Nathalia Spälti – © Servette FC Chênois Féminin

Approfittando della sosta dedicata alle selezioni nazionali femminili, Nathalia Spälti, la nuova arrivata in casa Servette, si è confidata con i responsabili del sito web ufficiale del club granata, rilasciando un’interessante intervista, nella quale si racconta a 360° tra passato, presente e futuro

Arrivata sulle rive del Lago Lemano nel corso dell’estate, la 21enne può già contare su una buona esperienza ad alti livelli in quel di Yverdon.

L’avvicinamento al mondo del calcio – «Quando ero più giovane, le mie sorelle e i miei fratelli praticavano tutti uno sport e io ero la sola a non fare nulla. A 11 anni, i miei genitori hanno insistito perché facessi qualcosa. E, dato che avevo un’amica che intendeva iniziare e che a me piaceva giocare a calcio nel mio quartiere, mi sono detto che questa era la soluzione migliore. Ho cominciato allo Stade Nyonnais, negli allievi D4 con i ragazzi. Qualche mese più tardi sono stata selezionata nella Under 12 del Team Vaud. A volte giocavo con lo Stade Nyonnais e a volte con la selezione femminile del Team Vaud».

Le differenze tra ragazzi e ragazze – «A quell’età non sentivo particolarmente le diversità. Avevo appena iniziato con il calcio e tutto andava troppo veloce per me [ride]. Constatavo però che il livello di entrambi era molto più alto del mio»

Il sogno della Lega Nazionale A – «Agli inizi non ci pensavo. In linea di principio, ho iniziato con il calcio per avere un’occupazione, era solamente un passatempo. Non avevo degli obiettivi, non pensavo di proseguire per tanto tempo e, malgrado il piacere di giocare a calcio con gli amici, non me ne ero mai interessata. A conferma di ciò, non ho mai tifato per un giocatore, una squadra o seguito un campionato. Dunque, a quell’epoca, non sapevo cosa fosse la Lega Nazionale A».

Il momento – «Non saprei dirlo esattamente, ma più crescevo, più i giocatori e le giocatrici attorno a me diventavano competitivi, le cose divenivano sempre più serie. Se dovessi citare un momento preciso, direi quello in cui ho ricevuto la convocazione nella selezione nazionale Under 16. In quel periodo, iniziavo il mio primo anno di ginnasio e non ero sicura di voler consacrare tanto tempo al calcio, ma con questa convocazione mi sono detta: “approfittiamone e tentiamo”. I test con la squadra nazionale si svolsero nel corso delle vacanze estive. Avevo già organizzato le mie ferie e i miei genitori hanno dovuto pagare per posticipare il volo. Quando mi hanno incoraggiato ad andarci, mi sono detta che dovevo prendere le cose più seriamente».

Le motivazioni per trasferirsi a Ginevra – «Non ho mai avuto degli obiettivi sul lungo termine, ma ogni volta che delle opportunità mi si sono offerte, ho cercato di sfruttarle appieno. È esattamente ciò che è accaduto questa estate. Il Servette mi ha contattato e secondo me era una bella opportunità per progredire. Qui, sono attorniata di giocatrici molto talentuose e non penso di poter fare altra cosa che progredire. È quello che conta per me e credo che venire qui sia stata una buona scelta».

Gli obiettivi – «Come collettivo è quello di lottare per i primi posti del campionato. A livello personale intendo guadagnare in fiducia per migliorare il mio gioco».

La giornata-tipo – «Mi alzo, faccio colazione, prendo il treno per andare all’Università di Losanna, dove studio. Generalmente, finisco i corsi verso le 17 e prendo direttamente il treno per tornare a Ginevra per allenarmi. Dopo la seduta, salgo nuovamente sul treno per rientrare a Nyon e dormire».

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