L’ex allenatore di Aarau e Lugano tra le tante traccia il bilancio della prima metà di stagione. “L’obiettivo primario è inserire i giovani in prima squadra. Pensate che ha giocato anche un classe 2000”.

Chi si aspettava un Losone in lotta per vincere il titolo di Seconda Lega Regionale ha dovuto presto ricredersi. L’appetibilità del proprio condottiero Livio Bordoli e l’arrivo di un attaccante come Dante Senger avevano indubbiamente alzato l’asticella delle aspettative verso gli oranges.

Ma se Livio Bordoli ha accettato l’incarico della compagine presieduta da Christian Pellanda non è solo per portare i locarnesi il più in alto possibile. O almeno, non senza arrivarci attraverso un sistema di gioco ben delineato a circondare un progetto serio e interessante, come il costante e progressivo inserimento dei giovani prodotti dal vivaio.

“Il bilancio di questa prima parte di stagione lo ritengo molto positivo sotto il profilo dell’inserimento dei giovani, obiettivo primario del club”, esordisce Livio Bordoli.

“In effetti hanno quasi sempre giocato titolari tre o quattro ragazzi in età Allievi A, addirittura per qualche partita ha giocato anche un classe 2000, ottenendo buoni risultati”, continua l’ex Lugano.

“A livello tecnico-tattico siamo evoluti parecchio, mentre non sono propriamente soddisfatto della classifica: potevamo e dovevamo avere qualche punto in più”.

Per concludere, l’esperto allenatore ticinese ammette di “essere perfettamente in linea con gli obiettivi stagionali prefissati. Ovvero: spazio ai giovani, sviluppo di un certo tipo di gioco e salvezza tranquilla”.