Per i due tecnici del Lugano e Chiasso, Celestini e Manzo, si va verso la soluzione della  difesa a 3.    

Prima amichevole stagionale e prime osservazioni a livello tecnico. Innanzitutto bisogna precisare che le due squadre ticinesi, il Lugano e il Chiasso, ieri sul sintetico di Paradiso, hanno dato vita ad un interessante galoppo “invernale.” Malgrado la bassa temperatura, un fastidioso vento e gambe molto, ma molto affaticate dai carichi di lavoro, i 22 giocatori, pardon 45…… hanno divertito il pubblico presente. Le due compagini hanno presentato nei due tempi, “un 11” completamente diverso. Il Chiasso, addirittura, a metà secondo tempo ha fatto anche  giocare il suo 23esimo  giocatore, Musto per Padula.

L’aspetto tecnico più eloquente della sfida cantonale, la difesa a 3 schierata sia da Manzo, sia da Celestini, per tutti i 90 minuti. Nel primo tempo da una parte il trio bianconero Daprelà, Maric, Kecskes, nel Chiasso si sono visti Ajeti, Alessandrini, Malvino. Dopo il thè il Lugano ha schierato Sulmoni, Covilo, Krasniqi, i rossoblù dal canto loro hanno proposto Belometti, Lurati, Perico.

Quattro terzetti, composti da giocatori molto gettonati, forse il solo Krasniqi, ha avuto un minutaggio minore. Modulo che per diversi motivi, i due allenatori presenteranno anche alla ripartenza del campionato. Per il Lugano un sistema, dapprima non voluto da Celestini, poi individuata la posizione di Covilo, la difesa a 3 rimane quella favorita.

Per Manzo, l’arrivo di un giocatore d’esperienza come Malvino, porterà giocoforza ad  insistere su questa formula. La difesa più perforata della CL, con 42 reti subite, ha bisogno di maggior stabilità.

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