Grecia e con l’esordiente Kurt Müller, arriva un’importante vittoria esterna. La seconda gara del girone è a La Valletta, in un campo sabbioso reso un pantano dalla pioggia battente. Arriva un successo per 2-1 con le reti di Quentin e Künzli. La prima gara del 1971 è ancora con Malta, all’Allmend di Lucerna. Basta un quarto d’ora, tra il 15’ e il 30’, in cui i Rossocrociati segnano cinque gol, mentre Prosperi non deve fare alcun intervento. Dopo un’amichevole persa contro la Polonia a Berna, un 2-4 causato dal crollo nella ripresa, è il momento di Svizzera-Grecia, la partita più importante di fine stagione. La Grecia non può disporre dei giocatori del Panathinaikos, che deve disputare la finale di Coppa dei Campioni e dunque soccombe grazie al gol di Odermatt nell’ultimo quarto d’ora. Maurer è quindi riuscito nell’impresa di fare 4 su 4, certo grazie anche alla modestia di Malta. Ora è il momento degli inglesi, anche se prima bisogna affrontare la Turchia in amichevole. È un 4-0 senza problemi, con tre reti in tre minuti.

A Basilea è sold out, sul campo la Svizzera più forte dal mondiale di casa. La partita è equilibrata, ma i Rossocrociati commettono un vero e proprio suicidio, in tutti e tre i gol inglesi c’è un errore di uno dei nostri, il 3-2 è un’autorete di Weibel. Nel mezzo, due gol di ottima fattura, specie quello dell’1-1 di Jeandupeux (uno dei più belli della sua carriera) a cui si aggiunge il 2-2 di Künzli. La qualificazione si fa quasi impossibile, bisognerebbe vincere a Londra con uno scarto cospicuo, considerando che l’Inghilterra deve ancora andare in Grecia e avrà l’ultima parola. Un’ottima Svizzera ottiene tuttavia un buon 1-1 e i 5 mila connazionali presenti a Wembley possono uscire festanti con un risultato di prestigio. L’Inghilterra va avanti, mentre Louis Maurer decide che, a 67 anni, è il momento di lasciare la nazionale. Bruno Michaud è il nuovo tecnico ad interim e deve risolvere le grane di Gabet Chapuisat (che i vertici federali vogliono fuori dalla nazionale dopo un’espulsione a Grenchen) e Daniel Jandupeux, condannato a trenta giorni di arresto per il suo rifiuto a iscriversi alla scuola di sottufficiali. Giocherà il secondo, nel pari 1-1 di Ginevra con la Svezia a cui fa seguito un altro pareggio, lo 0-0 in Polonia dove si distingue il luganese Boffi per la sua marcatura su Lubanski.

La “pareggite” continua nella stagione 72-73, con un ottimo 1-1 in Danimarca. Segna Balmer di testa, ma arriva subito il pari di John Steen Olsen. La gara di Copenaghen è l’antipasto di quella, più succosa, del Wankdorf contro l’Italia. Partita che, al di là del campanile, vale i due punti per la qualificazione al mondiale 1974, che si disputa in Germania Ovest. A Berna c’è il tutto esaurito, il pubblico aspetta i gol e invece, per la prima volta nella storia, tra noi e l’Italia è un pareggio senza reti. Ottimo Prosperi, bene Boffi in marcatura su Riva, ma anche Valcareggi, allenatore azzurro, può essere contento per il punto conquistato.

Nel girone ci sono anche Turchia e Lussemburgo, ma prima di incontrarle c’è tempo per farsi surclassare dalla Germania, un 5-1 che fa male benché sia in amichevole, con Gerd Müller che segna un poker. Quando è il momento di andare in Lussemburgo, la situazione nel girone è delineata, visto che le altre squadre hanno finito gli incontri tra loro e devono tutte incontrare solo i Rossocrociati. L’Italia ha 8 punti in 5 partite, la Turchia 3 punti in 4 partite, i lussemburghesi 2 punti in virtù della vittoria contro i turchi. La squadra di Legrand, invece, sorprende contro di noi ed esce sconfitta a testa alta, sia a Lussemburgo che in Svizzera, per 1-0. La delusione maggiore arriva dalla gara di Basilea, in cui la Turchia ha vita facile nel mantenere lo 0-0. È l’ultima partita di Prosperi in Rossocrociato, in panchina Michaud lascia il posto nuovamente a Hüssy, che esordisce battendo la Scozia in amichevole con gol di Mundschin da fuori area. Dopo il ritorno col Lussemburgo, si va all’Olimpico con due partite da giocare e due punti in meno dell’Italia che, però, è alla sua ultima gara. Due risultati su tre sono a favore dei nostri avversari, ma una vittoria darebbe un’insperata possibilità di andare in Germania. Schild viene messo alle costole di Riva, che gli prende le misure e lo fa ammattire, fino al fallo da rigore che dà il vantaggio agli Azzurri, con la trasformazione di Rivera. Dopo il pareggio mancato da Stierli, arriva il raddoppio di Riva, di testa. Finisce con l’Italia ai mondiali e Hüssy che critica Chapuisat e Odermatt.

Nella successiva, ininfluente gara in Turchia, arriva una sconfitta che coincide proprio con l’ultima partita di Odermatt e l’abbandono di Chapuisat, che rientrerà poi dopo quasi tre anni. La partita termina 2-0 e permette ai turchi di agganciarci al secondo posto nel girone. La stagione si conclude con la sconfitta casalinga col Belgio, 0-1, lo 0-0 in Svezia e una squadra che fatica a trovare il gol, sei in due anni il totale delle reti dei nostri. Anche l’inizio della stagione 74/75 non cambia, un solo gol (di Kudi Müller) che è il primo dopo 381 minuti, ma ha portato a un’altra sconfitta (1-2 coi tedeschi ovest). Si perde 1-0 anche in Olanda, nonostante gli Orange siano privi di Cruyff e Neeskens e finalmente arriva una vittoria, il 3-0 sul Portogallo, sugli scudi finalmente Jeandupeux, bene anche Bizzini, entrato da poco nel giro della nazionale.

È il momento di iniziare con le qualificazioni all’Europeo del 1976 e si esordisce in una Turchia sconquassata politicamente dalla questione cipriota. Iniziamo bene, con la rete di Schild, ma il tridente messo in campo da Hüssy fallisce e i turchi ribaltano il punteggio, grazie anche a un errore di Kuhn a 5 dalla fine che mette Mehmet Oguz in porta. Stanchi e demoralizzati, gli svizzeri perdono anche a Budapest, segna Fazekas e, nonostante gli sforzi del giovane Botteron, già alla sua sesta presenza di fila dopo l’esordio con la Svezia a 19 anni e otto mesi, il risultato non cambia. Tra aprile e maggio del 1975 si decide la qualificazione all’europeo, ad Hardturm arriva un misero punticino sempre con i turchi, che pareggiano con Alpaslan il gol svizzero, un’autorete di Ismail Arca. A Dublino, in un Landsdowne Road che sembra una bolgia, Burgener incassa due reti, ma ne evita parecchie altre, segnano Marcy e Treacy, in una squadra che ha nel 18enne Liam Brady, fantasista dell’Arsenal, un esponente di spicco. A nulla vale il gol di Müller, il cui sostituto nella gara del Wankdorf sempre con gli irlandesi, Rudi Elsener, sigla il gol vittoria.

Dopo il doppio confronto con turchi e irlandesi, aspettando i russi, abbiamo conquistato solo 3 punti e la qualificazione è ormai compromessa. La Svizzera gioca due amichevoli all’inizio della stagione 75/76, con risultati dignitosi (la sconfitta di misura in casa con l’Inghilterra e il pari di Brno, in cui Hüssy schiera il doppio libero), ma quando si riprende a giocare per i due punti tornano le partite negative. Si scrive URSS, si legge Dinamo Kiev: nove degli undici che scendono al Hardturm fanno parte della compagine ucraina, che ha vinto Coppa delle Coppe e Supercoppa europea. Li guida il mostro sacro Lobanovskyi, la stella è Blochin, il gol vittoria è di Muntjan. A Kiev, un mese dopo, i sovietici hanno ancora più vita facile e si impongono 4-1 nel freddo novembrino. La Svizzera termina il girone al quarto e ultimo posto, mentre nel sorteggio per i mondiali argentini siamo nel gruppo 6, con qualche speranza di passare il turno, visto che le avversarie sono Svezia e Norvegia.

Gilbert Facchinetti è il nuovo responsabile tecnico della nazionale, per il momento, nonostante gli insuccessi, Hüssy è confermato. Insuccessi che proseguono, visto che nelle amichevoli preparatorie alle qualificazioni mondiali, arrivano tre sconfitte un pari e una sola vittoria. In Scozia perdiamo 1-0, con Peter Risi – che in campionato segna alla media di più di un gol a partita – ancora a secco, stessa sconfitta in casa con l’Ungheria. Fa ben sperare l’esordio del neocittadino svizzero Umberto Barberis, nel 2-1 inflitto alla Polonia, ma subito dopo i Rossocrociati sono umiliati dalla modesta Finlandia, che ci batte 1-0.

Ultima partita amichevole prima della strada per Argentina 78 è un 2-2 contro la Bulgaria, giocata insolitamente in agosto: è un 2-2 con a segno anche Künzli, che non giocava dal 1973 in nazionale. Purtroppo, le speranze nate con la partita contro i bulgari, si spengono a Oslo, dove l’8 settembre 1976 la Norvegia ci batte con un gol su corner di Lund. Kuhn lascia la nazionale, Hüssy pure e viene sostituito ad interim da Miroslav Blazevic, ex allenatore del Sion. Due settimane dopo la partita, si parla di uno scandalo che avrebbe visto proprio Kuhn e Pfister trascorrere una notte “brava” fuori dal ritiro, tutto però è avvolto nel mistero; nel frattempo, continuano le sconfitte con il 3-1 subito dall’Austria, a Linz. È il prologo al tracollo: in un girone ritenuto alla portata, dopo due partite siamo ultimi al palo, avendo perso anche contro la Svezia in casa: 1-1 all’intervallo, col gol di Trinchero su rigore, ma gli svedesi trovano la rete con Sjӧberg, che approfitta di un errore difensivo e forse commette fallo su Burgener. Dopo l’andata, la Svezia ha 4 punti, la Norvegia 2, la Svizzera 0. Roger Vonlanthen prende la guida della Nazionale, ma continuano le sconfitte senza segnare nonostante a Madeira (1-0 per il Portogallo) debutti Sulser. Platini apre lo score con un gol su punizione, poi la Svizzera crolla nel finale e a Ginevra finisce con uno 0-4 contro la Francia, un mese dopo, il 24 maggio 1977, arrivano i campioni d’Europa della Cecoslovacchia in amichevole, davanti a pochi intimi: la nazionale non entusiasma ……e come dare torto ai tifosi? Gli elvetici vincono con gol di testa di Müller mentre in Svezia, nell’ultima gara della stagione, arriva un altro risultato negativo, il 2-1 è aperto da un errore di Botteron che manda Sjöberg in gol, poi raddoppia Bӧrjesson, infine accorcia Risi. Nello stesso giorno – siamo a settembre 1977 – in cui la Norvegia mantiene le speranze di passare, battendo gli svedesi, la Svizzera si consola uscendo indenne da Wembley in amichevole, con Lucio Bizzini che annulla niente meno che Sua Maestà, King Kevin Keegan.

La gioia però dura poco, perdiamo in casa con la Spagna, ed è la prima sconfitta a Berna da 12 anni, poi a ottobre arriva la vittoria per 2-0 sulla Finlandia e quella sulla Norvegia, utile solo a sancire la qualificazione della Svezia per l’Argentina. La partita passa alla storia anche per il primo gol in Rossocrociato di Claudio Sulser. Il morale è un po’ più alto, ma cambia poco: Vonlanthen e i suoi vedranno il mondiale 1978 soltanto in TV. La stagione 77/78 si chiude con tre sconfitte in altrettante partite amichevoli: 4-1 coi tedeschi ovest, 3-1 con quelli dell’Est e in casa 1-0 con l’Austria nel giorno del debutto di Raimondo Ponte, fresco di passaporto elvetico.