PUNTATA 4: L’ESONERO COME “COMPAGNO DI VIAGGIO” NEL PERCORSO DI UN ALLENATORE

Le statistiche si possono vedere in ogni momento. In Svizzera, circa il 30% delle squadre, e vale anche per le categorie minori, cambia allenatore, mentre in Italia, la nazione con la percentuale più alta (50%) circa metà squadre cambiano allenatore durante la stagione. A fine anno, quindi ci sarà chi conferma il vecchio tecnico o chi cambia. Un allenatore ha quindi la stessa possibilità di trovare squadra in estate (presso una di quelle realtà che cambiano tecnico a fine stagione), o di trovarla a stagione in corso (presso una società che decide di esonerare il tecnico). Il rovescio della medaglia dice anche che riuscire a trovare squadra in estate è importante, ma che la metà di chi la trova poi si trova esonerato. E a volte iniziare significa lavorare pochi mesi, mentre subentrare significa lavorare molto di più.

C’è anche una differenza di aspettative. All’inizio tutti hanno le aspettative maggiori e l’allenatore subisce molte più pressioni. Chi entra dopo un esonero trova di solito un ambiente più disposto a pazientare. Gli esoneri, inoltre, permettono ad un numero elevato (es.il doppio in Italia) di allenatori di lavorare. Se nessuna società esonerasse il tecnico, di fatto ci sarebbe la metà degli allenatori che non potrebbe trovare squadra. La maggior parte dei grandi allenatori ha comunque subito un esonero, e questo non ha impedito loro di crescere e di raggiungere livelli elevati. Ciò significa che l’esonero, analizzato come abbiamo fatto in precedenza, capito, accettato, va visto un po’ come un compagno di viaggio per l’allenatore. Un qualcosa se possibile da prevenire, ma non da esorcizzare. Anche perché, una volta esonerato, l’allenatore può fare quell’analisi della quale abbiamo parlato e cercare di crescere e migliorare a seconda di suoi eventuali errori. Senza escludere l’importanza degli aggiornamenti, del seguire il lavoro di colleghi, di girare per campi, di crescere anche come preparazione. E solo un esonero può regalare questo tempo.

DA“DRAMMA” A “STIMOLO” Concludendo, l’intento di queste puntate era quello di dare una veste differente all’esonero, che rimane comunque un evento traumatico nella vita professionale di un tecnico. Il nostro intento, in queste puntate, approfondendo queste considerazioni, è di arrivare a capire che l’interruzione forzata del rapporto di lavoro con una società non va vissuta come un dramma, ma come uno stimolo, un modo per crescere, per analizzare i propri errori, per crearsi un vissuto capace di far affrontare in maniera più efficacie situazioni simili che dovessero presentarsi in futuro. Un allenatore deve anche conoscersi e deve sapere quanto è in grado di reggere ad un esonero. Chi è più delicato in tal senso, deve prevenire molto di più. Deve scegliersi con più attenzione la società e le persone, cercando di lavorare in un ambiente più tranquillo, che magari conosce, in modo da limitare le possibilità di un esonero. Chi invece è temprato, sa superare le difficoltà e vede davvero l’esonero come uno stimolo, può permettersi anche di rischiare qualcosa di più, probabilmente anche mettendosi nelle condizioni di ottenere risultati molto più importanti o di salire più velocemente le categorie, a vantaggio della propria carriera. Sempre considerando che:

  • L’esonero non dipende solo da sè
  • E’ statisticamente probabile, e va quindi considerato tra i rischi possibili
  • L’esonero permette ad altri colleghi di lavorare e viceversa
  • L’esonero non mette a rischio il proprio guadagno economico
  • L’esonero permette di avere tempo a disposizione per un’eventuale aggiornamento o l’approfondimento di alcune tematiche
  • L’esonero consente di fare autocritica (mai pubblica) e può rivelarsi fondamentale nella maturazione e nella crescita di un tecnico

Si può tranquillamente affermare che essere esonerati non è un DRAMMA. La capacità dell’allenatore di trasformare il non dramma in stimolo sarà poi probabilmente l’elemento che farà la differenza nella formazione del suo carattere, nel perfezionamento del suo modo di porsi, nella maturazione delle sue idee tecnico tattiche, nello sviluppo di quell’elasticità ambientale che nel calcio moderno è sempre più necessaria, in qualsiasi categoria.

Siamo certi che queste puntate possano aver portato, per chi ha subito un esonero e per chi vuole prevenirlo, degli ottimi spunti per fare in modo che i mister si possano sempre rinnovare ed evolversi praticando la loro passione, il calcio. Ma perchè no, potrebbe essere valido anche per altri sport di squadra.

Queste puntate hanno tratto spunto da:

  • Lavoro di tesi di Claudio Rastelli (qui la sua tesi completa)
  • Testo “le 18 regole per fare la differenza in allenamento”
  • Pensieri del Direttore (e allenatore esonerato) Walter Savigliano
  • Crescita personale
  • Metodologie di comunicazione

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