Nonostante il poker rifilato dai forti cechi del Viktoria Plzen, non è tutto da buttare in casa Lugano in vista dell’ultimo impegno prima della pausa dedicata alle nazionali

La prestazione collettiva, anche se al Presidente Angelo Renzetti non è piaciuta, è stata di livello al cospetto di una formazione che, non bisogna dimenticarlo, domina il proprio campionato con dodici vittorie in altrettante giornate. E se poi facciamo riferimento alla differenza di fisicità e tecnica di alcuni elementi militanti nelle fila dei cechi, il divario diventa più grande. La pecca che hanno avuto i ragazzi guidati da mister Pierluigi Tami è stata il cinismo che in determinate partite, in particolar modo quelle europee, fa la differenza, eccome se la fa. Eppure, i ticinesi si sono creati numerose occasioni per segnare qualche rete in più. Peccato solo non averle sfruttate. E visto che questa squadra è una neofita della competizione continentale il perdono sembra la via più logica, invece che gettare benzina sul fuoco proprio nel momento in cui tutto stava girando per il verso giusto.

Le dichiarazioni al veleno di Renzetti possono essere un’arma a doppio taglio per il futuro prossimo. I ragazzi potrebbero percepirle come parole dette a caldo in una serata storta e lasciar perdere. D’altro canto, potrebbero recepirle nel modo peggiore possibile, ossia andare in uno stato di depressione sportiva e tornare con la mente al nefasto mese di settembre. Certo, sono solamente ipotesi che verranno messe a nudo domenica pomeriggio, quando i giocatori si confronteranno con il Thun in una partita più importante di quella di ieri sera. Nell’Oberland Bernese, anche se è ancora presto per fare calcoli definitivi, ci si giocherà una fetta di salvezza. Le esternazioni del patron non fanno però bene a un ambiente che stava ritrovando serenità e gioia di scendere in campo. Come spesso accade, il numero uno del club ha voluto farle tramite le telecamere e a mezzo stampa. Forse, come gli hanno rimproverato gli ex Dario Rota e René Morf, avrebbe potuto effettuarle nel chiuso dello spogliatoio e non pubblicamente. Supposizioni che fanno parte del passato, oramai. Guardare al futuro è imperativo per il Lugano, che dovrà recuperare energie mentali e fisiche, perché il prossimo impegno è alle porte. Risorgere non è compito semplice, ma piombare rapidamente in un limbo oscuro sì. E i bianconeri vogliono evitare che ciò accada.

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