Le buone prove offerte dalla nostra Nazionale negli ultimi anni regalano a Kobi Kuhn la possibilità di guidare la squadra fino agli europei del 2008, che si disputeranno congiuntamente in Austria e Svizzera.

I rossocrociati sono ora attesi da una lunga serie di amichevoli, dall’estate del 2006 a quella del 2008, che curiosamente si aprono e chiudono con lo stesso avversario e lo stesso punteggio: 3-0 contro il Liechtenstein. All’interno di questo spazio temporale, ci sono altre 17 gare di preparazione, contro avversari dai più disparati valori calcistici internazionali, che ora vediamo nel dettaglio. Liquidato, dunque, il Liechtenstein ad agosto sul suo terreno con doppietta di Frei (manco a dirlo) e rete di Margairaz, i nostri a settembre sono attesi da un mini-torneo internazionale casalingo che si aggiudicano grazie alle vittorie su Venezuela a Basilea (1-0) e Costa Rica a Ginevra in finale, 2-0 con reti di Streller e Frei, che era andato a segno anche contro i sudamericani.

Il mese successivo la Svizzera va a far visita all’Austria, perdendo 2-1 e il medesimo risultato viene raccolto dai nostri in casa contro un avversario impegnativo come il Brasile, a novembre a Basilea, davanti a poco meno di 40.000 spettatori: buona la prova della Nazionale, che passata in svantaggio al 22’ con un colpo di testa di Luizão su azione di calcio d’angolo e subìto il raddoppio di Kakà a causa di uno svarione di Zuberbühler sempre nel primo tempo, ha avuto il merito di rimanere costantemente e mentalmente in partita, accorciando le distanze nel secondo tempo grazie ad un autorete di Maicon. Chiuso il 2006 con un’amichevole di prestigio, si apre il 2007 con un’altra importante partita, allorché i nostri sono impegnati a Düsseldorf contro la Germania e vengono superati per 3-1, in maniera stavolta ben più netta e perentoria, col solo Streller a tenere alto l’onore, grazie al gol ottenuto al 71’, dopo essere entrato in campo da non più di 15 minuti.

La vittoria torna a sorridere ai nostri colori nel mese di marzo negli Stati Uniti, in occasione di un match contro la Giamaica, superata per 2-0, con reti di Streller e Inler nel corso del primo tempo; la seconda gara negli USA, però, contro la Colombia riporta a Kuhn le perplessità di inizio anno, in quanto la Svizzera viene superata ancora per 3-1, con un’unica rete realizzata su rigore da Frei di fronte ad un avversario sulla carta stavolta davvero alla portata. Nell’estate del 2007 si torna a giocare in Europa e gli uomini di Kuhn si trovano di fronte avversari assai blasonati come Argentina e Olanda: il riscatto dei rossocrociati non si fa attendere e i nostri con un buon pareggio contro i sudamericani per 1-1 e una bella vittoria sui secondi per 2-1 aggiustano la rotta, con Barnetta, autore della doppietta sugli ‘Orange’, mattatore della gara.

Arriva settembre 2007 e i rossocrociati sono chiamati a partecipare ad un altro mini-torneo internazionale, stavolta in Austria, contro il Cile, superato per 2-1 con reti ancora di Barnetta e Streller, per poi venire inopinatamente battuti dal Giappone per 4-3, in una gara rocambolesca che ha visto la squadra di Kuhn in vantaggio alla fine del primo tempo addirittura per 2-0, ma incapace di contenere la reazione degli asiatici nel corso della seconda frazione di gara.

Il 2007 si chiude con risultati alterni, che non permettono al pubblico di accendere troppi entusiasmi per i prossimi Europei da disputare in casa: ad un positivo 3-1 sull’Austria a Zurigo, infatti fanno seguito i disastri casalinghi di ottobre e novembre contro Stati Uniti e Nigeria, avversari comodamente alla portata dei nostri, che ottengono bottino pieno col medesimo risultato di 1-0. Se il 2007 si è chiuso male, il 2008 non si apre meglio e la sconfitta a Londra per 2-1 contro l’Inghilterra di Fabio Capello ed ancor di più quella contro la Germania per 0-4 a marzo a Basilea stanno a testimoniarlo: la formazione di Kuhn sembra aver perso molto dello smalto e della consapevolezza dei propri mezzi acquisiti nel tempo e l’avvicinarsi degli Europei casalinghi invece che una bella prospettiva diventa un macigno per la squadra, che non riesce a scrollarsi di dosso questa enorme responsabilità e piano piano sembra disgregarsi, perdendo vieppiù quell’entusiasmo che ne caratterizzava il gioco e le prestazioni.

Ormai il tempo stringe e rimane solo l’amichevole con la Slovacchia, prima dell’ultima contro Liechtenstein di cui abbiamo già detto: il 24 maggio 2008 a Cornaredo la squadra sembra riprendersi, superando nella seconda frazione di gioco gli avversari con reti di Behrami e Frei. Con questa vittoria e quella di 3-0 sul Liechtenstein, un pizzico di entusiasmo in più accompagna dunque i nostri sul cammino di Euro 2008, impegnati nel girone iniziale contro Repubblica Ceca, Turchia e Portogallo: tutte le gare al San Giacomo di Basilea, la prima delle quali immediatamente dopo la cerimonia di apertura del torneo, il 7 giugno 2008.

Se le aspettative non mancano, non manca neanche la sfortuna ai rossocrociati e ciò è palpabile fin dalle prime battute di gioco contro i Cechi, che nel primo tempo subiscono passivamente le iniziative degli uomini di Kuhn, i quali sembrano aver davvero guadagnato in fiducia e fluidità di gioco e che chiudono la prima frazione con diverse opportunità sprecate e senza aver mai subito una sola azione degli avversari. Sfortuna, dicevamo e la Dea bendata non tarda a farsi sentire, quando, solo per cominciare, verso la fine della prima frazione capitan Frei viene atterrato da un avversario con le cattive maniere, infortunandosi al ginocchio e non potendo più rientrare sul terreno di gioco. Europeo finito per Frei, che si presenta a metà della ripresa a bordo campo con le stampelle, ma i nostri non mollano e continuano ad attaccare e fra miracoli del portiere avversario, una traversa di Vonlanthen e un rigore nettissimo a favore non visto dall’arbitro, finiscono col subire l’unica occasione in contropiede degli ospiti che si trasforma in rete, come spesso accade in questo gioco tanto meraviglioso quanto, spesso, crudele.

L’immeritata sconfitta lascia l’amaro in bocca agli uomini di Kuhn, che sperano di rifarsi nella seconda gara, quella contro la Turchia, battuta per 2-0 dal Portogallo al debutto: sotto il diluvio del primo tempo i balcanici, pur colpendo un palo alla sinistra di Benaglio, vengono messi alle corde, Hakan Yakin segna la rete del vantaggio, nonostante una pozzanghera davanti alla porta avversaria, ma ne sbaglia altri in modo clamoroso e questo non è un buon presagio. Infatti, nella seconda frazione la gara assomiglia sempre più a quella precedente, smette di piovere, ma il sereno arriva solo per i turchi che dapprima pareggiano al 57’ e poi, proprio allo scadere del tempo, si portano in vantaggio con un tiro dal limite dell’area di rigore, leggermente, ma decisamente deviato dal piede di un difensore rossocrociato, ingannando Benaglio proteso in tuffo. L’avventura nell’Europeo casalingo degli uomini di Kobi Kuhn finisce qui: inutile la pur prestigiosa vittoria per 2-0 sul già qualificato Portogallo nell’ultima gara del girone, la doppietta di Hakan Yakin ha il solo effetto di aumentare il rammarico per ciò che avrebbe potuto essere e non è stato. Il torneo viene poi vinto dalla Spagna di Luis Aragones che, battendo la Germania nella finale di Vienna, apre un ciclo splendido per il calcio iberico.