GLI ALBORI DELLA NAZIONALE

Siamo nel XIX secolo e ci troviamo nel ristorante della stazione ferroviaria di Olten, cuore logistico del territorio elvetico. La riunione è di quelle importanti, perché vi partecipano 14 delegati in rappresentanza degli 11 club calcistici svizzeri già attivi in quel momento, l’obiettivo è storico: fondazione della Federazione Elvetica di Calcio; la data è di quelle indimenticabili: 7 Aprile 1895, tutto comincia alle due del pomeriggio.

A ben 16 anni esatti dalla nascita della prima società di calcio in terra svizzera, da quel 19 Aprile 1879 in cui viene fondato il FC San Gallo, il calcio elvetico finalmente ottiene una veste ufficiale, pur rimanendo ancora per lungo tempo uno sport spesso ignorato dai giornali e a volte osteggiato dalle altre discipline, come accadde quando, per esempio, il professore di ginnastica M. Widmer, portavoce del consiglio comunale di Berna, lo definisce in questo modo lapidario: “il calcio è un gioco pericoloso, che danneggia la salute e rende grossolani e indisciplinati i suoi giovani praticanti”.

Ma siamo ancora alla fine del 1800 e da allora sono tali e tanti gli sforzi profusi dai primi responsabili della neonata ASF (Association Suisse de Football), da riuscire a superare ogni avversità e portare il calcio alla massima attenzione di pubblico e critica nel giro di pochi lustri. Uomo di spicco in questo primo periodo storico risulta essere senza dubbio François Dégerine, personaggio davvero eclettico: ex ciclista, giocatore di calcio e rugby, poi giornalista, vice-presidente dell’ASF e dirigente del FC Servette. Costui per primo lanciò l’idea di un campionato di calcio nazionale in Svizzera, ma soprattutto organizza le prime partite internazionali (non ufficiali) di una Selezione elvetica, che videro in casacca bianca e pantaloncini neri (questa la divisa adottata dagli antenati di Türkyilmaz e Dzemaili) anche atleti di nazionalità diversa da quella elvetica, pur militanti in squadre della Svizzera romanda: insomma, una vera e propria Selezione di Lega Romanda del tempo. La squadra vede Dégerine come allenatore-giocatore ed esordisce nel 1899 in un match a Torino, vinto 2-0 contro una rosa di giocatori di Milan, Genoa e Internazionale Torino. Incoraggiato da questo successo, Dégerine organizza, in occasione della Pasqua 1901, una tournée in centro Europa contro alcune selezioni locali e 3 fra i migliori club del tempo: Slavia Praga, First Vienna e Ferencvaros Budapest. Le difficoltà organizzative allora erano enormi e la squadra fu costretta a partire con soli 11 elementi, non uno di più, per effettuare 7 gare nel giro di 9 giorni (dal 7 al 15 Aprile), ma questi mitici pionieri si fecero valere anche a nord delle Alpi, tornando a casa col sorprendente bottino di 4 vittorie, 1 pareggio e 2 sole sconfitte (curiosamente nelle prime 2 partite, in cui la squadra avrebbe dovuto essere più fresca fisicamente).

Se il raggio d’azione di Dégerine, riguarda in particolare la zona di Ginevra e dintorni, rimane interessante notare come nel frattempo, anche da parte della Federazione stessa, ci fosse grande fermento “internazionale” e questa voglia di confronto oltre confine, porta l’ASF ad organizzare per il 4 dicembre 1898 la prima sfida contro una Selezione della Germania del Sud, sul famoso campo Landhof di Basilea. La nostra Selezione, formata da giocatori elvetici, inglesi e tedeschi, militanti nelle più importanti formazioni sparse su tutto il territorio svizzero di allora, vince il confronto per 3-1. A seguito di questo successo, vengono organizzate altre 3 partite contro gli stessi avversari nel giro di 3 anni, gare che videro tutte sconfitte per la nostra squadra, battuta per 3-0 il 26 Marzo 1899 a Zurigo, per 2-0 l’8 Aprile 1900 a Strasburgo (allora territorio tedesco) e dopo un rocambolesco 7-4 il 20 Gennaio 1901, ancora a Basilea.

Poco dopo, il 21 Maggio 1904 a Parigi nasce la FIFA, di cui l’ASF è co-fondatore, assieme ad altre 6 Federazioni europee (Francia, Belgio, Danimarca, Olanda, Spagna e Germania, che, pur assente nella riunione decisiva, con un telegramma immediato di assenso, partecipò di fatto all’evento). L’esistenza di un organo internazionale che rappresenti e promuova il movimento calcistico ad ogni livello, imprime ancor più determinazione negli adepti e cominciano così a fioccare in tutta Europa, con frequenza sempre maggiore, le partite amichevoli ufficiali fra Nazionali, quasi sempre accompagnate da sfarzosi banchetti (ai quali non facevano mancare la loro presenza ambasciatori, consoli e varie figure politiche), atti a celebrare l’avvenuto incontro delle delegazioni e a determinare nuovi appuntamenti per le sfide future. Ecco che il 12 Febbraio 1905 la Nazionale Svizzera disputa la sua prima partita amichevole ufficiale della storia, contro la Francia. La sede della sfida è Parigi, presso il maestoso Parco dei Principi e sono ben 5.000 gli appassionati che decidono di assistere all’incontro. La Francia è alla sua seconda uscita ufficiale e dopo il pareggio per 3-3 ottenuto in Belgio l’anno precedente, è decisa, fra le mura amiche, a raccogliere il massimo della posta in palio. I rossocrociati (pertinente chiamarli così, finalmente, per la divisa tutta rossa con un’enorme croce bianca sul cuore), stavolta tutti svizzeri e quasi tutti baffuti, danno gran filo da torcere ai padroni di casa, che alla fine si impongono soltanto per una rete a zero, al termine di una gara che ha visto il portiere francese come migliore in campo!

Francia – Svizzera 1-0

Diverse le curiosità e gli aneddoti da raccontare, legati a questo esordio ufficiale della Nazionale. Il primo vede coinvolto proprio il barbuto capitano della formazione, Eduard Garonne, centravanti del Grasshoppers, che rifiutò l’indennità di 12,60 Franchi versata dalla Federazione a tutti i componenti della squadra. I motivi erano i seguenti: prima di tutto perché si sentiva onorato e già appagato per aver indossato la maglia rossocrociata come capitano e in secondo luogo perché, in quanto tesserato con la squadra zurighese, non poteva in nessun modo accettare denaro per giocare a calcio. Altro spunto interessante è fornito dallo sfogo del ventiseienne difensore elvetico Eric Mory, allora in forza all’Old Boys di Basilea (purtroppo il giovane morì solo dopo 3 anni dalla disputa della gara), che si lamentò apertamente con la Federazione per la pessima organizzazione della trasferta in Francia: infatti i giocatori non raggiunsero Parigi in comitiva, ma ognuno con mezzi propri, arrivando a destinazione in ordine sparso e venendo poi singolarmente rimborsati dall’ASF, che in questo modo spese più di 1.000 Franchi totali per il viaggio. Altro motivo di lamentela per Mory fu quello di denunciare il fatto che il capitano della squadra, a suo parere, dovesse essere un mediano, in quanto il centravanti rimaneva spesso fuori dal gioco e lontano dall’operato dell’arbitro. Non facciamo fatica a capire come mai questa di Parigi rimase l’unica presenza in Nazionale del valoroso terzino……

Eric Mory

Dal 1905 fino al 1918 (anno della fine della prima guerra mondiale), la Nazionale disputò in tutto ben 29 gare, di cui 26 ufficiali per FIFA e 3 contro la Selezione Inglese Dilettanti, che l’ASF considerò ufficiali, al fine del computo totale di presenze e reti ottenute in Nazionale dai singoli giocatori.

Di seguito presentiamo statistiche e curiosità di queste prime 29 partite.